E’ stato ‘suicidato’ quasi 5 anni fa, il 10 agosto 2019, nel carcere di massima (sic) sicurezza a New York: e adesso il caso torna alla ribalta.
Stiamo parlando di Jeffrey Epstein, il procacciatore di minorenni per super vip, il cui elenco di clienti eccellenti fa ancora tremare il gotha della finanza a stelle e strisce e non solo.
Il fresco ministro della Giustizia nell’amministrazione Trump, ossia la fascinosa avvocatessa ed ex procuratore generale della Florida per quasi un decennio, Pam Bondi, ha appena deciso di alzare il sipario sulla ‘Fase 1’, per quanto riguarda sia la lista degli ‘amici’ da invitare nella sua isola privata a luci rosse, sia la lista dei ‘contatti’. Il tutto è contenuto in un volumone di oltre 200 pagine.
I ‘friends’ venivano portati, a bordo ‘Lolita Express’, a ‘Little Saint James’, la splendida isoletta acquistata nel 1998, una ‘perla’ delle Isole Vergini. E alcune ‘perle’ tra le minorenni per un week end lo erano per davvero (immacolate), e costavano un occhio: bazzecole per le pingui tasche dei big, o dirty pig se preferite.
Le ‘anticipazioni’ della hot list, nonostante le fanfare griffate Pam, per ora si rivelano un tric trac, molto fumo e poco arrosto: le hanno pubblicate il ‘New York Post’ e alcuni siti conservatori.
Niente a che vedere con i primi botti, che vedevano in pole position pezzi da novanta come Bill Gates o il principe Andrea, proprio da allora (5 anni fa) caduto clamorosamente in disgrazia e ‘allontanato’ dalla ristretta cerchia reale britannica.
Fior tra fiori, nell’elenco fanno capolino i nomi delle vecchie star del firmamento musicale Mike Jagger e Michael Jackson, e il celebre attore Alec Baldwin, alle prese con un’altra rogna giudiziaria, lo sparo sul set di ‘Rust’ che nel 2021 ha freddato la direttrice della fotografia.
Nel lunghissimo elenco figurano ben 254 ‘massaggiatrici’, tra cui molte minorenni. I loro nomi sono stati ‘oscurati’ per via della privacy e soprattutto per il fatto che sono vittime del gigantesco traffico orchestrato dalla Epstein band.
Tra i ‘contatti’, nella preziosa e illuminante agenda Epstein, quelli dell’ex governatore di New York Andrew Cuomo, dell’ex senatore Ted Kennedy, della top model Naomi Campbell, della cantante Courtney Love, dell’attore Ralph Fiennes, del produttore Bob Weinstein (fratello di Harvey, un altro alle prese con rogne da novanta per le decennali violenze alle giovani aspiranti del set, condannato nel 2023 a 16 anni).
Passiamo ai presidenti a stelle e strisce.
S’è fatto un gran parlare, su non pochi media Usa nei giorni scorsi, di una possibile presenza, nella hot list, del nome del nuovo re-inquilino della Casa Bianca, Donald Trump. Tutti delusi. Il nome e le foto del tycoon ci sono, non come cliente ma come ‘amico’. Le istantanee risalgono ad oltre trent’anni fa, per la precisione al 15 maggio 1994: si vedono, in perfetta forma, ‘The Donald’, la sua allora consorte Marla Maples (si sono lasciati 5 anni dopo), la figlia Tiffany e perfino la babysitter. Il volo non è diretto alle Isole Vergini, ma a Washington e in arrivo da Palm Beach, in Florida.
Per quanto concerne Bill Clinton, il suo nome era stato tra i più gettonati proprio all’inizio del caso Epstein. Vennero infatti documentati ben 27 voli, non a bordo del mitico Lolita ma del più serioso Boeing 727, in compagnia di Ghislaine Maxwell – l’amante e socia in affari di Maxwell – nonché della segretaria particolare del trafficante di minorenni, ossia Sarah Kallen.
Maxwell era già stato condannato, nel 2008, per una serie di gravi reati sessuali sui minori. Una vera passione per lui, che poi ha allestito il ‘dream team’ in combutta con lady Maxwell, la quale sta scontando 20 anni di galera dopo il processo lampo del 2022, in cui ha ammesso la gran parte degli addebiti.
Non è mai stata fatta luce, invece, sul giallo del ‘suicidio’. Come è potuto accadere al ‘Metropolitan Correctional Center’ di New York, con due guardie fuori dalla cella?
Gli hanno forse offerto una tazza di caffè, corretto, come accadde, per fare un solo esempio, al celebre banchiere della mafia Michele Sindona?
Di tutta evidenza Epstein “doveva morire”: cioè non doveva parlare, perché con ogni probabilità avrebbe vuotato il sacco e messo a forte rischio il nome e l’onore (sic) di tanti pezzi da novanta del Potere.
Come mai la magistratura Usa ha fatto, finora, clamorosamente flop?
Perché non è stata trovata la minima traccia su killer e, soprattutto, mandanti?
Se volete ritrovare altre notizie, vi riproponiamo gli ultimi pezzi della ‘Voce’ sul caso.
Messo in rete il 9 gennaio 2024,
GIALLO EPSTEIN / MAN MANO EMERGE LA CUPOLA DEI MAXI RICATTI
E pubblicato il 13 maggio 2023
GIALLO EPSTEIN / IL MISTERO DEGLI INCONTRI CON IL CAPO CIA WILLIAM BURNS E LA SUPERBANCHIERA ARIANE DE ROTHSCHILD
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