STA PER TORNARE IN ITALIA IL SUPERLATITANTE SCOTTI / FARA’ LUCE SUI GIALLI MORO, CALVI E CIRILLO?

“Spero che Scotti arrivi vivo in Italia”. E’ l’auspicio di Caro Alemi, ex presidente del tribunale di Napoli e oltre trent’anni fa giudice istruttore per il giallo Cirillo, il potente assessore Dc rapito dalla Brigate Rosse e liberato dopo una breve ma fruttuosa trattativa tra vertici della stessa Dc, camorra e Servizi segreti. Uomo chiave nei rapporti tra la Nco di Raffaele Cutolo e lo Stato per quello e per tutti gli affari che ne seguirono – a partire dai mega appalti per il dopo terremoto ’80 – il braccio destro di Cutolo, Pasquale Scotti, fu arrestato a maggio scorso dalla polizia brasiliana a Recife, dopo una latitanza d’oro di ben 31 anni, un primato. In questi mesi è andata avanti un’altra, ben più piccola, “trattativa” con le autorità carioca, concernenti i profili giudiziari, burocratici e anche ‘politici’ della vicenda. Da tener presente che il paese guidato dal presidente Dilma Roussef, successore di Lula, è alle prese con una gigantesca crisi istituzionale, dovuta soprattutto alle bufere della Tangentopoli verdeoro (le super mazzette Petrobras) che sta falcidiando governo, opposizione e pezzi dello Stato (vertici di Camera e Senato, ad esempio).

Per ostacolare l’estradizione, i legali di Scotti hanno sostenuto che si tratta di una “persecuzione politica”, rammentando forse la particolare “sensibilità” delle autorità carioca su quel versante “politico”, come successo nel caso di Cesare Battisti. Ecco quindi i pericoli per l’incolumità dell’ex braccio destro di don Raffale; poi le doglianze della moglie brasiliana, preoccupata del fatto che i due figli in questo modo non potranno più vedere il padre. Richieste respinte dalle toghe brasiliane, per cui la strada è ora aperta. Mancano solo piccoli dettagli; c’è qualche ulteriore ritardo dovuto al Carnevale carioca che impegna un po’ tutti tra balli e sfilate. Ma per fine febbraio è previsto il disco verde finale. Tutti in volo, quindi, per l’Italia. Con un bagaglio di segreti & misteri che può ancora far tremare i Palazzi.

Per questo Alemi si augurò, all’indomani della cattura, che “Scotti arrivi vivo in Italia”. Per “poter raccontare i misteri Cirillo e Calvi”. Perchè anche sull’omicidio del banchiere Roberto Calvi, appeso sotto il ponte dei Frati neri a Londra, l’ex pupillo di Cutolo potrebbe squarciare finalmente il velo, dopo decenni di depistaggi e insabbiamenti. Una cover story della Voce dell’86 parlava esplicitamente di “Delitto di Camorra”, ossia una manovalanza via clan per eseguire “volontà” politiche e finanziarie superiori.

1

Federico Bisceglia. A sinistra Carmine Schiavone e, in apertura Pasquale Scotti

Federico Bisceglia. A sinistra Carmine Schiavone e, in apertura Pasquale Scotti

E forse è proprio venuto il tempo perchè alcuni sepolcri finalmente si aprano (con possibili effetti a catena tutti da gustare). Visto che poco dopo l’arresto del superlatitante a Recife, anche il sempre tombale capo della Nco fece sapere di voler essere ascoltato dalla neo costituta commissione Moro, presieduta dall’ex dc ed ex Margherita, ora pd, Giuseppe Fioroni. Ricordi che magicamente riaffiorano? C’è da sperarlo. Il primo verbale dell’interrogatorio di don Raffaele, davanti ad un magistrato e un carabiniere che collaborano con la commissione, è stato subito secretato. Ma dalle notizie trapelate non sembra contenesse verità-bomba: Cutolo, a quanto pare, dettagliava i legami operativi esistenti allora tra camorra e ‘ndrangheta, vera scoperta dell’acqua tiepida, visto che sono arcidocumentati gli antichi rapporti tra clan e ‘ndrine.

Forse lo sbarco in Italia dell’uomo che ha sempre tenuto i rapporti tra la Nuova Camorra Organizzata e i Servizi segreti potrà farci scoprire ciò che ancora non sappiamo su quei misteri di Stato e riaccendere ulteriormente la memoria del Capo, don Raffaele?

Post scriptum – Da un volo all’altro, val la pena di ricordare quello di Carmine Schiavone, che aveva dettagliato i super traffici di rifiuti tossici e “dato i numeri” del massacro ambientale a orologeria. E’ “incidentalmente” caduto da un albero del suo giardino, Schiavone, battendo mortalmente la testa. Succedeva il 22 febbraio 2015. Un anno fa. Ed una settimana dopo perdeva la vita in un “incidente” sulla Salerno Reggio Calabria il magistrato Federico Bisceglia, che stava indagando sui traffici di rifiuti tossici…

 

Per approfondire

CAMORRA, POLITICA & SERVIZI – SE ORA PARLA PASQUALE SCOTTI

28 maggio 2015


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento