JANNIK SINNER / SBATTI IL CAMPIONE SULL’ARISTON 

Maxi sceneggiata – epicentro Sanremo ma certo non solo – per i festeggiamenti pro Jannik Sinner dopo il trionfo agli Australian Open.

Riavvolgiamo il nastro per ricostruire la ‘piece’, tappa per tappa.

Apre il tema l’ormai mitico Amadeus che di sicuro lasciato il palco dell’Ariston dopo 5 anni al topverrà proclamato presidente di tutti gli italiani (Sergio Mattarella può tranquillamente sedere in panchina, intanto domani riceve Jannik al Quirinale), caso mai via plebiscito popolare, come piace a meloniani & C.

Nell’invitare il neo campione che aveva appena sollevato la Coppa ai cieli di Melbourne, così parlò il Vate: “Caro Jannik, non devi cantare o ballare, devi solo prenderti la standing ovation di tutto il Teatro Ariston e un grande applauso di tutti gli italiani”.

Amadeus. Sopra, l’incontro di Sinner con la premier Giorgia Meloni

A botta calda il ‘rovescio’ della racchetta d’oro: “Conoscendomi, io non ci andrei. Canto malissimo, ballo peggio: sono negato. Qui a Melbourne hanno provato a farmi intonare lo jadel… Lasciamo perdere. Devo giocare a tennis, io”.

Dopo il logico can can, ecco la risposta al miele del Super Conduttore che più elettrizzato non si può: “Caro Jannik, quando ti ho invitato l’ho fatto con il cuore, pensando di interpretare il desiderio di milioni e milioni di italiani. Certo non immaginavo (figurarsi, ndr) tanto rumore intorno al mio invito. Non ti volevo mettere in imbarazzo. Se non verrai saremo dispiaciuti ma non cambia nulla, faremo sempre il tifo per te, perché sei un vero orgoglio italiano. Caro Jannik, solo una richiesta: guarda Sanremo, fai il tifo per noi. Ciao”.

Toccante.

Tappa a Palazzo Chigi.

A poche ore dal trionfale sbarco a Fiumicino di volata per l’abbraccio alla nostra premier Giorgia Meloni che lo riceve con tutti gli onori nel Salone degli Arazzi alla Camera.

“Sei l’Italia che ci piace” esulta come una fan sugli spalti e poi subito, da amica di sempre: “ti volevo far rivedere una cosa, perché a quel punto stavamo tutti così, immobili…” dipinge mostrando le immagini dal cellulare con lo storico match point contro Daniil Mevdevev (qualche parentela con l’ex presidente russo Dmitrij?).

In una nota la prima ministra chiarisce al suo popolo: “L’Italia che ci piace: capace di credere in sé stessa e di reagire davanti alle sfide difficili. E di vincere. Grazie per l’esempio che hai dato, Jannik, agli amanti dello sport, ai nostri giovani, all’Italia tutta”.

Urrà.

Colorisce il quadro dello storico ‘vertice’ di Palazzo Chigi il ministro dello Sport Andrea Abodi: “E’ stato un incontro informale, schietto, non istituzionale. Hanno parlato come degli amici, c’era sintonia di valori, di sentimenti, di sensibilità, è stata anche per Jannik una sorpresa. Un bell’incontro tra persone che si sono piaciute. E’ la prima volta che la Coppa arriva in Italia, con il più giovane giocatore di tennis che ha voluto venire a Roma per mostrare la sua italianità”.

E doveva poteva andare, ad Abbiategrasso?

Angelo Binaghi

Fuori dal coro, sul giallo Sanremo, il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP), Angelo Binaghi: “Se Jannik andasse al Festival di Sanremo sarebbe una delusione. Tutti andrebbero, ma lui è diverso, e parlo contro i miei interessi perché Sinner a Saremo sarebbe una grande promozione per noi. Anche la Meloni gli ha detto che dovrebbe andare. Ma Jannik va protetto da tutti: dai dirigenti perché non va strumentalizzato, dai giornalisti e anche da Sanremo”.

E in modo un filino retorico aggiunge: “Mi ci metto io di petto nudo se serve. Se tutti insieme vogliamo scrivere una storia diversa dobbiamo proteggerlo. Sinner è un italiano diverso dallo stereotipo al quale siamo abituati”.

Forse, a questo punto, conviene chiedere suggerimenti alla L.I.P.U.

Al coro, of course, si unisce il capo carroccio Matteo Salvini; non poco impegnato, però, a schivare le fake news. In rete, infatti, è circolato un suo post taroccato, in cui Sinner veniva etichettato come ‘Austriaco’ (con la A maiuscola).

Hanno provveduto subito anche i cacciatori di fake a smentire l’orrenda collocazione geografica dei natali di Jannik, ad evitare quindi una possibile crisi di governo e anche un pesantissimo caso diplomatico con Vienna.

Chiudiamo con Francesco, unico, al solito, ad azzeccare le parole.

Papa Francesco

Pronunciate poche ore fa, quando ha ricevuto nella Sala dei Papi del Palazzo Apostolico il ‘Real Club de Tennis Barcelona’ in occasione dei 125 anni dalla sua fondazione.

“Complimenti all’Italia per la vittoria di Jannik Sinner. Nel tennis non si può vincere sempre, come nella vita, ma sarà una sfida che può arricchire se, giocando in modo educato e rispettando le regole, impareremo che non è una lotta ma un dialogo che consente di migliorarci. Bisogna concepire lo sport non solo come un combattimento ma anche come dialogo, che nel tennis diventa artistico”.

E così conclude, Bergoglio: “In campo, come nella nostra esistenza, a volte ci sentiamo soli, altre volte sostenuti da chi gioca con noi la partita della vita. Anche quando siamo ‘soli’, siamo alla presenza del Signore che ci insegna cosa significano il rispetto e la comprensione”.

A seguire, vi proponiamo la lettura di un intervento messo in rete dall’ottimo sito ‘La Fionda’. Si intitola ‘La tua patria è il mondo’.

P.S. Visto il diluvio, da oltre un mese a questa parte (e figuriamoci quale tsunami ci investirà nelle prossime ore), di servizi, reportage, interviste, promo in tutte le salse e in tutti i tiggì che francamente provocano una nausea senza confini, vi consigliamo, in quelle serate sanremesi, di vedervi qualche bel film d’annata.

E, perché no, quel Fantozzi che a proposito della celebre ‘Corazzata Potemkin’ esplodeva con il mitico ‘E’ una cagata pazzesca’.

Proprio così…


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