PANDEMIA / IL CEO DI ‘MODERNA’, STEPHANE BANCEL, LO SAPEVA MOLTO PRIMA CHE SCOPPIASSE. E NON SOLO LUI… 

Man mano le verità su pandemia & vaccini saltano fuori. Tessere di un mosaico che la dice lunga su come le star di Big Pharma fossero ben preparate all’ondata di Covid e quindi subito pronte con i loro ‘miracolosi’ vaccini per dar l’assalto ai miliardi pubblici stanziati dai governi di mezzo mondo.

Uno dei più recenti pezzi del puzzle è in realtà la conferma di quando già cominciava a trapelare ancor prima che scoppiasse la pandemia.

Il protagonista della story è Stephane Bancel, Ceo di ‘Moderna’, la piccola start up nata nel 2010 in quattro stanzette e mezza dozzina di ricercatori, ma subito baciata dalla fortuna: ha un nome, quello di Bill Gates, il miliardario filantropo che si dedica anima e corpo – messa fra parentesi l’ascesa nell’empireo imprenditoriale a bordo di ‘Microsoft’, che ormai va avanti da sola col pilota automatico – alle due nuove ‘passioni’: le pandemie e i cambiamenti climatici. Restano nella memoria le sue parole a forum di Davos 2010: “questo (2011-2020) sarà il decennio delle pandemie, il prossimo (2021-2031) quello degli ancor più catastrofici cambiamenti climatici”. Azzeccato in pieno!

E sul primo fronte puntò subito le sue fiche su due start up, appunto, una statunitense, l’altra tedesca: ci riferiamo a ‘Moderna’ e BionTech’, beneficiarie di ingenti risorse investite dal nuovo Guru dei vaccini. E saranno infatti proprio le due piccole start up che nel giro di pochi anni si trasformeranno in autentiche star nel firmamento di Big Pharma: tagliando per prime il traguardo nella produzione e distribuzione dei magici vaccini (la secondo gemellandosi con l’altra corazzata farmaceutica, ‘Pfizer’).

 

LA RI-RIVELAZIONE GRIFFATA BANCEL

Ma torniamo a Bancel, il padre di ‘Moderna’, il quale pochi giorni fa rilascia un’intervista alla grossa emittente a stelle e strisce ‘CNBC’, condotta dalla brava reporter Rebecca Quick. Che esordisce rammentando un incontro con lo stesso Bancel a gennaio 2020, proprio in occasione del ‘World Economic Forum’ organizzato annualmente a Davos, in Svizzera, dal suo storico fondatore e animatore, Klaus Schwab, di simpatie nazi, e grande amico di Bill Gates e George Soros, l’altro miliardario filantropo a bordo della sua ‘Open Society Foundation’ (mentre il primo viaggia con la sua ‘Bill & Melinda Gates Foundation’).

Rebecca Quick. Sopra, Stephane Bancel

Esordisce, Rebecca Quick, rammentando proprio quell’incontro di tre anni prima: “Sei venuto da me in questa stanzetta e mi hai raccontato di come stessi lavorando ad un vaccino contro il Covid e a quel punto il Covid-19 neanche esisteva a tutti gli effetti”.

Bancel non fa una piega, confermando quindi quell’incontro, anzi  precisa: “Credo non avesse ancora un nome a quel tempo”.

Ri-emerge quindi, con estrema chiarezza, che il Ceo di Moderna è riuscito a bruciare le tappe e a trovarsi praticamente già quasi pronto per l’appuntamento con la ‘storia’ quando il virus doveva  ancora manifestarsi. Anche in questo caso: Bancel – come Gates nella sua previsione – erano dotati di una speciale sfera di cristallo in cui leggere il Futuro? O di quali – magici o paranormali – poteri a tal punto premonitori?

Solo alcuni giorni dopo, a fine gennaio, gli scienziati cinesi comunicheranno al mondo la famosa sequenza genetica del nuovo agente patogeno: eppure, sia ‘Moderna’ che ‘Pzifer’ erano già praticamente pronte ai nastri di partenza con i loro taumaturgici vaccini a RNA messaggero.

 

IL RUOLO DELLA ‘FDA’ E I J’ACCUSE DEL ‘BMJ’

Ma a questo punto sorgono spontanee un paio di altre domande. Se sapevano già tutto in anticipo ed erano già con il prodotto quasi chiavi in mano, come mai non hanno utilizzato al meglio i seguenti otto mesi nel corso dei quali sono stati effettuati i ‘trials’, gli esperimenti per verificare e migliorare il tasso di ‘efficacia’ e, soprattutto, di ‘sicurezza’ dei loro vaccini?

E come mai hanno lasciato che la ‘Food and Drug Administration’ (FDA)fissasse una dead line per il termine dei trials a così lunga distanza, ossia al 31 gennaio 2023?

Perchè ciò ha finito per ‘smascherare’ la connection tra le due star di Big Pharma e l’Autorità di controllo, ossia la FDA. Dato che quest’ultima ha concesso il suo ok definitivo addirittura ad agosto 2020, dopo appena otto mesi. Attirandosi addosso gli strali dell’autorevole e rigoroso ‘British Medical Journal’ (BMJ)che ‘in tempo reale’ (fine agosto 2020) pubblicava, a firma del suo direttore editoriale e scientifico, Peter Doshi, un fondo di fuoco, nel quale venivano evidenziate tutte le clamorose anomalie di quell’autorizzazione così precipitosa.

Peter Doshi

E lo stesso BMJ incalzerà poi con altri reportage scientifici al vetriolo. Uno, pubblicato a gennaio 2021, e sempre firmato da Peter Doshi, demoliva la tanto sbandierata efficacia del vaccino ‘Pfizer’: altro che il 92-93 per cento, neanche uno striminzito 20 per cento!

E, mesi dopo, con un reportage da brividi: quello su come sono stati condotti in appena 4 mesi i ‘trials’. Perché aprì un vero vaso di Pandora una coraggiosa ricercatrice che era stata incaricata di sovrintendere ad uno dei ‘trials’ appaltati negli Usa da ‘Pfizer’. Ne scoprì di tutti i colori, un vero museo degli errori & degli orrori. Denunciò il tutto a chi di dovere, cioè alla FDA, presumendo ovviamente che avviasse subito un controllo. E invece cosa fa FDA? Invia la denuncia proprio al ‘lupo’, ‘Pfizer’, che quindi licenzia in tronco la ricercatrice. La quale non potrà fare a meno, a sua volta, di denunciare FDA ePfizer per la gravissima vicenda: il contenzioso legale è ancora in corso.

Tutto diventa ancor più chiaro se teniamo conto di un fatto da non poco: all’epoca della famigerata autorizzazione definitiva, la strategica carica di ‘commissario straordinario’ FDA era ricoperta da un potente scienziato (sic) statunitense, Scott Gottlieb. Il quale, appena terminato il suo mandato biennale, trova ‘in tempo reale’ un posto, si fa per dire: una strapagata poltronissima nel board di ‘Pfizer’, la sua ‘super controllata’ fino al giorno prima: un conflitto d’interessi alto come le Torri Gemelle!

Qual è la morale di tutta la story?

 

LE CONNECTION IN CAMPO, TAPPA PER TAPPA

Le star di Big Pharma sapevano che sarebbe scoppiata la pandemia da Covid-19, e quindi si erano preparate con largo anticipo, soprattutto per accelerare sui vaccini più impattanti e ‘avveniristici’, quelli a mRNA.

Guarda caso, a giugno 2019 si verifica una anomala ‘fuga’ dai mega laboratori militari di Fort Detrick, nel Maryland, che vengono immediatamente chiusi dai ‘CDC’ (Centers for Deseases Control’) americani per svariati mesi: non si avrà mai, dalle autorità di vigilanza (né ‘CDC’, né ‘FDA’) alcuna spiegazione ufficiale su cosa fosse realmente successo. Una totale cortina fumogena. Si saprà solo, dai dati ufficiali delle statistiche sanitarie nazionali, che in quello stesso periodo (primavera-estate 2019), venne registrato un anomalo, sensibile aumento delle patologie influenzali, anche gravi.

Scott Gottlieb

A ottobre 2019 si svolgono in Cina, con arrivo di atleti da tutto il mondo (Usa ben compresi) i ‘Giochi Mondiali Militari’, che secondo non pochi hanno rappresentato il veicolo di prima trasmissione del virus.

Nello stesso mese un altro appuntamento fondamentale, ‘Event 201’, promosso e organizzato dal ‘World Economic Forum’, dalla ‘Bill and Melinda Gates Foundation e dal ‘Johns Hopkin Center for Health Security’: e l’argomento clou, naturalmente, è proprio quello della pandemia.

 

 

Da molti mesi, poi, sono in corso (parliamo di tutto il 2019) presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, in Cina, delle ricerche molto ‘border line’ sul ‘gain of function’ ossia il ‘guadagno di funzione’, per consentire il passaggio del virus dall’animale all’uomo: siamo in pieno campo ‘minato’, ossia quello delle ‘biologic wars’ del futuro.

Anthony Fauci

Studi vietati, proprio perché molto pericolosi, negli Usa (li proibì una legge del governo Obama) e per questo condotti dai ricercatori americani oltre i confini nazionali. Da qui nasce la scelta di Wuhan, della pur rivale (sotto il profilo economico-commerciale) Cina: e infatti proprio all’Istituto di virologiaaffluiscono ingenti fondi stanziati dal ‘National Institute for Allergy and Infectious Deseases’, ‘NIAID’ per i suoi fans, guidato praticamente a vita (per la precisione dal 1984 al 2022, quando è andato in pensione) dal super virologo statunitense Anthony Fauci. Il maxi finanziamento è transitato attraverso una società di copertura, l’organizzazione non governativa (le solite Ong) ‘EcoHealth Alliance’, che fa capo ad un ricercatore molto controverso, Peter Daszak.

A dicembre 2019 si verifica la ‘fuga’ dal laboratorio di Wuhan.

E qui inizia la telenovela del virus ‘naturale’ o ‘artificiale’ che dura ancor oggi. Appena ieri abbiamo pubblicato, tra le news, l’ultima uscita ufficiale del direttore dell’FBI, Christopher Wray, il quale dichiara che le ricerche condotte per mesi dai suoi 007 portano ad una sola conclusione: è un virus artificiale, con ogni probabilità ‘liberato’ volontariamente dai cinesi, provocando la morte di almeno 1 milione di americani. Glissa su un solo particolare: la fattiva collaborazione, nella ‘strage’, degli stessi americani, avendo appunto ‘volontariamente’ finanziato quelle ricerche che di tutta evidenza condividevano.

 

LE SCENEGGIATE DIRETTE DALL’OMS

Altri elementi del puzzle.

Guarda caso, Peter Daszak fa parte – in rappresentanza degli Usa – della prima missione inviata dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) a Wuhan, a caccia delle origini del virus. Scontato il flop: avrebbe mai potuto Daszak auto-accusarsi e soprattutto accusare il ‘mandante’, ossia l’intoccabile Fauci per quei finanziamenti a Wuhan?

Ma la sceneggiata continua, sulla pelle della gente di tutto il mondo e con i soldi dei cittadini di tutto il mondo. Perché l’OMS promette ai quattro venti che organizzerà una seconda missione, predisporrà cioè una FASE 2 per trovare finalmente il bandolo della matassa, individuare le responsabilità, capire l’origine autentica del Covid-19, soprattutto per evitare o quanto meno arginare meglio le future, sicure pandemie.

Tedros Adhanom Ghebreyesus

Tanto che il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, esattamente un mese fa ha lanciato un terribile sos: avremo presto una pandemia di aviaria che farà centinaia di milioni di morti, dichiarando (follemente, in mancanza di prove scientifiche a suffragio, e quindi rischiando una pesantissima denuncia per procurato allarme) addirittura a rischio il 57 per cento della popolazione mondiale. L’allarme, da noi, è stato subito ripreso dal ‘bipolare’ Matteo Bassetti, il primario infettivologo al San Martino di Genova e tra le più seguite Virostar: un giorno getta acqua sul fuoco e frena gli allarmismi, il giorno seguente lancia taniche di benzina e terrorizza la gente.

Ma torniamo all’OMS. E alla sempre e tanto promessa FASE 2. Ai primi di gennaio è stato nominato, dall’Organizzazione, un nuovo direttore scientifico: si tratta di Jeremy Farrar. Neanche il tempo di sedersi sulla bollente poltrona che ha già pronta una dichiarazione: la FASE 2 non s’ha da fare, la task force scientifica non partirà più per Wuhan, abbiamo scherzato: perché ormai è passato troppo tempo, e non troviamo niente. Come dire: la scena del crimine ormai è stata abbondantemente, in tre anni, alterata.

Guarda caso, Farrar la pensa così da sempre. A marzo 2020, in un documento firmato con molti altri ricercatori, sottolineò che la pista (ora ammessa perfino dall’FBI e dal Dipartimento Usa per l’Energia) che porta al ‘virus artificiale’, creato in laboratorio, era una totale cavolata, una pista che nella ‘Dichiarazione’ venne addirittura definita (testuale) ‘complottista’. Evidente, quindi, il NO di Farrar alla Fase 2. Quel giallo deve rimanere tale: guai ad aprire quella porta!

 

SUPER FAUCI SOTTO INCHIESTA

E per chiudere il cerchio torniamo al Super Virologo che ha affiancato ben 7 presidenti Usa come consulente medico scientifico (non andò d’accordo, anzi ruppero clamorosamente, solo con Donald Trump, che non ha mai digerito lo strapotere di Big Pharma), al nostro Fauci.

Jeffrey Landry

E’ sotto inchiesta perché due procuratori generali americani, Jeffry Landry della Louisiana, ed Erich Schmitt del Missouri, hanno deciso di accendere i riflettori sul ‘Wuhangate’, e su quei famosi fondi lungo la rotta Usa-Cina, e per la precisione NIAID-Wuhan. Un paio di mesi fa Fauci è stato interrogato per la bellezza di sette ore 7: la durata si spiega anche perché lo stesso super virologo è coinvolto in un altro filone d’inchiesta che riguarda le pressioni esercitate da altissimi vertici della Casa Bianca (e lui compreso, of course) sui social media, per ‘disinformare’ sulla pandemia, ossia ‘osannare’ la politica governativa griffata Joe Biden, e ‘censurare’ i pareri scomodi, controcorrente pur se espressi da autorevoli scienziati e ricercatori.

Sul caso Wuhan, Fauci ha farfugliato poche parole e divagato non poco, zigzagando tra “non so”, “è passato troppo tempo”, “non ricordo”: proprio come ha fatto la responsabile dei mercati esteri di ‘Pfizer’, Janine Small, davanti alla ‘Commissione d’inchiesta sui vaccini’ varata a settembre dal Parlamento europeo. E di una sola cosa si è detta certa, Small: “non so nulla sulla ‘sicurezza’ dei vaccini”, una vera bomba. Per la serie: vendi al mondo un vaccino del quale non sai nulla, zero, circa la loro ‘sicurezza’, il che significa ignorare del tutto gli ‘effetti avversi’ che possono provocare: come hanno provocato, provocano e provocheranno a caterve. Ai confini della realtà.

Dal canto suo, Fauci di un solo dettaglio si è ricordato con chiarezza nel corso della verbalizzazione fiume: “Mai conosciuto né frequentato Daszak”.

Una bugia, anche stavolta, alta come le Twin Towers. Da galera, per spergiuro, l’avesse pronunciata davanti ad una Corte federale. Anche se a 81 anni suonati è difficile possa mai vedere il sole a scacchi.

 

P.S. Come al solito, se volete saperne di più su personaggi, organizzazioni e società citate in questo articolo, basta andare alla casella CERCA, nella home page in alto a destra, e digitare nome e cognome della persona (ad esempio Anthony Fauci o Peter Daszak) o della sigla (ad esempio ‘Organizzazione Mondiale della Sanità’ oppure ‘EcoHealth Alliance’) per leggere le inchiesta degli ultimi anni.

 


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