INDUSTRIA DEI FARMACI / GLI STRATOSFERICI PROFITTI & LA SCIENTIFICA STRATEGIA DELLA ‘PAURA’ 

La molla per l’industria farmaceutica non è la salute dei cittadini, ma la realizzazione di profitti sempre più giganteschi.

Lo dimostra, cifre e dati alla mano, un approfondito e documentato studio condotto da due prestigiosi docenti e ricercatori statunitensi, William Lazonic, professore emerito di Economia alla ‘Massachusetts University’, e Oner Tulum, che lavora alla ‘Brown University’ nel Rhode Island.

La ricerca è stata pubblicata dalla ‘Dr. Rath Health Foundation’ e ripresa da ‘Global Research’.

William Lazonic

Leggiamo alcuni commenti scritti da Paul Anthony Taylor proprio per ‘Global Research’, uno dei più noti siti di contro-informazione a livello internazionale, fondato e animato dell’economista canadese Michel Chossudowsky. Significativo il titolo dell’articolo: “Pharma Spends More Money Increasing Shareholder Wealth That It Does On Research And Development”, che tradotto suona “Il settore farmaceutico spende più soldi per aumentare la ricchezza degli azionisti che per la ricerca e lo sviluppo”.

 

 

 

SALUTE BEN DOPO I PROFITTI

Scrive Taylor: “In arrivo il nuovo anno con aumenti di prezzo su oltre 350 farmaci che commercializzano negli Stati Uniti, i dirigenti senior dell’industria farmaceutica saranno stati impegnati a provare la loro logora affermazione secondo cui tali aumenti sono necessari per sostenere i costi di ricerca e sviluppo. Abbassare i prezzi dei farmaci, sostengono, ridurrebbe i profitti e soffocherebbe l’innovazione dei prodotti. Se esaminiamo le prove, tuttavia, la verità è ben diversa. Uno studio recente mostra che tra il 2012 e il 2021, le principali aziende farmaceutiche hanno speso più soldi in riacquisti di azioni proprie e dividendi degli azionisti che in ricerca e sviluppo”.

Oner Tulum

E’ proprio lo studio dei due ricercatori americani, in cui – prosegue Taylor, “viene descritto come le prove contraddicono fortemente l’affermazione dell’industria farmaceutica secondo cui è necessario che i prezzi dei farmaci non siano regolamentati al fine di generare profitti da reinvestire in nuovi farmaci innovativi. In realtà, piuttosto che utilizzare i profitti per aumentare gli investimenti, le aziende farmaceutiche si concentrano invece sul mantenimento di prezzi elevati dei farmaci in modo che, effettuando massicce distribuzioni agli azionisti, possano aumentare i rendimenti delle loro azioni quotate in borsa”.

“Lo studio rivela che tra il 2012 e il 2021, le 14 maggiori società farmaceutiche quotate in borsa negli Stati Uniti hanno speso 747 miliardi di dollari in riacquisti di azioni proprie e dividendi dei soci, un importo che supera i 660 miliardi di dollari spesi per la ricerca e lo sviluppo di farmaci. I riacquisti di azioni proprie sono sempre più utilizzati dalle aziende come mezzo per manipolare i prezzi delle loro azioni. Riacquistando azioni del proprio capitale, riducono il numero di azioni disponibili e aumentano il valore di quelle rimaste. Pertanto, il valore di un’azienda può essere gonfiato artificialmente, e indipendentemente dall’efficacia o dalla sicurezza dei suoi prodotti”.

 

INDUSTRIA D’INVESTIMENTO, NON SANITARIA

Come succede – aggiungiamo noi – in modo eclatante con le star dei vaccini, ‘Pfizer’ e ‘Moderna’, i cui azionisti maggiori, tra l’altro, sono i colossi degli hedge fund, ‘BlackRock’ e ‘Vanguard’.

Continua Taylor: “Sebbene questa pratica sia legale negli Usa dal 1982 e da allora si sia diffusa, gli autori dello studio sostengono che dovrebbe essere vietata. I risultati della ricerca dimostrano chiaramente che, in sostanza, l’industria farmaceutica non è realmente un’industria sanitaria: è un’industria d’investimento il cui scopo principale è arricchire i saldi bancari dei suoi azionisti. Per gli alti dirigenti che guidano le aziende farmaceutiche mondiali, i bisogni della salute umana arrivano molto dopo la generazione di stupende ricchezze e profitti. Per quanto possa sembrare perverso, non è nemmeno nell’interesse dell’industria farmaceutica prevenire le malattie. Al contrario, infatti, la continua esistenza e l’espansione dei problemi di salute umana è un prerequisito per la crescita finanziaria del settore”.

In un modo di ‘sani’, le star di Big Pharma andrebbero tutte in crac!

“Anche il ‘British Medical Journal’ ammette apertamente che l’industria farmaceutica ha corrotto la medicina: la necessità di una radicale riforma del sistema sanitario globale non è mai stata più urgente. Esiste già un modello alternativo, incentrato sulla prevenzione delle malattie e sull’uso di approcci sanitari basati sulla scienza. Implementarlo in una forma senza scopo di lucro e fornire educazione sanitaria gratuita a persone di tutte le età, sarà fondamentale per garantire il successo e la sopravvivenza a lungo termine. Nel frattempo – conclude Taylor – come dimostra essenzialmente oltre ogni dubbio lo studio di Lazonick e Tulum, il modello di business finanziarizzato dell’industria farmaceutica è malato terminale e incapace di riforma”.

Ad inizio 2022, infatti, l’autorevole ‘British Medical Journal’ (che ha pubblicato pesantissimi j’accuse contro ‘Pfizer’ e ‘Food and Drug Administration’) scrisse un intervento durissimo sui maxi business di Big Pharma. Potete – cliccando in basso sul link – leggere l’inchiesta scritta dalla ‘Voce’ e intitolata “Bristish Medical  Journal / Le star farmaceutiche pensano solo ai profitti e se ne fregano della salute”).

 

LA STRATEGIA DELLA “PAURA”

Secondo molti autorevoli scienziati e ricercatori, quasi tutti ‘oscurati’ come dimostra in modo inequivocabile la ‘Twitter files’ story – con una Casa Bianca impegnata in una perfetta campagna di ‘disinformazione’ di massa da un lato, e di ‘censura’ dall’altro – uno degli elementi base per i successi dell’industria farmaceutica (come la forsennata corsa ai vaccini) è infondere nei cittadini un clima di ‘Paura’, di ‘Terrore’ crescente: anche per facilitare ai governi l’adozione dei più drastici provvedimenti, dall’obbligo di sottoporsi a vaccini addirittura sperimentali (che si stanno dimostrando, ogni giorno che passa, sempre più ‘inefficaci’ e ‘insicuri’), all’uso di mascherine, ai lockdown fino al divieto – durato in Italia per tutti i mesi bollenti della pandemia (da febbraio a dicembre 2020) – di cure e farmaci pur esistenti sul mercato (e anche a prezzi modici) che avrebbero potuto salvare decine di migliaia di vite umane, se usati ai primi sintoni del covid: per fare un solo esempio, l’idrossiclorochina, addirittura vietata dal governo e dal CTS e legalizzata da un’ordinanza emessa dal Consiglio di Stato l’11 dicembre 2020!

 

Matteo Bassetti

Adesso, a tre anni esatti dallo scoppio della prima pandemia, l’allucinante scenario sembra ripetersi: e tutto parte, di nuovo, come allora, dalla Cina. Certo, la situazione è da tenere sotto stretto controllo, anche perché le cifre ufficiali cinesi sono poche.

Ma serve certo ad alimentare il clima di Paura, di Terrore, di Panico quanto ad esempio proclama una delle Virostar più gettonate, Matteo Bassetti (in realtà è un infettivologo):  “probabili 70-80 milioni di morti in soli 3 mesi in Cina”.

Possibile dare i numeri al lotto, senza dati CERTI e REALI a disposizione, e gettarli in pasto ai cittadini?

Vogliamo solo ricordare ai lettori, anche per ‘tranquillizzarli’ un minimo, il titolo del libro che il virologo (uno dei pochi ‘autentici’ in circolazione) Giulio Tarro ha firmato nei mesi bollenti della pandemia, uscì infatti a giugno 2020: ‘Covid 19 – Il Virus della Paura’, al quale ha fatto seguito, pochi mesi fa, un secondo volume, ‘Covid-19 – La fine di un incubo’.

Due recenti libri del professor Giulio Tarro

 

 

 

Tarro è stato ‘l’allievo prediletto’ – come ha sempre sostenuto lo scienziato americano – di Albert Sabin, che scoprì il vaccino antipolio e non ne fece un business: non si impadronì del brevetto, ma lo regalò all’Umanità, rendendolo libero. Anni luce di distanza rispetto ai ‘Signori del Farmaci’ così ben descritti nello studio di Lazonick e Tulum.

 

 

 

Per chiudere il cerchio su Farmaci, Paura & Profitti, vi proponiamo la lettura di una stimolante riflessione di un altro ricercatore controcorrente, di certo uno dei più ‘oscurati’ dal mainstream e dai diktat governativi a stelle e strisce. Si tratta di Joseph Mercola. Già il titolo è di una chiarezza esemplare: “E’ la  Paura che fa crescere i profitti di Pfizer”. Ringraziamo il sito, altrettanto controcorrente, ‘comedonchisciotte’ per averlo tradotto e pubblicato. Ecco, in basso, il link.

 

LINK

È La paura che fa crescere i profitti di Pfizer

 

 

‘BRITISH MEDICAL JOURNAL’ / LE STAR   FARMACEUTICHE PENSANO SOLO AI PROFITTI E SE NE FREGANO DELLA SALUTE   

 


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