GOVERNO / COME COMPRO LE TIVVU’ PRIVATE CON 50 MILIONI DI “PUBBLICITA’” PER LA CAMPAGNA COVID

Come compro l’informazione tivvù sparsa a macchia di leopardo in tutta Italia. In che modo acquisisco il consenso per orientare l’opinione pubblica a favore dei vaccini.

E’ questo il senso autentico di un decreto emanato a fine 2020 dal Ministero dello Sviluppo Economico per elargire la bellezza di 50 milioni di euro a circa 120 emittenti locali, dalle più grandi fino a quelle quasi parrocchiali.

Il ministro Giancarlo Giorgetti

Una pioggia di danari come neanche mamma DC, ai suoi gloriosi tempi, si sarebbe mai sognata di erogare, pena l’essere tacciata di bassa corruzione.

A festeggiare, come detto, sono tantissime antenne private, che in quelle palate milionarie trovano un nuovo propellente, dopo anni di vacche magre.

Si stropicciano le mani soprattutto due gruppi leader, da tempo, nel settore: largamente in testa nella special hit dei fondi allegramente erogati, infatti, troviamo il gruppo pugliese ‘Telenorba’, riconducibile alla famiglia Montrone, che fa un colpo da quasi 4 milioni di euro; seguito da quello griffato ‘Telelombardia’, che fa capo alla dinasty capitanata da Sandro Parenzo, il cui figlio Davìd spadroneggia tutte le sere sugli schermi de La 7, ora in compagnia della fascinosa Concita De Gregorio.

Non manca chi, nel mondo dell’informazione, storce il naso. E così commenta: “Un autentico golpe, un’operazione vergognosa. Il governo ha letteralmente comprato tutto il settore televisivo privato regionale, mettendo sul piatto una bella torta da 50 milioni di euro. Un settore che fino a quel momento vivacchiava con la pubblicità che riusciva a raccogliere sul territorio, a parte i successi ormai consolidati di Telenorba e Telelombardia. Ora la manna dal cielo, grazie al covid che i signori e signorini delle antenne non finiranno di benedire”.

Sandro Parenzo

E ancora: “Un’operazione sporca e basta vedere i notiziari d’informazioni che queste tivvù irradiano nell’etere per rendersene conto. Notiziari letteralmente genuflessi di fronte alle politiche governative per i vaccini, omettendo regolarmente le notizie ‘negative’ oppure una qualsiasi informazione sulle cure domiciliari, ad esempio. Il copione non cambia, anzi peggiora, con le reti di Stato, che forniscono un’informazione del tutto taroccata: ma è nella logica del controllo totale dei partiti sulla Rai. Nel caso delle tivvù private il discorso è diverso: perché qui si compra, nel senso più concreto del termine, il consenso”.

Evidentemente le cifre sono erogate per acquistare i rituali spazi di ‘pubblicità-progresso’. Ma basta, appunto, sentire un notiziario per rendersi conto della autentica sceneggiata – è proprio il caso di dire – messa in onda.

Sorge a questo punto spontanea una domanda. Come mai la sempre solerte Corte dei Conti non alza un dito? Non ha proprio nulla da obiettare su una simile operazione che tira in ballo ingenti cifre delle casse pubbliche per acrobazie del genere?

E la stessa magistratura, pur così incerottata dal ‘Palamaragate’ in poi, non ha ugualmente nulla da obiettare?

Niente da indagare? Nulla da scoperchiare? Tutto ok?

Andiamo ora a vedere alcuni tra i protagonisti del Bingo, della fortunatissima lotteria non organizzata da un saltimbanco di quartiere, ma dallo Stato, attraverso il braccio operativo del MISE.

 

BRILLANO LE STAR TELENORBA E TELELOMBARDIA

Mette a segno il colpo del secolo, pari a circa 3 milioni 850 mila euro. La società ‘Telenorba spa’, infatti, ottiene ben 4 distinti contributi per 4 diversi marchi, tutti comunque riconducibili alla casa madre.

Ecco il dettaglio.

Il marchio ‘Telenorba 7’ riceve la cifra più alta in assoluto a livello nazionale, con un bottino da 1 milione 718 mila euro e spicci.

Al quinto posto della stessa classifica compare la griffe ‘Telenorba 8 – Teledue’, altra creatura del ricco ventre Telenorba spa: in questo caso la cifra assegnata è di 810 mila euro.

Luca Montrone

Eccoci poi a ‘Radionorba srl’, che con il marchio ‘Radionorba Television’ si aggiudica dal generoso MISE 693 mila euro.

La festa non è finita. E continua in sella a ‘TG Norba 24’, l’apposita sigla messa in campo per i notiziari, alla quale vanno in dote 647 mila euro.

Una vera cuccagna per lo storico proprietario della tivvù, Luca Montrone, che l’ha fondata 45 anni fa esatti, nel 1976, in compagnia di Vito Zivoli da Conversano, il piccolo comune dove si insediò subito il quartier generale dell’antenna.

La corazzata pugliese può oggi contare su altri canali affiliati: non solo Radionorba, Radionorba TV e TG Norba 24, ma anche Teledue, Telepuglia e Telenorba Shqiptare, addirittura in Albania. Quando arriveranno i fondi anche per le antenne consorelle?

Pochi mesi fa un cambio alla direzione di Telenorba. Il direttore di rete dal 2016, Antonio Azzalini, lascia il timone per passare alla guida di ‘Lux Vide’. In attesa del nuovo numero uno, ora la direzione è affidata ad un rampollo di casa Montrone, Marco.

 

Passiamo alla seconda protagonista assoluta del settore, ‘Telelombardia srl’. Anche stavolta il cadeau è multiplo.

Al terzo posto nella classifica nazionale delle elargizioni, infatti, figura il marchio ‘Telelombardia’ in modo diretto, con un appannaggio da oltre 1 milione di euro, per la precisione 1 milione 11 mila.

Segue a ruota la griffe di ‘Antennatre’, gemmazione, of course, di Telelombardia: in questo caso i fondi raccolti sono pari a 684 mila euro.

Il terzo colpo viene messo a segno grazie a ‘Top Calcio 24’, dal momento che il football è una delle ghiottonerie dell’ammiraglia lombarda: Top Calcio 24 sfiora quota mezzo milione di euro, vedendosi recapitare in cassa, infatti, 491 mila euro.

Il poker viene servito grazie a ‘Videogruppo’, marchio sempre riconducibile a Telelombardia, ma con sede legale, stavolta, in Piemonte: la cifra è più contenuta, 264 mila euro: ma la prossima volta andrà meglio.

Nasce appena un anno prima di Telenorba, ossia nel 1975, l’antenna meneghina partorita a Cologno Monzese, nel complesso Icet Studios che verrà poi acquistato dalla Fininvest. Il nuovo polo televisivo digitale, invece, spunta nel 2007, sull’area dismessa ex Tenax e al centro del progetto di riqualificazione dell’ex quartiere industriale della Bovisa: un super polo con ben 15 sale montaggio, bar, ristorante.

Da quest’anno tutto il pacchetto azionario è nelle mani del ‘Gruppo Mediapason’, controllato dal capitano di sempre, Sandro Parenzo. Il quale ha condotto negli ultimi anni una notevole campagna acquisti, finendo con il dar vita ad una formazione coi fiocchi che vede schierate, oltre a Telelombardia, Antennatre e Top calcio 24, anche Videogruppo Piemonte e Videogruppo Piemonte + 1, Vivo Pavia, Milanow, Top Planet-Canale 6, Top Tech, Top Music.

 

L’ARGENTO SARDO E LA LOTTERIA CAMPANA

Prima di passare alla lotteria campana, un cenno d’obbligo all’antenna che si aggiudica la prestigiosa seconda postazione sul podio a livello nazionale per quanto concerne il contributo erogato dal MISE: si tratta della sarda ‘VIDEOLINA spa’, fondata sempre nello stesso magico anno, il 1975, da uno degli editori all’epoca in rampa di lancio, Nicola Grauso.

In grado di spiccare il salto dopo dieci anni: nel 1985, infatti, Grauso e il socio Michele Rossetti acquistarono la storica ‘L’Unione Sarda’, il quotidiano più venduto sull’isola.

L’inizio del 2000 è un vero incubo per Grauso, costretto a lasciare baracca e burattini in seguito alle vicende legate al sequestro di Silvia Melis. Le sue aziende vengono improvvisamente commissariate, Grauso vende tutto e passa il testimone a Sergio Zuncheddu, già editore di ‘Tele Costa Smeralda’ e della stessa Unione Sarda, nonché di ‘Tele Sardinia’, che si fuse con Sardegna 1 TV, dando vita a Sardegna Uno.

Passiamo al fresco incasso via MISE. A Videolina spa (e per il marchio Videolina) è stata recapitata la bella cifra di 1 milione 285 mila euro. Niente male.

Eccoci in Campania. La pole position spetta ad una delle emittenti più antiche a livello nazionale, creata nel 1976 da un vulcanico ingegnere (e anche inventore), Pierangelo Gregorio. Finita nell’orbita del gruppo armatoriale della famiglia Lauro (tanto che gli studi sono stati per anni ubicati nella faraonica Villa Lauro a Posillipo), poi è passata sotto il controllo della famiglia Torino, con i due fratelli, Andrea e Vittorio, in prima linea. Ora il timone è nelle mani di un rampollo, Paolo Torino.

Paolo Torino

Fa un bel botto di Capodanno, Canale 21 srl: il suo cadeau, infatti, supera la ragguardevole cifra di 900 mila euro, per la precisione 908 mila.

Deve accontentarsi della metà esatta, e cioè di 466 mila euro, l’emittente tradizionale dei commercianti del Vomero, il quartiere alto della città, un pullulare di negozi d’ogni sorta: si tratta di ‘Televomero srl’, che iniziò le sue trasmissioni nel 1978.

Ragguardevole la performance di un’altra antenna partenopea, ‘TELE A’, gestita dalla società ‘Incremento Finanziario’, nelle cui casse sono affluiti 440 mila euro. Fondata a fine anni 70 da Alfredo Abbaneo (anche oggi il deus ex machina), pochi anni dopo venne affiliata a Canale 5, limitandosi a trasmettere quanto Sua Emittenza irradiava nell’etere.

Eccoci a ‘Otto Production srl’, che con il marchio ‘Otto Channel’ mette a segno un colpo da 429 mila euro. Niente male.

Passiamo ad altre due antenne cittadine, ‘Canale Otto srl’ e ‘Canale 9 srl’, destinatarie, in pratica, dello stesso importo: per la precisione, 423 mila euro nelle casse della prima e 403 mila in quelle della seconda.

Ottima performance per la salernitana ‘LI.RA. srl’, che opera con la griffe ‘Liratv’, salita alla ribalta delle cronache per le prime performance tivvù del governatore della Campania Vincenzo De Luca, un pozzo di san Patrizio per le mitiche imitazioni made in Crozza.

Grasso che cola anche i 391 mila euro racimolati dalla casertana ‘Teleluna srl’, il cui titolare, ossia il dentista Pasquale Piccirillo, ha passato non poche traversie a livello giudiziario, tanto che a marzo 2018 il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto il sequestro di beni e immobili sparsi tra Napoli, Caserta e Frosinone, con l’accusa di truffa, evasione fiscale ed appropriazione indebita.

Seguono le isole del golfo, con l’ammiraglia ‘Tele Capri srl’, storico avamposto del sindaco di Capri per una vita, Costantino Federico. La sua antenna sfiora i 270 mila euro di appannaggio MISE.

Teleischia srl’ segue a ruota, con i suoi 210 mila euro in carniere.

Mentre l’avellinese deve accontentarsi delle briciole, appena 54 mila euro per ‘Irpinia Tv srl’, un tempo coccolata da Ciriaco De Mita.

Da notare che le antenne del Lazio non fanno proprio la parte del leone. Appena tre nella sterminata classifica, e tutte una dietro l’altra per quanto concerne gli importi ricevuti: 350 mila euro a ‘Gold Tv srl’, 327 mila per ‘Tele Universo srl’ e infine 323 mila a favore ‘Telemontegiove srl’ (e il marchio ‘Lazio tv’). Lo stellone del governatore Nicola Zingaretti è con ogni probabilità un po’ appannato.

Per conoscere tutte le altre vincitrici nella maxi lotteria organizzata dal MISE per far conoscere agli italiani la ‘Verità’ del governo e degli scienziati italiani sui vaccini, non resta che scorrere la lunghissima classifica, che pubblichiamo a seguire.

Ne troverete per tutti i gusti.

 

 

 

 


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Un commento su “GOVERNO / COME COMPRO LE TIVVU’ PRIVATE CON 50 MILIONI DI “PUBBLICITA’” PER LA CAMPAGNA COVID”

Lascia un commento