VACCINI & GREEN PASS / TUTTE LE RAGIONI DI UN “SI’” E DI UN “NO”

LE RAGIONI DEL SI’

– DI LUCIANO SCATENI –

 

 

 All’esordio di questo agosto ancora esposto a miliardi di temutissimi contagi da Covid-19 il rischio del pensiero duplice, che viaggia su paralleli mai coincidenti, suggerisce di selezionare con il massimo rigore le competenze scientifiche di alto profilo scientifico, di ignorare le risse interpartitiche pro o contro la terapia vaccinale della pandemia.  La raccomandazione non persegue il criterio dell’equidistanza dalla disputa bipolare, dalle reciproche esasperazioni dei promotori tout court dell’immunizzazione e di chi nega il fine risolutivo dei vaccini, la sicurezza di somministrazioni giudicate affrettate, in tempi molto accelerati della sperimentazione, ritenuta dagli addetti ai lavori da concludere in almeno sette, otto anni. All’origine della   surreale ostilità alla vaccinazione ci sarebbe il sospetto del nostro pianeta succube di un perverso complotto, ordito da qualche milione di truffatori: virologi, immunologi, medici del pronto soccorso e delle terapie intensive, infermieri e in combutta con questo esercito di imbroglioni, capi di Stato, premier, ministri, il media system mondiale: tutti insieme pro Vax, per misteriose ragioni. A dire di chi ha fede in questa tesi, l’eterogeneo mix che condivide il manifesto dei sì alla vaccinazione, avrebbe dato luogo a ripetute violazioni di lockdown, clausure, quarantene in luoghi top secret della Terra per schierarsi compatto attorno al tavolo e stipulare accordi inconfessabili, firmare un patto di ferro con le fameliche delegazioni in rappresentanza dei colossi della farmaceutica e accettare per buono il miracolo dei pochi mesi assegnati alla ricerca, a complesse sperimentazioni, alla abbreviata produzione dei vaccini. Su questo impianto paradossale sarebbe nato e consolidato lo zoccolo duro del negazionismo, ma anche il più sofisticato “No a ‘questi vaccini’”, sostenuto dal teorema che condanna quelli in circolazione perché non sperimentati come prescrivono i protocolli della ricerca e non indagati sui possibili effetti collaterali, lievi e gravi.

In mancanza di avallo statistico non è dato conoscere a tutt’oggi le tragiche cifre di contagiati, malati e morti da Covid-9 nell’ipotesi che il mondo non disponga dei vaccini, ma si può supporre che si dovrebbe fruire di un mega calcolatore che sopporti totali con decine di zeri.

Il terrificante bollettino attuale del coronavirus, racconta che nel mondo i contagiati (quelli accertati) sono 200 milioni e i morti 4 milioni e 260mila.  Qualche tremendo record: Usa 35 milioni di contagi, 615mila morti; India (31 milioni, 426mila), Brasile (20 milioni, 560 mila)…Italia 4, 37 milioni di contagi, 128 mila deceduti: già questi numeri hanno una loro eloquente consenso nel rapporto con le centinaia di scienziati favorevoli  alle campagne di immunizzazione.

Autorevole sostenitore della vaccinazione di massa è Anthony Fauci, massimo esperto di malattie infettive del mondo: “Negli USA troppi contagi in aumento per colpa dei non vaccinati. Avremo ancora dolore e sofferenza. Circa 100 milioni di persone non si sono ancora immunizzate e per questo colpevole motivo in futuro vedremo un ulteriore aumento dei casi. Lo ripeto ancora una volta: se le persone si vaccinassero ciò non accadrebbe. Il Paese sperimenterà più dolore e più sofferenza in futuro, specialmente nelle zone in cui ampie fasce della popolazione hanno rifiutato il vaccino”.

L’incoscienza è frutto di diffidenza, di irrazionale convinzione che gli antidoti del coronavirus siano pericolosi o inutili. È  un autentico attentato alla propria e alla vita degli altri, condivisa dai ‘No Vax’ Italiani a vario titolo, specialmente dalla massa di qualunquisti e sbandati che la destra spinge al negazionismo, convinta di agganciare consensi e intenzioni di voto.

Anthony Fauci

C’è una domanda inquietante alla base dello scetticismo: è pericoloso fidarsi di chi ha commercializzato i vaccini prodotti in gran fretta, con profitti miliardari, in assenza di verifiche scrupolose, prolungate, su possibili danni da antiCovid? Ecco, dubbi senza il conforto di conferme scientifiche. La risposta è no, non è pericoloso, certamente non al punto di temere conseguenze estreme, e ancora no. Non è lecito rifiutare le campagne di immunizzazione che per la totalità degli esperti di settore sono statisticamente in linea con la probabilità di  danni collaterali nella norma (per esserne certi basta consultare il ‘bugiardino’ di tutti i farmaci che assumiamo di routine): paventano perfino effetti letali in particolari condizioni sanitarie di chi li assume (ma li assumiamo per i loro benefici) e sarebbe opportuno  informarsi sul numero di vittime di epidemie stagionali della banale influenza.

Un postulato sostenuto da innumerevoli studi, dimostra che, se all’interno di una famiglia si contagia una persona vaccinata con almeno una dose, la trasmissione all’interno del nucleo si riduce di circa il 50% rispetto a quella che si verifica con un non vaccinato infetto. Moltiplicando questo dato per tutte le tipologie di trasmissione del Covid (piazze, cortei, manifestazioni di massa…) l’esito positivo descritto, ovvero meno 50% di contagi di cui sarebbe responsabile un vaccinato con almeno una dose, induce ad  affermare, che in attesa di un antiCovid con zero o comunque con non quantificabili rischi di somministrazione,  i Pfizer, AstraZeneca, Moderna, Johnson & Johnson, Moderna limitano notevolmente le tragedie della pandemia come la racconta la cronaca con toni drammatici.

IL Covid-19, priva miliardi di persone di basilari libertà personali (fare una passeggiata in compagnia, assistere a un concerto, a un evento sportivo, festeggiare un evento particolare, frequentare normalmente scuole, uffici, fabbriche), perché costringe a imporre lunghe clausure, l’isolamento, perché obbliga a indossare le mascherine, rispettare il ‘distanziamento sociale’, rinunciare al turismo, limitare la mobilità dentro e fuori del proprio Paese. Interi settori della società, dell’economia e della cultura sono travolti in modo irreparabile. Molti eventi importanti sono cancellati con danni immensi all’economia. Saltati, rinviati, importanti convegni internazionali e locali, importanti fiere, eventi sportivi (Olimpiadi). Concerti annullati, teatri e cinema chiusi, il mondo della ristorazione e dello svago paralizzati, scuola destrutturata, ospedali, presidi sanitari, assistenza anti Covid e di medicina generale in tilt, trasporti arei, ferroviari, navali, fermi, fabbriche in crisi, attività professionali pesantemente penalizzate, non pochi casi di grave depressione, vite comunque scombussolate, giovani e bambini privati della loro determinante libertà.

Dal mondo dei videogiochi a quello dell’arte, passando per le telecomunicazioni, in tanti hanno deciso di rimandare gli appuntamenti con il pubblico. Anche in Italia. Sull’incognita di un futuro a rischio del Pianeta incombono l’aggravante di nuove possibili aggressioni all’intera umanità di nuovi virus, il peso di anni ‘pieni’ di vuoti per gli anziani in età avanzata, il senso di impotenza nel contrasto alle violenze virali della natura. Impressiona lo stop alla vita normale di relazione. Non si è verificato il 55% degli eventi programmati per il 2020. Le agenzie dichiarano che dovranno rinunciare al 27,4% dei dipendenti, al 37% dei collaboratori continuativi o non stabilizzati, al 38,4% di quelli saltuari. “È un massacro”, ammonisce uno studio accurato. La perdita di fatturato annuo è in media del 68%. Preoccupati gli operatori dell’industria, che rivestono ruoli  fondamentali per la crescita economica del paese, l’occupazione, la promozione del Made in Italy, tutti cardini dell’economia favoriti dai grandi eventi internazionali. Lockdown e quarantene hanno provocato il crollo dei flussi turistici e colpito l’intero settore dell’ospitalità.

“Cari scettici, cari negazionisti a metà: è sacra e inviolabile l’aspettativa di un vaccino a copertura totale, che immunizzi al 100 per 100, sia privo di danni collaterali, facile da somministrare, (pillole, spray?), gratuito per l’umanità che non può pagare 20 dollari a dose, ma…ma nell’attesa del ‘miracolo’, non vaccinarsi è come firmare la sentenza di morte per altri milioni di vittime del maledetto Covid-9, in tutto il mondo.

 

LUCIANO SCATENI

 * * *

 

 

LE RAGIONI DEL NO

– DI ANDREA CINQUEGRANI –

 

 

Ho sempre davanti agli occhi le montagne di morti nei primi mesi della pandemia. Le colonne di furgoni che traversavano Bergamo e a bordo tante salme innocenti. Neanche accompagnate dall’ultimo saluto dei familiari più stretti.

Giuseppe De Donno

E mi tornano in mente le parole dello pneumologo che nelle ultime settimane della sua vita è tornato a fare il medico di campagna, come amava definirsi, Giuseppe De Donno, il quale ha finito i suoi giorni appeso ad una trave. “Ho in mente, tutte le notti, gli occhi disperati dei miei malati. Quegli occhi non li potrò mai più dimenticare”.

E sorge spontaneo, in me e – spero – in tanti altri, un gigantesco interrogativo: quante di quelle vite mandate al massacro si sarebbero potute salvare? Per quante si sarebbe potuta evitare la tragica odissea del ricovero in ospedale, poi la rianimazione, quindi l’intubazione e infine – quasi sempre scontato – l’esito finale?

Tutto comincia con l’invito, anzi l’imperativo partito dalle autorità politiche e (sic) scientifiche che si traduce in poche parole magiche, o meglio, maledette: “Tachipirina e vigile attesa”.

Quante migliaia di italiani sono morti di “tachipirina e vigile attesa”? Lo dovrà accertare la Procura di Bergamo, da mesi impegnata nelle indagini. E’ il caso di rivolgerle un accorato “Fate Presto”, l’ormai storico titolone del Mattino dopo il devastante terremoto ’80 che distrusse l’Irpinia.

Ma sperare in un “Fate presto” (e soprattutto bene) per la magistratura, purtroppo, nell’Italia degli ultimi quarant’anni devastata di stragi (di Stato) impunite, buchi neri & giganteschi depistaggi (altrettanto di Stato), è una mera utopia, una pia illusione. Sperare nella Corte dell’Aja per i crimini contro l’umanità? Meglio di niente.

Perché di crimini si tratta.

Didier Raoult

Perché quelle autorità politiche e (ri-sic) scientifiche, non solo sono state letteralmente “a guardare” in attesa messianica dei vaccini e ordinando “tachipirina e vigile attesa”, ma hanno fatto ben di più: vietando le “cure”, negando le “terapie” ad hoc, impedendo per legge l’utilizzo di “farmaci” che pure esistevano in commercio e ad un prezzo incredibilmente basso (questo il grave difetto!), come ad esempio l’idrossiclorochina, fin da subito indicata da uno scienziato del calibro di Didier Raoult, il direttore dello storico Ospedale di Marsiglia per le Malattie Infettive, come un farmaco più che idoneo per bloccare il covid fin dal suo primo insorgere. Un farmaco fino a quel momento usato per contrastare le patologie artritiche: Raoult (e dopo di lui altre decine di ricercatori e poi medici di famiglia) hanno immediatamente colto l’efficacia terapeutica dell’idrossiclorochina come prima cura, primo intervento per fronteggiare il virus.

Ma l’uso dell’idrossiclorochina, in Italia, è stato vietato per legge (come farmaco anti covid) fino a che non è miracolosamente intervenuta una ordinanza del Consiglio di Stato, che l’11 dicembre ha “legalizzato” l’uso off labels dell’idrossiclorochina, ne ha legittimato e sdoganato l’uso, consentendo così a tutti i medici di base di poterla prescrivere per i loro pazienti.

Lo stesso è praticamente successo per linvermectina, un altro farmaco che ormai da mesi tanti scienziati e camici bianchi ritengono altrettanto importante per contrastare, fin da subito, l’insorgere del covid. E così la lattoferrina. Per non parlare degli anticorpi monoclonali, sui quali si è svegliata anche l’Agenzia europea del farmaco (EMA) promettendo cinque farmaci entro fine 2021 (a questo punto: che fine faranno i vaccini??).

Perché – torna la domanda delle cento pistole – i nostri governi (Conte/Draghi), il ministro della Salute Roberto Speranza, e soprattutto il Comitato Tecnico Scientifico sono stati non solo a guardare, ma hanno colpevolmente impedito l’uso di quei farmaci?

Ma secondo l’ineffabile premier Mario Draghi – lo avete letto e sentito tutti nei giorni scorsi – gli assassini sono coloro i quali non si vaccinano: non solo untori, ma “assassini”, secondo il Verbo del Vate Draghi.

A questo punto, anche un alunno delle elementari che sa fare 2 più 2 uguale 4, capisce quali siano i veri assassini: con nomi, cognomi e indirizzi ben precisi. Non certo coloro i quali osano mettere in dubbio – notate bene – non l’efficacia, ma la SICUREZZA dei vaccini.

L’efficacia potrà essere del 90, del 92 oppure del 95 per cento, poco importa. Quel che deve assolutamente contare è la Sicurezza dei vaccini, che deve essere pari al 101 per cento. Si dirà: non è mai possibile garantire un tale livello di sicurezza per nessun farmaco al mondo, quindi neanche per i vaccini.

Ma come si fa a pretendere – e ormai quasi rendere obbligatoria – una vaccinazione che è addirittura allo stadio “sperimentale”? Vaccini per i quali – se tutto procede nel migliore dei modi – le sperimentazioni termineranno a dicembre 2023? Quindi, sempre nella migliore delle ipotesi, tra un anno e mezzo?

Un ragionamento del tutto logico e quasi elementare, quindi, ci permette di osservare come, oggi, i cittadini che vengono vaccinati sono delle autentiche “CAVIE”, perchè costretti ad assumere un prodotto non testato e sperimentato in modo adeguato. E che le case farmaceutiche, come Pfizer, non hanno fino ad oggi mostrato le carte, tirato fuori i documenti, resi pubblici i risultati veri (e non taroccati) di questi mesi di somministrazione.

Parliamo per un momento dei vaccini tradizionali.

Luc Montagnier

Il premio Nobel, Luc Montagnier, ha sempre sostenuto e continua a sostenere (nonostante oggi la medicina ‘ufficiale’ lo consideri ormai un pazzo) che occorre osservare i principi di massima “cautela” e “precauzione” nella somministrazione dei vaccini ai bambini. E si è sempre schierato contro le campagne di vaccinazioni obbligatorie, nonché contro lo strapotere di Big Pharma. Figurarsi adesso per un vaccino addirittura sperimentale!

E’ lo stesso ragionamento che porta avanti da sempre Giulio Tarro, l’allievo di Albert Sabinche scoprì il vaccino antipolio. Se quindi Tarro, un cultore dei vaccini, predica la massima cautela e precauzione, è una follia non dargli retta. Fra altro il virologo napoletano è autore di due imperdibili volumi, che tutti dovrebbero leggere: “10 cose che dovete sapere sui vaccini”, scritto in tempi non sospetti (nel 2017) e “Covid 19 – Il virus della paura”. E non ha avuto certo paura, Tarro, di definire una “Strage di Stato” quella dei morti per la pandemia e per le cure negate. Titolo, del resto, di un fresco di stampa, “La Strage di Stato”, firmato dal magistrato Alberto Giorgianni, con la prefazione del procuratore capo di Reggio Calabria Nicola Gratteri, il quale non sembra proprio un barricadero No Vax…

E a questo proposito, è ormai folle dividere l’Italia in due, guelfi e ghibellini, Si Vax e No Vax. Come è folle la caccia alle streghe (anche via Green Pass) di tutti coloro i quali osano mettere in dubbio “questi vaccini” (neanche i vaccini in genere): vaccini, lo ribadiamo, “sperimentali” e legalizzati solo attraverso l’escamotage-artificio dell’emergenza pandemica.

Renderli obbligatori – lo capiscono, anche stavolta, i bimbi delle elementari – sarebbe non solo illegale, illegittimo e anticostituzionale, ma soprattutto immorale. E proprio per questo il governo e l’intrepido Draghi non osano rendere obbligatori i vaccini, ma utilizzano surrettiziamente lo strumento del ‘Green Pass’: per la serie, ti rendo la vita impossibile, ti faccio il deserto intorno, tu alla fine cedi e ti vaccini. Un ricatto in piena regola: ma quando i colletti bianchi agiscono in questo modo, lo fanno sempre per il bene collettivo!

Altra scemenza di queste settimane. La litania che la tutela della libertà individuale non può nuocere alla salute collettiva. Proprio come il cavolo a merenda: cosa c’entra una cosa con l’altra? Se i cittadini sono convinti – come le era qualche anno fa Antigone – che una legge è sbagliata, illegittima, immorale, si fanno anche condannare a morte o sbattere in galera pur di non cedere di un millimetro.

Ma veniamo al vero motivo di tutto lo scontro, al nodo reale che sta alla base di tutta la colossale bagarre vaccinara (vengono alla mente le lunghe file di romani alle prese con i tamponi prima e i sieri poi: code alla vaccinara).

E’ solo ECONOMICO. Tutta questione di business, di soldi e profitti a palate.

Perché i veri registi dell’operazione-vaccini sono le star di Big Pharma, le grandi case farmaceutiche che stanno costruendo le loro colossali fortune proprio sui vaccini, ossia sulla pelle della gente.

La prova del nove? Vedete se hanno mollato sui brevetti, per consentire ai paesi in via di sviluppo di produrre da sé i vaccini! Niente, non hanno ceduto di un millimetro, nonostante l’accorato appello di Papa Francesco e i finti appelli dell’Unione Europea e di Joe Biden.

Le ultime cifre dei bilanci di Pfizer, Moderna & C. sono letteralmente sbalorditive: decuplicati gli utili nel giro di pochi mesi, e altrettanto già è in vista per i prossimi, tenuto conto degli aumenti nei prezzi, che saranno di “mercato”, la “terza dose”, i “richiami” che si susseguiranno ormai di rito per le varianti. Saremo cittadini-schiavi dei vaccini: una vera, autentica neo-dipendenza, come succede per il tabacco o le droghe.

Tornando ai colossi farmaceutici, ricordate come ha festeggiato il primato nella corsa al vaccino il Ceo di Pfizer, ossia il veterinario greco Albert Bourla? Una vera burla, una autentica presa per il culo di tutti: è andato in banca, ha venduto un bel pacchetto di azioni della società e ci ha guadagnato 10 volte tanto.

E sapete dove lavora il marito della super-presidente UE, Heiko von der Leyen? E’ al vertice di una società americana, ‘Orogenesis’ che si occupa di biofarmaci, a stretto contatto (d’affari) con Pfizer. A nessuno viene in mente un qualche conflitto d’interesse, visto che lady Ursula ha firmato i famigerati contratti capestro (per gli Stati UE, e quindi, per i cittadini) con le case farmaceutiche, tra cui in primis Pfizer-BionTech?

Basta e avanza per capire il quadro, il contesto. Senza nemmeno voler toccare i complotti mondiali, il “Great Reset” che cambierà il mondo; oppure andare a caccia della vera origine (artificiale, naturale? in Cina oppure negli Stati Uniti?) del coronavirus.

Basti solo dirne una: il super-virologo che ha lavorato con la bellezza di sei presidenti Usa, Anthony Fauci, ha erogato ingenti fondi, attraverso l’Istituto (NIAD) che dirige da sempre, al famigerato laboratorio di Wuhan.

Ma Fauci è un uomo d’onore…

 

ANDREA CINQUEGRANI


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