INVERMECTINA / LA CURA ANTI COVID BOICOTTATA DA BIG PHARMA

Farmaci anti covid. Uno dei temi più bollenti sul fronte del contrasto alla pandemia.

Fino ad oggi boicottati con ogni mezzo dai Soloni della Ricerca (sic) e della Medicina, genuflessi davanti ai colossi di Big Pharma impegnati nella corsa arcimiliardaria ai vaccini.

Osteggiati con ogni mezzo dallOrganizzazione Mondiale della Sanità, che dovrebbe, sulla carta, tutelare la salute dei cittadini di tutto il mondo ed è invece al servizio di Bill Gates e delle grandi case farmaceutiche, appunto.

A casa nostra, l’ancella di Big Pharma si chiama AIFA, che ha usato tutti i mezzi possibili per contrastare, ad esempio, l’utilizzo dell’Idrossiclorochina per stroncare sul nascere l’insorgenza dell’infezione da Covid. E c’è voluta una storica sentenza del Consiglio di Stato del 12 dicembre 2020 per rendere legale e anzi auspicabile il suo uso terapeutico da parte dei medici di famiglia, che sempre più numerosi si sono mobilitati in tal senso.

Didier Raoult

Sorge spontaneo il drammatico interrogativo: quante vite umane si sarebbero potute salvare in tutto il mondo – e quindi anche in Italia – se fossero stati usati tempestivamente (cioè subito) farmaci poco costosi (una confezione di Idrossiclorochina si compra per pochi euro in ogni farmacia), e subito rivelatisi estremamente efficaci, invece di attendere in modo messianico l’arrivo dei vaccini, per di più sperimentali?

Riuscirà, da noi, la Procura di Bergamo, impegnata a far luce su buchi neri della malagestione pandemica, ad accertare tutte le responsabilità? A partire anche da quel ministero della Sanità che ha indicato come unica strada da seguire (prima del ricovero nei già intasati ospedali) “tachipirina e vigile attesa”? Da brividi.

Giorni fa abbiamo pubblicato le parole del ricercatore francese Didier Raoult, il ‘pioniere’ nell’uso dell’Idrossiclorochina, sperimentata con successo nel grande ospedale per le malattie infettive che da anni dirige a Marsiglia.

Adesso è la volta di un altro farmaco che si sta rivelando utilissimo come cura anti covid, l’Invermectina. Vediamo, quindi, cosa succede negli Stati Uniti.

 

PER UN IMPIEGO “GLOBALE E SISTEMATICO”

La rivista “The American Journal of Therapeutics” ha appena pubblicato i risultati di una ricerca sull’Invermectina, auspicandone l’impiego “globale e sistematico” come trattamento per il covid-19. Il farmaco viene normalmente utilizzato come anti-elmintico, così come l’Idrossiclorochina trova un normale uso nelle terapie contro l’artrosi.

Nota LifeSiteNews: “Il farmaco è stato usato con successo in varie parti del mondo contro il covid, ma è stato sempre screditato ed escluso dai protocolli terapeutici ufficiali. Questa è una notizia molto positiva, dato che i governi di tutto il mondo stanno cercando di imporre normative per rendere obbligatori i vaccini per consentire alle persone di tornare alla normalità. In molti si chiedono se i governi mondiali e Big Pharma abbiano come programma spingere le vaccinazioni di massa, eliminando al tempo stesso metodi più economici ed efficaci di trattamento e contrasto del coronavirus”.

L’articolo scritto per la rivista scientifica americana è titolato “Review of the Emerging Evidence Demonstrating the Efficacy of Invermectin in the Prophylaxis and Treatment of Covid-19”, ovvero “Studio delle prove più recenti che dimostrano l’efficacia dell’Invermectina nella profilassi e nel trattamento del covid-19”.


Gli autori dimostrano – commenta LifeSiteNews – che “attraverso una assunzione regolare di Invermectina si assiste ad una importante riduzione del tasso di mortalità, dei tempi di recupero e, anche, della possibilità di contrarre il covid”.

I ricercatori citano esempi di “campagne di distribuzione di Invermectina che hanno portato ad una rapida diminuzione della morbilità e della mortalità in tutta la popolazione presa in esame” e questo porta a concludere che “l’Invermectina è efficace in tutte le fasi del covid-19”.

E cosa fa la Food and Drug Administration? Continua a mettere in guardia gli americani dal far ricorso all’Invermectina per prevenire o trattare il coronavirus.

Ma nonostante questo boicottaggio, a gennaio 2021 l’Istituto Nazionale della Sanità (NIH) americano ha rivisto la sua posizione sull’impiego dell’Invermectina, classificandola come “opzione per il trattamento del covid-19”.

Commenta LifeSiteNews: “In contrasto al crescente numero di effetti collaterali debilitanti o decessi associati alla somministrazione dei vari vaccini, numerosi studi hanno dimostrato basse percentuali di effetti avversi dovuti all’uso dell’Invermectina. Secondo gli autori dello studio pubblicato da ‘The American Journal of Therapeutics’, l’efficacia dell’Invermectina è supportata dalle seguenti motivazioni:

 

TUTTI I MOTIVI PRO INVERMECTINA

Sin dal 2012 molti studi di laboratorio hanno dimostrato che l’Invermectina inibisce la riproduzione di molti virus, tra cui quello di influenza, Zika, Dengue e altri;

l’Invermectina inibisce anche la riproduzione del SARS-CoV-2 e il legame ai tessuti del malato attraverso determinati meccanismi osservati e proposti;

l’Invermectina ha fortissime proprietà antinfiammatorie. I dati ‘in vitro’ hanno dimostrato che il farmaco impedisce sia la produzione di citochine sia la trascrizione del fattore nucleare -kB (NF-kB), che causa l’infiammazione;

il farmaco riduce significativamente la carica virale e protegge dai danni organici in diversi modelli animali infettati con SARS CoV-2 o coronavirus simili;

l’Invermectina previene la trasmissione e lo sviluppo di covid-19 in caso di contatto con persone infette;

accelera il recupero o previene effetti collaterali negativi in soggetti con malattie più o meno gravi trattati dopo l’insorgenza dei primi sintomi;

accelera la ripresa ed evita il ricovero in terapia intensiva e la morte dei pazienti ospedalizzati;

riduce la mortalità dei pazienti covid-19 in condizioni critiche;

la sicurezza, la disponibilità e il costo del farmaco sono quasi insuperabili, data la bassa probabilità di importanti interazioni farmacologiche, con solo lievi e rari effetti collaterali osservati in quasi 40 anni di utilizzo e miliardi di dosi somministrate.

Gli autori concludono che “sulla base della totalità delle prove e delle evidenze epidemiologiche presentate in questa revisione, l’Invermectina dovrebbe essere impiegata globalmente e sistematicamente nella prevenzione e nel trattamento del covid-19”.

Pierre Kory

All’inizio del 2021, Youtube ha rimosso dall’account ufficiale di un senatore americano il video di un’udienza del Senato dedicata ai trattamenti per il coronavirus. Si tratta del dottor Pierre Kory, membro fondatore del ‘Front Line Covid Critical Care Alliance’ (FLCCC), composto soprattutto da medici, ricercatori e sanitari impegnati nel campo della ‘terapie critiche’. In quell’occasione Kory dichiarò: “Negli ultimi tre o quattro mesi, le pubblicazioni emergenti forniscono dati conclusivi sulla profonda efficacia dell’agente antiparassitario, antivirale e antinfiammatorio chiamato Invermectinain tutte le fasi della malattia”.

E aggiunse: “L’Invermectina è altamente sicura, ampiamente disponibile e a basso costo. Ora abbiamo dati da oltre venti studi clinici ben progettati, dieci dei quali randomizzati e controllati, con ogni studio che riporta costantemente grandi dimensioni e benefici statisticamente significativi nel diminuire i tassi di trasmissione, accorciare i tempi di recupero, diminuire le ospedalizzazioni e ridurre drasticamente i decessi”.

 

A seguire vi proponiamo la lettura di un altro importante testo americano, stavolta pubblicato sul sito “Controinformazione” e dedicato sempre all’Invermectina.

E per un’ampia panoramica sui farmaci anti covid boicottati dal ‘Sistema’, vi invitiamo a leggere con attenzione il “Diario della Pandemia” (la terza parte è fresca di uscita in rete) scritto da una giornalista investigativa di razza, Serena Romano.

 

 

 

“Non conosco una storia più grande al mondo” in questo momento rispetto a Ivermectin

 

 

Michael Capuzzo, autore di best seller del New York Times, ha appena pubblicato un articolo intitolato “The Drug That Cracked Covid”. L’articolo di 15 pagine racconta la gigantesca lotta condotta dai medici in prima linea in tutti i continenti per ottenere l’approvazione dell’ivermectina come trattamento per il Covid-19, nonché gli instancabili sforzi di giornalisti, media e società di social media per contrastarli.

 

A causa dell’ivermectina, dice Capuzzo, ci sono “centinaia di migliaia, anzi milioni, di persone in tutto il mondo, dall’Uttar Pradesh in India al Perù al Brasile, che vivono e non muoiono”. Eppure i media hanno fatto tutto il possibile per “sfatare” l’idea che l’ivermectina possa servire come trattamento efficace, facilmente accessibile e conveniente per Covid-19. Hanno ripetuto a pappagallo gli argomenti presentati dai regolatori della salute di tutto il mondo secondo cui non ci sono prove sufficienti per giustificarne l’uso.

 

Da parte sua, Capuzzo, da cronista, “ha visto con i [suoi] occhi l’altra faccia [della storia]” che non è stata denunciata, dei tanti pazienti negli Stati Uniti le cui vite sono state salvate dall’ivermectina e di cinque dei i medici che hanno condotto la battaglia per salvare vite nel mondo, Paul Marik, Umberto Meduri, José Iglesias, Pierre Kory e Joe Varon. Questi sono tutti dottori altamente decorati. Attraverso la loro leadership della Front Line COVID-19 Critical Care Alliance (FLCCC), hanno già migliorato il nostro trattamento di Covid-19 scoprendo e promuovendo l’uso di steroidi corticoidi contro il virus. Ma le loro richieste di utilizzare anche l’ivermectina hanno incontrato un muro di resistenza da parte dei regolatori sanitari e un muro di silenzio da parte dei media.

 

“Vorrei davvero che il mondo potesse vedere entrambe le parti”, si lamenta Capuzzo. Ma sfortunatamente la maggior parte dei giornalisti non è interessata a raccontare l’altro lato della storia. Anche se lo fossero, i loro editori probabilmente si rifiuterebbero di pubblicarlo.

 

Questo potrebbe spiegare perché Capuzzo, un giornalista sei volte nominato al Pulitzer noto per i suoi libri di saggistica bestseller del New York Times Close to Shore e Murder Room, abbia finito per pubblicare il suo articolo sull’ivermectina in Mountain Home, una rivista locale mensile per la le montagne della Pennsylvania e la regione dei Finger Lakes di New York, di cui la moglie di Capuzzo è l’editore. È anche il motivo per cui ho deciso di dedicare il post di oggi all’articolo di Capuzzo. In parole povere, quante più persone possibili, in particolare i giornalisti, hanno bisogno di leggere la sua storia.

 

Come dice lo stesso Capuzzo, “non conosco una storia più grande al mondo”.

 

 

 

 

 

 

L’8 dicembre 2020, il dottor Pierre Kory, membro dell’FLCCC, ha rilasciato nove minuti di appassionata testimonianza alla riunione del Comitato per la sicurezza interna degli Stati Uniti sui potenti benefici antivirali e antinfiammatori dell’ivermectina. Un totale di 9 milioni di persone (me compreso) hanno visto il video su YouTube prima che venisse rimosso dal proprietario di YouTube, Google. Come spiega in modo esauriente Capuzzo, sia i media tradizionali che i social media hanno fatto di tutto per tenere le persone all’oscuro dell’ivermectina. È stato così efficace che anche in alcuni dei paesi che hanno beneficiato maggiormente del suo utilizzo (come il Messico e l’Argentina) molte persone sono completamente all’oscuro della sua esistenza. E questa non è una sorpresa, considerando quanto poche informazioni stiano effettivamente filtrando nell’arena pubblica.

Un blackout di notizie da parte dei principali media mondiali è calato su Ivermectin come una cortina di ferro. I giornalisti che hanno sbandierato il terrore COVID-19 in India e Brasile non hanno riferito che Ivermectin stava schiacciando la variante P-1 nella foresta pluviale brasiliana e uccidendo COVID-19 e tutte le varianti in India. Che Ivermectin stesse salvando decine di migliaia di vite in Sud America non era una novità, ma lo era prendere in giro i contadini del continente per aver preso la pasta di cavallo. I giornalisti hanno negato la conoscenza mondiale delle terapie salvavita più efficaci nella pandemia, ha detto Kory, specialmente tra gli anziani, le persone di colore e i poveri, mentre si torcevano le mani davanti alla tragedia dei loro disparati tassi di morte.

 

Tre giorni dopo la testimonianza di Kory, un “reporter di verifica dei fatti” dell’Associated Press ha intervistato Kory “per venti minuti in cui ho raccontato tutte le prove degli studi esistenti (oltre quindici studi randomizzati e sperimentali multipli) che mostrano tutti i benefici drammatici dell’ivermectina”, ha detto. . Poi ha scritto: “VALUTAZIONE DI AP: Falso. Non ci sono prove che l’ivermectina si sia dimostrata un trattamento sicuro o efficace contro il COVID-19″. Come molti critici, non ha esplorato i dati o le prove di Ivermectin in alcun dettaglio, ma ha semplicemente respinto le sue “prove insufficienti”, citando invece la mancanza di una raccomandazione da parte del NIH o dell’OMS. Descrivere le prove reali in ogni dettaglio metterebbe l’AP e le agenzie di sanità pubblica nella difficile posizione di spiegare come le vite di migliaia di poveri nei paesi in via di sviluppo non contino in queste questioni.

 

Non solo nei media ma nei social media, Ivermectin ha ispirato una strana nuova forma di imperialismo occidentale e farmaceutico. Il 12 gennaio 2021, il Ministero della Salute brasiliano ha twittato ai suoi 1,2 milioni di follower di non aspettare con COVID-19 fino a quando non sarà troppo tardi, ma di “andare in un’unità sanitaria e richiedere un trattamento precoce”, solo per far sì che Twitter rimuova il pubblico ufficiale. pronunciamento sulla salute della quinta nazione sovrana al mondo per “diffusione di informazioni fuorvianti e potenzialmente dannose”. (Il trattamento precoce è il codice per Ivermectin.) Il 31 gennaio, il Ministero della Salute slovacco ha annunciato la sua decisione su Facebook di consentire l’uso di Ivermectin, costringendo Facebook a rimuovere quel post e rimuovere l’intera pagina in cui si trovava, il team di Ivermectin for MDs , con 10.200 membri provenienti da più di 100 paesi.

 

Altre buone notizie su Ivermectin

In Argentina, il professore e dottore Hector Carvallo, i cui studi profilattici sono rinomati da altri ricercatori, afferma che tutta la sua documentazione scientifica sull’ivermectina viene rapidamente cancellata da Internet. “Temo”, ha scritto a Marik e ai suoi colleghi, “che abbiamo colpito l’organo più sensibile degli esseri umani: il portafoglio…” Mentre la testimonianza di Kory stava salendo verso i nove milioni di visualizzazioni, YouTube, di proprietà di Google, ha cancellato la sua testimonianza ufficiale al Senato , dicendo che metteva in pericolo la comunità. La più grande voce di Kory fu messa a tacere.

 

“L’entità più potente sulla Terra”

 

Malcom X una volta ha definito i media “l’entità più potente della terra”. Hanno, ha detto, “il potere di rendere colpevoli gli innocenti e di rendere innocenti i colpevoli, e questo è il potere. Perché controllano le menti delle masse”. Oggi, quel potere è ora infuso con il potere delle più grandi aziende tecnologiche e di social media del mondo. Insieme, i media sociali e tradizionali hanno il potere di far sparire dalla conversazione un farmaco che ha salvato forse milioni di vite durante l’attuale pandemia. Quando è coperto, è quasi sempre in una luce negativa. Alcune organizzazioni dei media, tra cui il New York Times, hanno persino menzionato la parola “ivermectina” – una medicina che ha fatto così tanto bene nei suoi 40 anni di vita che i suoi creatori hanno ricevuto il premio Nobel per la medicina nel 2015 – con la parola “controverso.”

 

Imperterriti, molti medici di prima linea hanno cercato di persuadere i rispettivi regolatori sanitari dell’efficacia e della sicurezza senza pari dell’ivermectina come trattamento per il covid. Includono la dott.ssa Tess Lawrie, un importante ricercatore medico indipendente che, come riporta Capuzzo, valuta la sicurezza e l’efficacia dei farmaci per l’OMS e il Servizio sanitario nazionale per stabilire linee guida internazionali di pratica clinica:

“[Lei] ha letto tutti i ventisette studi sull’Ivermectina citati da Kory. Le prove risultanti sono coerenti e inequivocabili”, ha annunciato e ha inviato una rapida meta-analisi, una revisione multi-studio statistica epidemiolocale considerata la più alta forma di evidenza medica, al direttore del NHS, ai membri del parlamento e un video a Il primo ministro Boris Johnson con “la buona notizia … che ora abbiamo solide prove di un trattamento efficace per COVID-19 …” e Ivermectin dovrebbe immediatamente “essere adottato a livello globale e sistematico per la prevenzione e il trattamento di COVID-19”.

 

Ignorato dai leader e dai media britannici, Lawrie ha convocato la conferenza BIRD in streaming di un giorno – British Ivermectin Recommendation Development – con più di sessanta ricercatori e medici provenienti da Stati Uniti, Canada, Messico, Inghilterra, Irlanda, Belgio, Argentina, Sud Africa, Botswana, Nigeria, Australia e Giappone. Hanno valutato il farmaco utilizzando l’intero “quadro dall’evidenza alla decisione” che è “lo strumento standard per lo sviluppo di linee guida per la pratica clinica” utilizzato dall’OMS e hanno raggiunto la conclusione che l’ivermectina dovrebbe coprire il mondo.

 

“Soprattutto puoi fidarti di me perché sono anche un medico, prima di tutto”, ha detto Lawrie al primo ministro, “con il dovere morale di aiutare le persone, di non fare del male e di salvare vite umane. Per favore, possiamo iniziare a salvare vite ora”. Non ha sentito niente.

 

I benefici di Ivermectin sono stati confermati anche dal Dr. Andrew Hill, un rinomato farmacologo dell’Università di Liverpool e ricercatore medico indipendente, e ricercatore senior dell’Organizzazione Mondiale della Sanità / UNITAID di potenziali trattamenti per COVID-19. Il team di ventitré ricercatori di Hill in ventitré paesi aveva riferito che, dopo nove mesi di ricerca di un trattamento COVID-19 e non trovando altro che fallimenti come Remdesivir – “abbiamo baciato un sacco di rane” – Ivermectin era l’unica cosa che ha funzionato contro il COVID-19 e la sua sicurezza ed efficacia sono state sorprendenti: “accecantemente positivo”, ha detto Hill, e “trasformativo”. L’ivermectina, ha concluso il ricercatore dell’OMS, ha ridotto la mortalità da COVID-19 dell’81%.

 

Perché tutto il piede che trascina?

 

Eppure la maggior parte dei regolatori sanitari e dei governi continuano a trascinare i piedi. Servono più prove, dicono. Nel frattempo, i medici nella maggior parte dei paesi del mondo non hanno farmaci ambulatoriali precoci a cui attingere nella loro lotta contro la peggiore pandemia del secolo. Attingendo alla propria esperienza, Capuzzo descrive l’assenza di cure per il COVID-19 come una crisi globale:

 

Quando mia figlia Grace, vicepresidente di un’agenzia pubblicitaria di New York, si è recentemente ammalata di COVID-19, è stata messa in quarantena in un “hotel COVID” a Times Square con senzatetto e viaggiatori in quarantena. Le serrature della porta della sua stanza sono state rimosse. Gli infermieri si aggiravano per i corridoi per tenerla nella sua stanza e svegliarla ogni notte per controllare i suoi segni vitali, non per curarla, perché non esiste un trattamento approvato per COVID-19; solo, se il suo ossigeno è precipitato, per trasferirla in ospedale, dove esiste solo un singolo trattamento elettivo approvato per COVID-19, steroidi che potrebbero impedire ai polmoni di fallire.

 

Esistono tre possibili spiegazioni per il rifiuto delle autorità di regolamentazione della salute di consentire l’uso di un medicinale off-label altamente promettente e ben tollerato come l’ivermectina:

 

Come generico, l’ivermectina è economica e ampiamente disponibile, il che significa che Big Pharma guadagnerebbe molto meno se diventasse il trattamento iniziale contro il covid.

Altre aziende farmaceutiche stanno sviluppando i propri nuovi trattamenti per Covid-19 che dovrebbero competere direttamente con l’ivermectina. Includono il produttore originale di ivermectina, Merck, che ha un composto antivirale, molnupiravir, negli studi clinici di fase 3 per COVID-19. Ciò potrebbe spiegare la recente dichiarazione dell’azienda secondo cui “non esiste alcuna base scientifica per un potenziale effetto terapeutico dell’ivermectina contro il COVID-19.

Se approvato come trattamento per il covid-19, l’ivermectina potrebbe persino minacciare l’autorizzazione all’uso di emergenza concessa ai vaccini per il covid-19. Una delle condizioni fondamentali per l’autorizzazione d’uso d’emergenza concessa ai vaccini attualmente in uso contro il covid è che non siano disponibili cure alternative per la malattia. Pertanto, se l’ivermectina o qualche altro medicinale promettente come la fluvoxamina fossero approvati come trattamento precoce efficace per Covid-19, i vaccini potrebbero essere privati ​​dell’autorizzazione.

Questo potrebbe spiegare perché i farmaci economici, prontamente disponibili e minimamente tossici non vengono riproposti per l’uso contro il Covid nonostante le crescenti montagne di prove a sostegno della loro efficacia.

 

L’ivermectina è già stata approvata come trattamento per il covid-19 in più di 20 paesi. Tra questi il ​​Messico dove il sindaco di Città del Messico, Claudia Scheinbaum, ha recentemente affermato che il medicinale ha ridotto i ricoveri fino al 76%. A partire dalla scorsa settimana, 135.000 abitanti della città erano stati curati con la medicina. Il governo dell’India, il secondo paese più popoloso del mondo e uno dei maggiori produttori mondiali di medicinali, ha anche raccomandato l’uso dell’ivermectina come trattamento ambulatoriale precoce contro il covid-19, contravvenendo direttamente ai consigli dell’OMS.

 

Il dottor Vikas P. Sukhatme, decano della Emory School of Medicine, ha recentemente scritto in una colonna per il Times of India che l’impiego di farmaci come l’ivermectina e la fluvoxamina in India rischia di “ridurre rapidamente il numero di pazienti affetti da COVID-19, ridurre la numero che richiede ricovero, ossigeno supplementare e terapia intensiva e migliorare i risultati nei pazienti ospedalizzati.

 

Quattro settimane dopo che il governo ha incluso ivermectina e budesonide tra le sue prime linee guida per il trattamento, il paese ha registrato il numero più basso di casi in 40 giorni.

 

In molte regioni dell’India i numeri dei casi stanno precipitando in modo quasi verticale. Nella capitale Delhi, come a Città del Messico, i ricoveri sono precipitati. Nell’arco di 10 giorni l’occupazione in terapia intensiva è scesa dal 99% al 70%. Calano anche i decessi. Il rapporto di positività del test è sceso dal 35% al ​​5% in un solo mese.

 

Uno degli outlier di questa tendenza è lo stato del Tamil Nadu, dove i casi sono ancora in forte aumento. Ciò potrebbe avere qualcosa a che fare con il fatto che il nuovo governatore dello stato, MK Stalin, ha deciso di escludere l’ivermectina dal protocollo di trattamento della regione a favore del Remdesivir. Il risultato? Casi in ascesa. Alla fine della scorsa settimana, Stalin ha nuovamente invertito la rotta e ha ripreso l’ivermectina.

 

Per il momento i decessi in India restano altissimi. E ci sono preoccupazioni che i numeri siano sottostimati. Eppure potrebbero anche iniziare a diminuire nei prossimi giorni. In tutti i paesi che hanno utilizzato ampiamente l’ivermectina, i decessi sono l’ultima cosa a diminuire, dopo il numero di casi e i ricoveri. Naturalmente, non c’è modo di dimostrare definitivamente che questi rapidi cali siano dovuti all’uso dell’ivermectina. La correlazione, per quanto coerente, non è causalità. Anche altri fattori come i rigorosi blocchi e le restrizioni di viaggio giocano un ruolo.

 

Ma si è formato un modello chiaro tra nazioni e territori che supporta fortemente la presunta efficacia dell’ivermectina. E questa efficacia è stata ampiamente dimostrata in tre meta-analisi.

 

La decisione dell’India di adottare l’ivermectina, anche come profilassi in alcuni stati, è già un potenziale punto di svolta. Come ho scritto tre settimane fa, se il numero di casi, ricoveri e decessi dovesse precipitare in India come in altri paesi che hanno adottato l’ivermectina, potrebbe persino diventare un momento spartiacque. Ma perché ciò accada, la notizia deve raggiungere abbastanza occhi e orecchie. E perché ciò accada, i giornalisti devono, come dice Capuzzo, iniziare a fare il loro lavoro e riportare entrambi i lati di questa storia vitale.


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