CASSA DEPOSITI E PRESTITI / PARLA CINESE

Lo sapevate che la nostra Cassa Depositi e Prestiti, la nuova Iri che eroga soldi per ogni iniziativa di questa disastrata Italia, è in buona parte ‘gialla’?

La sua partecipata strategica, CDP Reti, è infatti controllata per oltre un terzo dalla cinese State Grid International Development (SGID), il cui capitale è a sua volta nelle mani del colosso State Gride Corporation of China.

La clamorosa notizia è contenuta all’interno di un dettagliato studio condotto da Silvia Sbaiz, dedicato a “Il capitale cinese nelle compagini societarie italiane”, leggendo il quale ne scopriamo delle belle. Non solo Pirelli, quindi, è in pratica totalmente gialla e Marco Tronchetti Provera una banderuola in mani cinesi, ma anche la strategica sulla Cassa Depositi e Prestiti, uno dei gangli vitali dell’economia italiana, sventola bandiera gialla.

Scrive Sbaiz: “In Italia dalla fine del 2019 sono presenti oltre 405 gruppi cinesi con partecipazioni in 760 imprese italiane per un valore pari ad oltre 25,2 miliardi di euro”.

Cifre da capogiro.

Ma torniamo al caso CDP. Nota Sbaiz: “CDP Reti è un veicolo di investimento attivo nel settore energetico, facente parte del gruppo Cassa Depositi e Prestiti ed è titolare di partecipazioni in SNAM SpA (pari al 31,4 per cento), TERNA SpA (pari al 29,8 per cento), ITALGAS (pari al 26,4 per cento)”.

Oltre un terzo (il 35 per cento) di tutto questo ben di Dio, il cuore industriale del nostro paese, è nelle mani di State Grid International Development. La controllante State Grid Corporation of China nella classifica stilata da Fortune è la prima società energetica al mondo, sede nel distretto di Xicheng, a Pechino. Cinque anni fa SGCC ha messo a segno un altro colpo in Europa, comprando il 25 per cento di ADMIE, la prima società elettrica in Grecia.

Del resto, in campo energetico, i cinesi sono di casa qui da noi. La ‘Shangai Electric Corporation’ ha comprato, nel 2014, il 40 per cento di Ansaldo Energia; il primo istituto di credito giallo, la ‘People’s Bank of China’, ha una partecipazione azionaria del 2 per cento sia in ENI che in ENEL (oltre che in TIM, Mediobanca e Generali Assicurazioni).


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