Cari magiari…

Lettera aperta ai magiari estranei allo sfascismo razzista, xenofobo, dispotico di Orban, uno che se la Ue avesse ragionato con saggezza e spirito democratico avrebbe rifiutato di annetterlo nella Comunità: “Liberarsi di mele marce si può. Destituite Orban. Adottate come esempio operativo l’America, che ha licenziato il peggiore presidente della sua storia ondivaga, scandita da uomini guida come Kennedy e Obama e personaggi incompatibili con la democrazia, come appunto il tycoon. Vi si offre un’opportunità: l’Europa antifascista si distanzia dal presidente dell’ex satellite dell’Urss, che di recente ha usato a man bassa l’arma del veto per impedire ai Paesi colpiti duramente dalla crisi Covid di ricevere risorse finanziarie indispensabili per affrontare l’emergenza.  La Corte della Ue condanna finalmente l’Ungheria che nonostante gli ingenti finanziamenti ricevuti non ha rispettato gli obblighi previsti nei confronti dei migranti. Può essere una ragione per liberarsi di Orban?”

Brrrr, che paura? L’Italia in rosso’ è il titolo di prima pagina di ‘Repubblica’ e provoca un legittimo choc: vuoi vedere che il conto corrente del Bel Paese è in rosso? Poveri noi. E che dire del sommario “Record di morti, non si può dire che tutto va bene” (ma chi lo dice? Ndr). Il titolo va però interpretato proseguendo nella lettura: non si riferisce al deficit, pure innegabile del nostro patrimonio erariale, ma al colore che assumerà il Paese nei giorni bollenti delle prossime festività per scongiurare la tragedia di una terza ondata di Covid. Sospiro di sollievo. Repubblica renzista, come obiettivo indiretto per contestare l’esecutivo Conte? Boh? È comunque un fatto che un intero paginone del quotidiano proponga in esclusiva l’intervista fiume riservata all’ex dem, ex premier, comunque citatissimo da giorni.

Top surrealista di un mondo ancora tenacemente machista: notificata al comune di Parigi e per esso alla sindaca, un ‘multone’ di 90mila euro. Motivazione? Assunzione eccessiva di donne e conseguente ‘violazione’ della legge sulla parità di genere nella nomina dei dirigenti.  Prendiamo per buona la legittimità della contestazione, ma altrettanta severità e multe di pari importo sono forse recapitate alle centinaia di uomini che discriminano le donne ed eludono la suddetta legge?  In parallelo, la denuncia di Marina Brunello, campionessa italiana di scacchi, un vero cervellone del gioco più impegnativo del mondo. Le chiedono se c’è parità tra giocatori e giocatrici. “Neanche a pensarci”, risponde “Gli scacchi, senza alcun motivo, sono giudicati un gioco al maschile”.

AUGURIAMOCI che non sia vero, perché al cumulo dell’insopportabile ‘benevolenza’ della classe arbitrale italiana per le potenze economiche che finanziano la triade nord-centrica Juve, Milan e Inter, si congiungerebbe lo sdegno per la presunta ‘vendetta’ del purtroppo insindacabile fischietto Massa, che ha arbitrato Inter-Napoli con visibile benevolenza per la squadra di Conte e ostilità nei confronti degli azzurri. Alla base, dicono gli storici del calcio, ci sarebbe il rancore di Massa e di qui la vendetta, per aver subito una sospensione dall’arbitraggio come punizione per aver concesso un discutibile rigore al Napoli in un match con la Fiorentina e uno ai toscani per un fantomatico fallo di mano di Zielinski.


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