MICHAEL MOORE / IL J’ACCUSE CONTRO I MILIARDARI AMBIENTALISTI

Forti polemiche, negli Stati Uniti e non solo, in occasione dell’uscita dell’ultimo docufilm griffato Michael Moore. Non solo per la sollevazione dei vip dell’ambientalismo, ma anche per i tentativi di oscurare e censurare il suo “The Planet of Human”.

Un vero e proprio atto d’accusa contro il nuovo affarismo green, per alzare finalmente il velo su chi predica bene e razzola male, come tanti che nell’ecologia hanno visto il nuovo grande business nel quale tuffarsi a capofitto, per rastrellate palate di dollari alla faccia di quell’ambiente e di quella salute che a parole dicono di voler difendere.

Uno degli esempi più calzanti è quello di Elon Musk, il fondatore di Tesla, la macchina tutta ecologia & energia, che ha fatto segnare un 2019 da guinness dei primati, decuplicando le sue vendite.

Ecco cosa dice, senza peli sulla lingua, Moore. “Le auto elettriche? Vanno a carbone, in realtà, visto che molte centrali delle utility americane continuano a bruciare l’energia più fossile e inquinante. Il gioiello ambientalista Tesla? Saccheggia minerali rari, con un impatto devastante sull’ambiente. E con la produzione di specchi per pannelli solari si arricchisce l’impero dei Koch, la dinasty capitalista più reazionaria d’America”.

Guru dell’ecologia e truppe di scienziati hanno gridato al golpe, alle farneticazioni di un ex esponente della sinistra – Moore – che oggi avrebbe perduto il cervello! Hanno firmato petizioni per denunciare “The Planet of Human”, fatto esposti, invocato la censura.

Che, puntuale, è arrivata. Con il boicottaggio da parte di numerosi social e l’oscuramento effettuato da You Tube.

Ma nelle settimane in cui è stato possibile scaricarlo (è uscito il 21aprile, in occasione della cinquantesima “Giornata mondiale per la Terra”) il video prodotto da Moore e diretto da Jeff Gibbs ha ottenuto ben 8 milioni di visualizzazioni in tutto il mondo.

Ora, però, il black out. Per questo motivo è opportuno che tutti si mobilitino per evitare la mannaia della censura. Occorre andare sul sito www.peaceandjustice.it e cliccare sulla foto di Michael Moore nella colonna in alto a sinistra.

Un modo concreto di lottare per la libertà d’informazione e per la tutela – quella autentica – della salute e dell’ambiente.

 

 

Nella foto Michael Moore.

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