CORONAVIRUS / CINA HA 3.400 MORTI: DA INFLUENZA STAGIONALE

L’Italia supera la Cina per il numero dei morti da Coronavirus, 3.500 contro 3.400.

Tutti i giornali sparano titoloni.

E tutti danni i numeri. Senza però pensare per un solo momento cosa significano quei numeri. Leggendoli con attenzione si scopre che la Coronavirus story è la bufala del secolo, la più colossale fake news mai fabbricata dall’uomo.

A sua insaputa?

 

LA CINA ESCE DAL TUNNEL

Partiamo da un dato ormai consolidato, quello cinese. A quanto pare non ci sono più contagi, né infetti, nè tantomeno morti nell’area bollente di Wuhan. Se ciò è vero e le cifre corrispondono alla realtà, vuol dire che in due mesi esatti la Cina è uscita dal tunnel.

In Europa, invece, siamo nel pieno della crisi, nell’occhio del ciclone. Il famigerato picco deve essere ancora raggiunto: si parla tra fine marzo e metà aprile.

Il resto del mondo è in una fase di quasi “attesa”: il virus deve ancora manifestare la sua “forza” e dispiegare la sua azione. I tempi sono quelli.

Come numeri totali, è stata appena superata la soglia dei 10.000 morti a livello mondiale, con 244.523 contagi e 86.031 guariti.

A grandi linee, se Italia e Cina da sole sfiorano quota 7.000 morti, i restanti 3.000 sono sparsi per il mondo (tra i paesi più colpiti l’Iran e, in fase iniziale, la Corea del Sud che però, al pari della Cina, ha bloccato il virus).

Altre considerazioni.

La SARS, che seminò il terrore nell’arco di otto mesi in 17 paesi, da novembre 2002 a luglio 2003, causò 8 mila casi, i decessi furono 774. Il tasso di letalità sfiorò il 10 per cento (9,6 per la precisione).

La MERS fece registrare, invece, 424 casi nel mondo e 131 morti. Ma aveva un altissimo tasso di letalità, pari ad 1 su 3, con il 34 per cento.

 

IL TASSO DI MORTALITA’ PIU’ BASSO

Torniamo al Covid 19. Che presenta un tasso di letalità bassissimo, molto più basso rispetto a Sars e Mers: tra l’1 e il 3 per cento.

Da tener presente, poi, che l’età media dei deceduti per Coronavirus è molto alta, circa 80 anni, e solo negli ultimi giorni si sta registrando un poco significativo abbassamento dell’età.

Roberto Burioni

Ancora. I contagiati e soprattutto i deceduti erano già affetti da una o più patologie anche gravi. Per cui – secondo alcuni esperti, non i ciarlatani e i saltimbanchi di turno – quando si riusciranno ad effettuare seri screening, si noterà che una percentuale molto bassa è morta di solo coronavirus: la stragrande parte “anche per il Coronavirus”. Esattamente il contrario di quanto sostiene il catastrofista Roberto Burioni, secondo cui sono tutti morti solo per il Covid 19.

Torniamo ai numeri della Cina, estremamente significativi perché ora praticamente fermi, con zero contagi e zero morti.

Ed esaminiamo il numero dei decessi in quel Paese: 3.400.

Facciamo un raffronto. In Italia il numero medio dei decessi annui per la normale influenza è di 8.000. Significa che in Cina – nell’arco dei due mesi bollenti – sono morti meno della metà di quanti muoiono in Italia per influenza. Ad oggi (ma il numero da noi è destinato a crescere) siamo alla stessa percentuale.

 

NUMERI DA INFLUENZA STAGIONALE

Tutto ciò vuol dire che i numeri non sono da catastrofe nera.

Ma indicano il trend di una normale influenza, anzi meno.

Con il carattere “stagionale” che hanno tutte le influenze.

Perché, allora, creare tanto allarme che – stando ai freddi numeri – è del tutto ingiustificato? Campato per aria? Con ogni probabilità costruito a tavolino (l’allarme, la strategia del panico)?

Perché un tale diluvio disinformativo mediatico?

Perché le cialtronerie di pseudo scienziati a tutte le ore del giorno, quando i ricercatori veri, con la R maiuscola, non vengono mai interpellati?

Di certo sono più acute e numerose le patologie che, in questo stesso periodo, si stanno scatenando proprio per la paura, il panico, lo stress: ottimi terreni di coltura per altre patologie solo inizialmente psicosomatiche.

Sul cui prodest abbiamo scritto ormai tante volte. Le star di Big Pharma, le aziende farmaceutiche stanno raccoglieranno, e ancor più raccoglieranno in questi mesi con la corsa al vaccino, danari con la pala.

Un reparto di emergenza in Lombardia

Ora, non si tratta si sapere se qualcuno, una potenza oppure un pazzo o un terrorista, ha “inventato” il virus.

Quel che importa è “l’effetto che fa”, l’allarme che crea, il capovolgimento di tutti gli standard di vita, forse per creare cittadini-fantoccio, obbedienti e genuflessi di fronte al Potere.

Ma di tutto questo sarà possibile parlare nei prossimi tempi.

Torniamo per un momento al Coronavirus, il cui arrivo ha visto l’Italia del tutto impreparata, per via dei folli tagli alla sanità effettuati da tutti i governi nell’ultimo decennio. Tagli di posti letto, soprattutto quelli per la terapia intensiva.

Facciamo un raffronto.

Già a gennaio la Francia ha raddoppiato il numero dei posti per la terapia intensiva, da noi non si è mossa una foglia, fino a qualche giorno fa.

La stessa Lombardia si era fatta trovare impreparata per l’epidemia influenzale (quella di routine) dell’inverno 2018, e poco o niente è stato fatto.

Ma la colpa è del destino cinico e baro.


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