LA MAXI FAKE DEL CORONAVIRUS / E LA “NORMALE” INFLUENZA AMMAZZA 190 VOLTE DI PIU’

8000 (ottomila) morti all’anno per influenza, nonostante il vaccino.

E’ questo il tragico dato medio per l’Italia, al cui confronto i “numeri” del Coronavirus fanno ridere i polli.

Ad elaborare cifre, dati & percentuali, redigendo un dossier periodico, è “Flu News Italia”, un team composto da una serie di ricercatori di ottimo livello scientifico, i quali mese per mese monitorano la situazione ed allestiscono il “Rapporto della sorveglianza integrata dell’influenza”.

 

CHI CI SGUAZZA E CI GUADAGNA?

Fabrizio Pregliasco

A confermare quella cifra c’è il parere del virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco che parla di un range “tra le 4.000 e le 10.000 morti ‘indirette’, dovute a complicanze polmonari o cardiovascolari, legate all’influenza”.

Sorgono spontanee alcune domande: ma come nasce l’idea di una pandemia mortale?

Se a livello mondiale ora si tocca quota 2.500 morti e 80 mila contagiati, dove si colloca – numericamente – l’epocale tragedia?

E da noi, a quota 7 vittime, come si genera una tale pandemia di sola paura?

A questo punto vanno fatte alcune considerazioni. Ma a chi conviene alimentare terrore, paure ancestrali, sindromi di ogni sorta? Cui prodest?

Non c’è – di tutta evidenza – che un soggetto al quale tutto questo PANDEMONIO conviene. Sono le industrie farmaceutiche impegnate nella ricerca e nella produzione di vaccini, quelle star di BIG Pharma di cui la Voce ha scritto decine di volte.

Vogliamo passare ai raggi x la montagna di fondi, di danari pubblici oggi in circolazione per inondare le casse di Glaxo SmithKline, di Pfizer, di Merck & Co., di Sanofi e via producendo fatturati & profitti come mai negli ultimi decenni?

Come mai a nessuno va di tirare fuori dai cassetti quelle cifre altrettanto da brividi?

Ma torniamo al raffronto base, l’unico che può effettivamente rappresentare la chiave del mistero e smascherare il vero volto di Big Pharma.

Proprio nel giorno in cui, dagli Usa, arriva la notizia che la star a stelle e strisce sul fronte dei vaccini, MODERNA, ha scoperto quello ad hoc per il Coronavirus. E qui prende il via la scalata arcimiliardaria: tra un paio di mesi – viene dettagliato – i primi test sulle cavie animali, tra 4-5 mesi le prove sugli uomini, entro 8 mesi il farmaco finito, poi la lenta messa in commercio e l’immissione sul mercato circa tra un anno. Una scalata miliardaria più “scientifica” non si può proprio. Intanto anche le altre stelle hanno certo il modo di splendere e nuotare in fiumi di dollaroni.

Dicevamo, quei report in grado di chiarire i contorni del colossale affare.

 

TUTTE LE CIFRE, FLU PER FLU

Partiamo da FLU News Italia, in vita dall’ottobre 2009 quando “in piena pandemia influenzale – scrivono i promotori sul sito – si rendeva necessario un resoconto periodico complessivo con il punto della situazione e una lettura integrata sui dati raccolti”.

Ancora: “Dalla settimana 47 del 2012, EpiCentro ha iniziato a pubblicare una nuova edizione di FluNews al fine di fornire un quadro dettagliato sull’andamento delle sindromi influenzali nel periodo epidemico stagionale e facilitare gli operatori sanitari nell’utilizzo dei risultati dei diversi sistemi di rilevazione e di sorveglianza. La pubblicazione è curata dal reparto di Epidemiologia delle malattie infettive del Cnesps-Iss in collaborazione con la Fondazione Isi di Torino, con il centro interuniversitario di ricerca sull’influenza e con il SSEpi-SeREMI Asl AL (Regione Piemonte)”.

Per maggiore informazione, di seguito i nomi dei componenti del team base di studio: Antonino Bella (Reparto Epidemiologia, Biostatistica e Modelli Matematici DMI – ISS), Maria Rita Castrucci, Simona Puzelli (National Influenza Center – DMI – ISS), Daniela Paolotti (Fondazione ISI), Annamaria de Martino, Anna Caraglia (ministero della Salute), Paola Michelozzi (Dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio – Asl Roma 1).

 

I NUMERI VERI DELLA TRAGICA TRUFFA

Ecco il bollettino appena redatto, febbraio 2020, e relativo al 2019: in particolare si conclude con la settimana numero 17.

Così scrivono gli autori: “Con la settimana 17 del 2019 si conclude la sorveglianza integrata. L’attività dei virus influenzali è ai livelli di base. Il numero di casi stimati in questa settimana è pari a circa 57.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 8.104.000”.

Avete letto bene, 8 milioni 104 mila casi!

Il dossier si articola, poi, in una serie di voci: “di seguito è riportato un riepilogo degli indicatori disponibili”.

  • CASI GRAVI: dall’inizio della sorveglianza sono stati segnalati 812 casi gravi di cui 205 deceduti;
  • MORTALITA’: durante la settimana numero 16 del 2019 la mortalità è stata inferiore al dato atteso, con una media giornaliera di 190 decessi rispetto ai 200 attesi.

Avete letto anche questa volta bene: 190 decessi al giorno per influenza! Rispetto ad una previsione di 200!!

Riflettiamo un momento: il Coronavirus in cinque giorni ha fatto 7 morti in Italia; l’influenza ne fa 940!!!

Prosegue, il report di FluNews, con altre voci:

  • InfluWeb: durante la settimana numero 17 del 2019, circa il 71 per cento dei casi di sindrome simil-influenzale riferisce di non essere stato visitato da un medico del Servizio sanitario nazionale ma di aver avuto una sindrome simil-influenzale;
  • InfluNet-Epi: nella settimana numero 17 del 2019 l’incidenza totale è pari a circa 1 caso per mille assistiti;
  • InfluNet-Vir: durante la settimana numero 17 del 2019 si osserva una ulteriore riduzione dei campioni positivi dell’influenza, tutti appartenenti al tipo A. Dall’inizio della stagione di sorveglianza virologica, i virus di tipo A sono risultati nettamente prevalenti (99,8 per cento) sul virus di tipo B. Le percentuali di identificazione virali attribuibili a ciascuno dei due sottotipi A (H1N1) pdm09 ed A (H3N2) sono, nel complesso, equivalenti (46 per cento).

Scorriamo altri passaggi salienti del report stilato dai ricercatori di FluNews.

 

SISTEMI DI (VERA) SORVEGLIANZA

“Per quanto riguarda la mortalità, sono due sorveglianze le fonti a cui si fa riferimento. La prima è il Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (Sismg) che si basa su 19 città campione italiane che raccolgono quotidianamente il numero di decessi negli ultra 65enni per tutte le cause (non solo per influenza). Questo numero viene confrontato con quello atteso, costituito dalla media dei decessi registrati nei cinque anni precedenti”.

“Ogni anno l’influenza determina un eccesso di mortalità. Se, infatti, osserviamo l’andamento della mortalità totale (cioè per tutte le cause) in un periodo di tempo, notiamo un andamento sinusoidale con dei picchi in corrispondenza dei mesi invernali e degli avvallamenti nei periodi estivi e i picchi si osservano soprattutto tra le persone anziane. Dunque, il razionale della sorveglianza della mortalità giornaliera (Sismg) è quello di evidenziare aumenti del numero di decessi osservati che supera il numero atteso in presenza di una stagione influenzale particolarmente aggressiva”.

Proseguiamo con il report. “Il sistema di sorveglianza prende in considerazione il numero di decessi per tutte le cause perché i dati dei decessi per influenza non sono disponibili in tempo reale. Infatti l’Istat, ogni anno, codifica tutti i certificati di morte, compresa l’influenza, e ne attribuisce la causa principale, un processo che richiede per rendere disponibili i dati di mortalità per specifica causa mediamente un periodo di due anni”.

“Il secondo sistema di sorveglianza è quello delle forme gravi e complicate di influenza confermata in laboratorio nei pazienti ricoverati in terapia intensiva. Questo sistema monitora il numero di decessi attribuiti all’influenza che si osservano nella popolazione di pazienti che hanno un quadro clinico molto grave”.

Per questo motivo – viene precisato – “nessuno dei due sistemi di monitoraggio fornisce il numero totale dei decessi che l’influenza stagionale provoca ogni anno in Italia. Per quest’ultimo dato è inoltre necessario un ulteriore elemento da tenere presente. Se analizziamo i dati di mortalità specifici per influenza che l’Istat fornisce ogni anno in Italia, i decessi per influenza sono qualche centinaio. Il motivo principale è che spesso il virus influenzale aggrava le condizioni già compromesse di pazienti affetti da altre patologie (per esempio respiratorie o cardiovascolari) fino a provocare il decesso. In questi casi spesso il virus influenzale non viene identificato o perché non ricercato o perché il decesso viene attribuito a polmoniti generiche”.

 

NEL TOTALE REGNO DELLE FAKE NEWS

“Per questo motivo diversi studi pubblicati utilizzano differenti metodi statistici per la stima della mortalità per influenza e per le sue complicanze. E’ grazie a queste metodologie che si arriva ad attribuire mediamente 8000 decessi per influenza e le sue complicanze ogni anno in Italia”.

Ed è per questo che il virologo milanese Fabrizio Pregliasco sottolinea: “In Italia i virus influenzali causano direttamente all’incirca 300-400 morti ogni anno, con circa 200 morti per polmonite virale primaria. A secondo delle stime dei diversi studi, vanno aggiunti tra le 4.000 e le 10.000, morti ‘indirette’, dovute a complicanze polmonari o cardiovascolari, legate all’influenza”.

Tiriamo le fila.

Se ogni giorno i quotidiani dedicano un terzo delle loro pagine (Repubblica e il Corriere della Sera, una media di 20-22 al giorno) e i notiziari di tutti i Tg coprono l’80 per cento del loro spazio con il Coronavirus (ignorando ormai tutto il resto, che continua ad accadere ma nessuno può più saperlo), perché mai non scrivono un rigo sulla normale influenza che provoca caterve di morti in più?

A questo punto, combinata la frittata, potrebbero mai i media fare marcia indietro? Rimangiarsi smisurate discariche di monnezza informativa? Rendersi ridicoli davanti al mondo? No, la battaglia campale va continuata, perché ormai viviamo nel più totale Regno delle Fake News istituzionalizzate. In praterie popolate solo da bufale, ottime ed abbondanti per affaristi & ignoranti.

E nessuno – non sia mai – a domandarsi il perché….

 


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