GLIFOSATO / KELLOGG’S LO ELIMINA PER IL RISCHIO CANCRO

Kellogg’s, la nota azienda produttrice di cereali, mette al bando l’uso del glifosato.

Il clamoroso provvedimento sarà graduale, verrà cioè adottato nell’arco di cinque anni.

Fino ad oggi l’aveva utilizzato come agente essiccante pre-raccolta nella sua catena di approvvigionamento di grano e aveva nei suoi principali mercati, compresi gli Stati Uniti.

Oltre agli Usa, ci sono anche Australia, Gran Bretagna, Canada, Messico e non pochi paesi europei, in pole position Francia e Italia.

“Apprezziamo Kellogg’s per aver preso questa decisione e di affrontare seriamente i rischi rappresentati dal glifosato”, commentano al gruppo di lavoro ambientale EWG. “Non sorprende che i nostri consumatori non desiderino il controverso diserbante nei loro cereali”.

Nel 2018 e nel 2019 EWG ha commissionato tre cicli di test di laboratorio su cereali e altri alimenti venduti dalle principali aziende alimentari, come Kellogg’s, General Mills e Quaker, ed ha scoperto il glifosato in 43 su 45 campioni di alimenti per la colazione realizzati con avena coltivata in modo “convenzionale”.

Tre quarti dei 43 campioni positivi contenevano glifosato in misura superiore rispetto ai limiti previsti. In particolare, hanno trovato livelli di glifosato superiori (160 ppb o più) rispetto a quelli che i ricercatori EWG ritengono sicuri per la salute dei bambini. Anche un terzo dei 16 campioni realizzati con aveva da agricoltura “biologica” conteneva glifosato, in concentrazioni da 10 a 30 ppb.

Proprio di recente l’EPA statunitense, preposta alla tutela della salute pubblica, ha “salvato” di nuovo il glifosato, stabilendo che – se usato in modo corretto – non sarebbe cancerogeno. Di diverso avviso l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, e molti studi di ricercatori indipendenti, che ritengono invece il glifosato cancerogeno.

E’ di un anno e mezzo fa l’acquisto del secolo, ovvero l’acquisto della big canadese del glifosato, Monsanto, da parte del colosso tedesco Bayer: un business da quasi 70 miliardi di dollari.

Ma sono subito cominciati i grattacapi, per Bayer-Monsanto. Ossia una serie di contenziosi legali a botte di milioni di dollari. La prima causa “storica” è stata vinta da un giardiniere americano, Lee Johnson, che si è visto riconoscere un danno biologico da 290 milioni di dollari. E’ seguito un altro risarcimento da primato, 80 milioni di dollari per un altro agricoltore colpito da un linfoma di Hodkin, ossia Edwin Hardeman, che per anni ha usato il letale Roundup per trattare la “quercia velenosa” e la crescita eccessiva di erbacce nella sua proprietà.

E’ da una quarantina di anni che nelle campagne Usa viene utilizzato il glifosato.

Dichiarano i vertici di Kellogg’s a Food Business News:Kellogg’s non possiede né gestisce aziende agricole, ma ci stiamo impegnando con i nostri fornitori sul piano dell’uso dei pesticidi. Molti consumatori ci chiedono del glifosato come agente essiccante usato poche settimane prima del raccolto, in particolare su grano e aveva. Questa pratica viene usata da molti agricoltori in determinate circostanze”.

C’è da augurarsi che altri marchi seguano ora l’esempio di Kellogg’s, pensando – oltre che ai soliti profitti – anche un po’ alla salute dei consumatori, in particolare dei più esposti, cioè i bambini.

 

 


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