ODIFREDDI / LE DIVINE PROPORZIONI DEL GRANDE ORIENTE 

Non poteva mancare un ateo praticante, il re di numeri & ipotenusa, al secolo Piergiorgio Odifreddi, ai meeting organizzati dal Grande Oriente d’Italia. 

Fra le ultime, osannate guest star l’editorialista, scrittore ed ex direttore del Corsera Paolo Mieli, la giornalista Annalisa Chirico, l’ex numero uno dei radicali Arnaldo Capezzone e anche il teologo-scrittore Vito Mancuso.

Odifreddi e Mancuso, come dire il diavolo e l’acqua santa. 

L’Einstein de noantri ha seminato gemme del suo genio nel corso della lectio sulla “Divina proporzione” impartita a cappucci e grembiulini del Goi, affiliati e simpatizzanti radunati in occasione del convegno “La Proporzione Aurea” che si è svolto a Casa Nathan, a Roma. Ad organizzarlo la Loggia Giustizia-Libertà Mario Sessa, ovvero la numero 767 della capitale. Tra i relatori Corrado Ocone, direttore scientifico della Fondazione Einaudi, Giuseppe Troglia, maestro venerabile della stessa Loggia, l’altro matematico Giuseppe Titone e l’egittologo Giuseppe Selvaggi. 

Dal sito del Grande Oriente apprendiamo il Verbo del Maestro Odifreddi: “Se si prende un rettangolo e si taglia da esso il quadrato costruito sul lato minore, si ottiene un rettangolo più piccolo, che in genere sarà di forma diversa da quella di partenza. In un unico caso si ottiene un rettangolo più piccolo che ha la stessa forma, riproducibile all’infinito. In esso il rapporto tra il lato maggiore e quello minore, a:b, è identico a quello tra il lato minore e il segmento ottenuto sottraendo quest’ultimo dal lato maggiore b: a-b, ed in entrambi i casi è di 1,61803”. 

Elementare. 

Continua il Vate: “E’ questa la divina proporzione o sezione aurea, che si replica in molteplici figure, solidi e nella spirale che si genera dal quadrato inscritto nel rettangolo”. Ottimo e abbondante.

Narra poi il Profeta: “Un fenomeno geometrico scoperto verso il sesto secolo avanti Cristo dai pitagorici, una proporzione che si ritrova molto frequentemente in natura, universalmente riconosciuta come ideale di bellezza e armonia e che ricorre nella musica, da Bach a Bela Bartok, come nell’architettura e nell’arte, dalla Piramide di Cheope al Partenone e al Modulor di Le Courbusier, dalla Gioconda di Leonardo alla Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca, dall’Ultima Cena di Salvador Dalì alle forme geometriche di Escher”.

Ecco il commento del Gran Maestro del Goi, Stefano Bisi, intervenuto alla lectio che più magistralis non si può: “Immergermi in questo fiume di sapienza, intelligenza e creatività è stato purificatorio”. 

A sua volta, sul commento, osserva il sito del Grande Oriente: “Bisi ha fatto riferimento all’ultimo grave attacco sferrato alla Massoneria dalla politica, con la clausola discriminatoria nei confronti dei liberi muratori inserita nel contratto di governo tra il M5S e la Lega”.

“Chi ha scritto quel contratto – aggiunge Bisi – se fosse venuto qui avrebbe avuto qualche dubbio. Tra poco questo luogo (Casa Nathan a Roma, ndr) si trasformerà in un tempio, dove ci rinchiuderemo a riflettere, a lavorare come sempre al nostro miglioramento interiore, a levigare la pietra grezza, con i nostri strumenti e simboli antichi. E’ questo che facciamo. Cerchiamo di essere e vogliamo essere la sezione aurea dell’umanità in crisi”.   


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