GIOCHI DI PRESTIGIO DEL GATTO (TESORO) E DELLA VOLPE (BANKITALIA) SULLA PELLE DELLE FAMIGLIE

Dopo che a gennaio 2018 il debito pubblico era aumentato di 23,8 miliardi rispetto a dicembre 2017, salendo a 2.279,9 miliardi, un altro ritocco obbligato di Bankitalia per il rialzo del dato sul debito pubblico del 2017, rispetto ai dati diffusi lo scorso 15 marzo, di circa 7 miliardi, “principalmente a seguito dell’advice dell’Eurostat in merito al trattamento statistico dell’operazione di liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca“, attesta l’esposizione dello Stato a 2.286,5 miliardi di euro, con un incremento di 179,4 mld di euro in 4 anni di governo Renzi, Gentiloni, Padoan.

Veri e propri giochi di prestigio del Gatto (Tesoro) e della Volpe (Bankitalia) che hanno tentato inutilmente di edulcorare i dati cercando di ingannare Eurostat, non appostando correttamente i  fondi pubblici a carico dei contribuenti sborsati per salvare le banche, Mps, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, sia con il generoso cadeuax di 5 mld di euro cash a Banca Intesa, che la garanzia statale di 12 mld  di euro, collezionando l’ennesima figuraccia da campione del dilettantismo.

Il debito pubblico, che secondo le promesse da marinaio del ministro Padoan doveva diminuire, è aumentato di 179,4 mld di euro dal febbraio 2014, al ritmo di 3,7 mld di euro al mese, 123,3 milioni di euro al giorno, 5,1 milioni di euro l’ora, 856.000 euro al secondo, gravando per 38.108 euro sulle spalle di ogni abitante, che ha dovuto sopportare in 48 mesi oneri impropri di 2.888 euro aggiuntivi, oltre le consuete stangate tariffarie che solo dal 1 gennaio 2018 sono state quantificate in oltre 1.000 euro.

«Adusbef chiede rigore nella gestione dei conti pubblici, serietà ed inversione di tendenza alla politica, che si è fatta gioco dei diritti dei cittadini e delle famiglie, vessate e saccheggiate dai Governi, tutti orientati nella salvaguardia degli esclusivi interessi di banchieri e predatori», affermano Elio Lannutti ed Antonio Tanza, presidenti dell’associazione. 


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