BANKITALIA E CONSOB / TUTTE LE MELE MARCE DI ‘O SISTEMA

Ma che ci stanno a fare, Bankitalia e Consob? Perchè non vengono immediatamente abrogate, abolite oppure smantellate, abbattute a cannonate e poi ricostruite?

Le domande sorgono spontanee all’indomani della seconda audizione dei vertici dei due organismi davanti alla commissione d’inchiesta sulle banche, presieduta dall’inossidabile Pierferdinando Casini.

Così dichiara il capo della Vigilanza della Banca d’Italia, Carmelo Barbagallo: “non abbiamo il potere di ingiungere la correzione del falso in bilancio”. E allora, stanno lì per osservare e ratificare fatti & misfatti?

Ancora: “non possiamo intervenire sui prezzi, le banche potrebbero fare ricorso al Tar”. Benissimo.

E poi, sul maxi scandalo del Monte dei Paschi di Siena. “Per Mps abbiamo impedito il peggio”: anche cieco, Barbagallo, perchè non ha visto il disastro.

E minimizza: “non ci sono solo queste banche. La nostra attività di vigilanza va valutata su tutte le banche italiane in questi anni”. Infatti, sono cose da brividi. E da galera. Mai vigilate né mai controllate.

Sulla nomina ad amministratore delegato Mps di Marco Morelli nel 2016, già sanzionato e multato dalla stessa Banca d’Italia quando era direttore generale per omesse comunicazioni. Una norma del 1999 – ha trovato una pezza a colori Barbagallo – stabilisce i parametri “e Morelli vi rientrava pienamente, soprattutto perchè era stato assolto in sede penale dall’accusa di ostacolo alla vigilanza”. Ottimo e abbondante.

Passiamo al direttore generale della Consob, Angelo Apponi. Che ha la grande bravura di sintetizzare il suo pensiero, e il ruolo della sua Consob, in poche ma colorite ed efficaci parole: “possiamo anche autorizzare la vendida di mele marce. Purchè si dichiari che sono mele marce”.

E ci sono tante, tantissime mele marce, avvelenate, nel sistema finanziario di casa nostra…


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