L’indigestione del numero 10, mito mediatico

Smaltita parzialmente la sbornia, quanto residua pone un quesito epocale al mondo, ben oltre l’ambito dell’orgia mediatica che da un paio di settimane monopolizza quotidiani, sportivi e non, periodici, tele e radio informazione, speciali, inserti. L’angosciosa domanda rimbalza da est a ovest, dal polo artico all’antartico, all’equatore, nelle migliaia di lingue e dialetti che invocano all’unisono “Ma Totti, dopo l’addio alla Roma, che farà, dove andrà, sopravviverà  al suo futuro oltre l’erba dell’Olimpico?” Se il calcio è l’oppio delle folle, se droga i suoi fan, se dà dipendenza: qualche dubbio? Non c’è argomento che superi l’universalità del dramma Totti, che meriti altrettanto spazio nel pianeta della comunicazione, che appassioni con pari emotività, che commuova ben oltre il buonismo del libro Cuore e del capolavoro di Benigni “La vita è bella”. Il mito in giallorosso, benché zoppicante nell’uso della lingua di Dante, nel pieno dell’osanna di fine carriera, celebrato nel catino urlante dello stadio romano, ha versato lacrime, con effetto domino sui suoi estimatori. Siatene certi, i generalisti della stampa con vocazione alla mondanità e ancor più chi campa di calcio riempiendo spazi preziosi con titoli, lunghe colonne di parole, foto e interviste, si sono tuffati sull’“evento” con ingordigia, sicuri di acquisire il favore dei loro lettori, che oltrepassano largamente chi si occupa di politica, letteratura, nella graduatoria dei consensi. Come spiegare in altro modo le decine di pagine dedicate alle ultime pedate di Francesco, amato, almeno a Roma, quasi come il Francesco papa. Sfido la noia del “repetita iuvant” e vado al sodo: all’indomani della partita che ha concluso il campionato in corso, la redazione sportiva di Repubblica, quotidiano fondato da Scalfari, ha titolato con “Buon viaggio” il paginone numero pro Totti e una foto a pieno formato. Altre tre pagine lo hanno celebrato come  un dio del pallone con frasi degne di sommi poeti  del tipo “Il finale magico”, “Roma saluta il suo 10 tra le lacrime”. “Non sono pronto, non lo sarò mai” “Maledetto tempo. Ho paura, aiutatemi”. “L’emozione dell’Olimpico batte Cannes”. “L’ultimo calcio e un messaggio sul pallone: Mi mancherai”. Nelle pagine successive titoli per Juve, Milan, Crotone (legittimo per l’impresa della permanenza in seria A). Il Napoli? Il bello del calcio, record di gol fatti, primato nella speciale classifica del girone di ritorno, il fenomeno del trio Callejon, Mertens, Insigne, la magia di Sarri?  Solo, soletto, il cosiddetto tabellino. In poche righe le formazioni  e i marcatori del 4 a 1 alla Samp. Tutto qui. Informazione questa? Indro Montanelli, Enzo Biagi, Antonio Ghirelli, Piero Ottone e altri illustri colleghi, dalla nuvola dove riposano in pace spernacchiano alla Eduardo simili sconcezze.


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