“LA GUANCIA È MIA E ME LA GESTISCO IO”

Gesù (Vangelo secondo Matteo): “A chi ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra”. Di Trump e dei suoi sudditi, ricordate l’autoscatto per esibire il mistico raccoglimento, tutti in postura da preghiera dietro il tavolo della Casa Bianca, blasfemo clone dell’ultima cena di Leonardo? Il cattolico molto poco praticante, a giudicare dalla malvagità che caratterizza la sua presidenza, strumentalizza il verbo del figlio di Dio e molla un micidiale ceffone all’Europa. Con danni economici incalcolabili per i nostri prodotti d’eccellenza impone dazi e provoca drammatiche crisi all’export dell’Italia.

L’incredibile non finisce qui. Soggetti che predicano “prima gli italiani’ ovvero l’autarchia del Bel Paese, sposano l’ammonimento di Cristo, porgono l’altra guancia, predicano di accogliere con prudenza la mazzata dei dazi, di trattare con il tycoon, di non condividere la versione inglese di ‘porgi l’altra guancia’ (“turn the other cheek”), a suo tempo equivalente ad ‘atto di ribellione’. Esponenti di primo piano del nostro governo invitano a non rispondere alla violenza del sopruso trumpiano, con il detto di segno opposto ‘occhio per occhio, dente per dente’. Fingono di ignorare che alla prepotenza di Trump potremmo rispondere con lo stesso 20 per cento di dazi sull’importazione di centinaia di prodotti Usa di largo consumo: alimentari, medicinali, elettrodomestici, e tanti altri. Citarli in dettaglio richiederebbe molto tempo e tanto spazio.

Per approfondire il tema basta navigare in internet e chiedere “quali e quanti prodotti americani importiamo dagli Stati Uniti”. Scoprirlo è sorprendente, istruttivo e suggerisce come opporci all’aggressione dell’“amico americano”, come smaltire la disillusione per l’esito dell’intempestiva velleità di immaginare l’Italia “ponte tra l’America e l’Europa”.


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