SISMI FLEGREI / LA TERAPIA DI “DEPRESSURIZZAZIONE”. E OCCHIO AL 30 MARZO…

Situazione a quanto pare ‘sotto controllo’ e ‘senza significative variazioni’ nella pur sempre bollente area dei Campi Flegrei, la zona occidentale di Napoli.

Una sala operativa dell’INGV. Nel fotomontaggio di apertura, alcuni sfollati di Pozzuoli dopo i terremoti di metà marzo e, sullo sfondo, la caldera

Lo afferma, nell’ultimo bollettino diramato, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che fa notare come il preoccupante sollevamento del suolo registrato negli ultimi mesi, arrivato addirittura a un livello di ben 3 centimetri al mese, sembra attenuarsi. Bisogna comunque attendere i prossimi giorni per avere un quadro più definito, e cioè mese-mese.

Ecco le news griffate INGV.

L’ultima settimana analizzata (17-23 marzo) ha fatto segnare ‘appena’ (rispetto alle medie precedenti) piccoli terremoti, di magnitudo tra 0,1 e 1,7: mentre le scosse di metà febbraio e metà marzo hanno raggiunto quota 4,4.

Le scosse sono state registrate ad una profondità variabile tra 4,5 e 1,5 chilometri. Un altro indicatore, questo, circa il livello di ‘allarme’, perché ovviamente più diminuisce la profondità e più aumentano i rischi sismici.

L’altro dato-clou, il vero campanello d’allarme, resta comunque il tasso di sollevamento del suolo: perché quei 3 centimetri al mese sono una cifra letteralmente da brividi, da allarme che più rosso non si può.

Continua la disamina INGV.

Il flusso di CO2, ossia di anidride carbonica (e anche di anidride solforosa) resta ‘elevato’, ma comunque ‘senza significative variazioni’ rispetto agli ultimi controlli.

Così termina il report: “Si confermano quindi i trend pluriennali di riscaldamento e di pressurizzazione del sistema idrotermale, ma senza picchi anomali”.

Allegri, ma non troppo, viene da commentare.

BUCHIAMO LA PENTOLA

Solo pochi giorni fa una ricercatrice che ha fatto molta strada, Tiziana Vanorio, è tornata nella natia Pozzuoli per parlare ai suoi concittadini e rassicurarli con alcune proposte e misure da adottare, nel corso del meeting “Bradisimo: Meccanismi, Cause e Strategie di Mitigazione”.

Tiziana Vanorio

Oggi Vanorio è ‘Associate Professor on Earth and Planetary Science’ e di ‘Civil Environmental Engineering’ alla prestigiosa Stanford University negli Stati Uniti. Tradotto, è docente di ‘Scienza Planetaria della Terra’ e di ‘Ingegneria civile e ambientale’. Non poco.

Così titola ‘il Corriere del Mezzogiorno’, costola del ‘Corsera’: “Campi Flegrei, la geofisica Vanorio: ‘Attingere acqua dai pozzi potrebbe far diminuire la risalita e le scosse. Riaprendo i vecchi pozzi si potrebbe depressurizzare”.

A suo parere, a causare la ‘deformazione delle rocce’ (all’origine del bradisisma e dei movimenti tellurici), sono i fluidi idrotermali. Così come è dell’avviso che la risalita di magma e di gas non siamo ipotesi plausibili.

Ecco, in rapida carrellata, le sue opinioni scientifiche sulla situazione.

I serbatoi geotermici si ricaricano nel tempo, anche per via dell’acqua piovana. L’acqua che entra viene confinata nel serbatoio naturale, la pressione aumenta e così comincia la deformazione delle rocce che causa la sismicità. Il serbatoio si sta allargando e la pressione sta crescendo, per cui non si possono escludere eruzioni freatiche. Anche l’eruzione del Monte Nuovo nel 1538 è iniziata come freatica e dai dati disponibili risulta sia stata preceduta, in particolare, da eventi alluvionali che colpirono la città di Nola”.

Una prima cosa che andrebbe fatta è il censimento di tutti i pozzi superficiali del territorio e verificare le condizioni della falda nel tempo: ciò permette di avere un riferimento sulla pressione del serbatoio. Bisogna prestare attenzione anche alle temperature delle fumarole. Normalmente ci si focalizza sull’aumento delle temperature, ma in questo caso ci sono dati che rilevano una diminuzione della temperatura a Pisciarelli, che dipende dall’ingresso di acque fredde”.

Un’altra cosa che si dovrebbe fare è poi il censimento di tutte le voragini che si sono formate nel territorio. Può essere utile per capire dove le acque vanno a convogliarsi. Andrebbe anche controllato lo stato dei Regi Lagni. L’acqua che esonda infatti arriva a Pozzuoli e ricarica il serbatoio geotermico”.

E ancora: “Occorre verificare in che modo è stato chiuso il pozzo di Pisciarelli. Perché se non è stato chiuso in modo adeguato, l’acqua entrerà in modo più diretto nel serbatoio. Negli anni ’80, 13 pozzi sono stati ‘ancorati’ nella zona: è necessario capire se questi pozzi possono essere riaperti. Perché se arrivano a 3 chilometri di profondità, sarebbe il modo per depressurizzare il serbatoio emungendo le acque”.

Per ulteriori dettagli, vi proponiamo una lunga intervista messa in rete da ‘Cronaca Flegrea – Rione Terra News’, titolata  Bradisima, cause e soluzioni: intervista allo scienziato Tiziana Vanorio. ‘Svuotare i pozzi realizzati a Pozzuoli negli anni ‘80

TUTTI GIU’ NEL POZZO

Partiamo dalla coda.

L’autorevole geochimica della Stanford University, a parte una serie di censimenti e monitoraggi sempre utili, in sostanza propone di ‘depressurizzare’ l’area bollente, in qualche mondo aprendo quei pozzi anni ’80, in modo tale che – come succede per una pentola – la pressione possa sensibilmente diminuire.

Fumarole nei centri abitati

A detta di alcuni esperti, però, c’è una circostanza che rema contro, facilmente verificabile: quegli antichi pozzi possono ormai risultare ‘cementati’. Quindi non più ‘apribili’: comunque super-corrosi e ‘frananti’. Perciò, in soldoni,inutilizzabili per lo scopo proposto dalla ricercatrice italo-americana.

Vanorio, poi, minimizza l’ipotesi dei ‘gas’ nel ventre puteolano (della Conca di Agnano, in particolare, della zona delle fumarole a Pisciarelli e della famosa Solfatara).

E’ proprio sicura? Visto che perfino il sempre letargico Comune di Napoli (con un’ordinanza sindacale, cui hanno fatto seguito anche quelle dei primi cittadini di Bacoli e Pozzuoli) ha previsto giorni fa ad horas lo sgombero dei seminterrati (sia ad uso civile che commerciale) proprio a causa dell’elevato tasso di CO2, l’anidride carbonica che può essere anche letale: ricordate la celebre ‘Grotta del Cane’ alla Solfatara del tutto sconsigliata per i grandi amici a 4 zampe?

A suo autorevole parere, comunque, l’unica strada da percorre è quella di far uscire dal ventre flegreo liquidi e gas in eccesso, ‘sgonfiare’ quella pancia che rischia di esplodere, degassificare l’area.

Una proposta non poi tanto dissimile da quella più volte ventilata, tra numerosi stop and go, da un’altra eccellenza nel nostro panorama scientifico, Benedetto De Vivo, storico docente alla Federico II di Napoli. De Vivo, da mesi e mesi, come terapia in grado di risolvere, o almeno di alleviare i problemi, propone delle ‘trivellazioni’ ad hoc proprio in quel martoriato territorio, sempre finalizzate a far abbassare la pressione di quel ventre che più a rischio non si può. Ecco il pezzo messo in rete dalla ‘Voce’’ il 22 marzo 2025,

BRADISISMA FLEGREO / GIALLO “TRIVELLE”: MIRACOLOSE O KILLER?

‘O SOLE MIO. ATTENTI AL 30…

Eccoci alla chicca finale. Nell’ultimo ‘eruttante’ mese la Voce ha più volte fatto riferimento alle maree e alle eclissi, ossia alle fasi lunari e solari che stanno caratterizzando queste settimane. Bene, come forse ricorderete, le scosse più forti (di magnitudo intorno a 4) sono state registrate a metà febbraio e a metà marzo: guarda caso in coincidenza con due eclissi parziali della Luna. E nel prossimo week end, ossia il 29 e 30 marzo, si verificherà una altrettanto parziale eclissi; stavolta solare. Secondo alcuni esperti di geofisica, l’eclissi solare influenza – e forse ancor di più – certi ‘movimenti’ della Terra.

Eclissi

Quindi, per questo fine settimana, occhio non solo all’ora legale: ma anche alla Terra che, soprattutto nelle aeree più a rischio, può tremare

 

 

 

Per finire, vi proponiamo il nostro primo pezzo pubblicato da quando, quasi un mese e mezzo fa, sono cominciati i movimenti anomali nell’area flegrea. E abbiamo iniziato a scriverne. E’ infatti del 17 febbraio 2025

CAMPI FLEGREI / IL RISCHIO “ESPLOSIVO” E’ DI GAS LETALI & FANGHI BOLLENTI !


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