BALLON D’ESSAI (“balle”)

Come un’enorme macchia d’olio si espande pericolosamente il timore per la labile sopravvivenza di  questo nostro Pianeta, che decrepito, usurato da crescente disumanità, avvelenato da razzismo, guerre, genocidi, erosione della vivibilità; Pianeta minacciato dall’emergenza climatica, dal diffuso incedere con il passo dell’oca, a braccia tese, di Musk, Bannon, dal sovranismo del rapace Trump, dall’oligarchia putiniana, dal letali dispotici  Melei, Orban, Le Pen, Meloni; Pianeta aggredito dal risuscitato nazismo tedesco dell’Afd, dal sodalizio della destra italiana di governo con  l’eversione neofascista; Pianeta colpevole impunito di aggressioni  imperialiste e genocidi, del ‘me ne frego’ di milioni di bambini uccisi da denutrizione e malattie, del sopravvivere della tortura, di omicidi per l’intolleranza di religioni maschiliste, della pena di morte e di carceri lager; Pianeta detentore di arsenali nucleari incontrollati, dell’imprevedibile monouso dell’intelligenza artificiale, dell’hakeraggio, di software spia qual è il programma israeliano Paragon; Pianeta delle comunità  di diseredati del mondo vittime di tirannidi.

TUTTO QUESTO RIDUCE A DIMENSIONE DI INSIGNIFICANTE MARGINALITÀ (ma concede spazio in questa nota), la pochezza di un fatto-misfatto a carico del tormentato Stivale immerso nel Mare Nostrum ed esteso a Nord fino al litigioso, inconcludente, frammentato ‘Vecchio Continente’ mal gestito dall’egocentrismo politico dei 27 Paesi della Comunità. Nello squinternato scenario della cronaca narrata dai media italiani, di pulcinellate che non a caso coincidono con il carnevale, si staglia il caso sgangherato di tale Lorusso, fondatore del canale ‘Telegram Donbass Italia, di un blogger e (ahinoi) giornalista che ha scelto di vivere provvisoriamente nel Donbass e aspira a diventare cittadino russo. In fraterna e subordinata empatia (cioè in combutta) con la menzognera Zakharova, diffonde fake news anti italiane per conto del truce ministro degli esteri russo. Lorusso, è stato fulminato sulla via del Cremlino. Gli siamo vicini, apprezziamo la presumibile fatica che gli è costata per riempire di firme false una petizione contro le sagge riflessioni di Mattarella su Putin e la sua dittatura. Esemplare la pungente satira di Michele Serra.

Scrive, il colto corsivista di Repubblica che tra i firmatari dell’esposto fasullo, ma commovente fino a far lacrimare la Zakharova, velenosa ‘velina’ del Cremlino, sono in elenco anche le ‘signore’ Ciolanka Sbilenka, Vagina Quasinova, Galina Sbatilova”. Manca all’appello Urina Suimuri, ma basta aver pazienza, vedrete, completerà la lista truffaldina di nomi onomatopeici prima che in postura di genuflessi, Zakharova e Lorusso consegnino la petizione a Putin. Il prossimo exploit? Nascerà dal fervido empito creativo di ex Lorusso, quando privato delle prime due lettere del cognome (“Lo”), festeggerà per quel che resterà, cioè “russo”, in cambio dell’ambita concessione della cittadinanza di Mosca. (Nella foto Lorusso e Maria Zakharova)


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