PFIZER / LE PRIME BASTONATE DALLA ‘COMMISSIONE D’INCHIESTA UE’ SUI VACCINI

Finalmente i nodi vengono al pettine.

Sia in Europa che negli Stati Uniti, infatti, il Vaso di Pandora sui vaccini sta per sollevarsi.

E le sorprese saranno esplosive, deflagranti sia per i vertici UE che per quelli a stelle e strisce.

Vediamo, più in dettaglio, le clamorose news. Ovviamente ‘censurate’, ‘oscurate’ dai media di casa nostra, del tutto genuflessi davanti alle autorità governative e scientifiche (sic) nei tre anni di pandemia, e totalmente asservite ai voleri di ‘Big Pharma’, in questo caso della regina di tutti i vaccini, ‘Pfizer BionTech’, la prima a tagliare il traguardo sul fronte del vaccino anti-covid.

 

A settembre 2022 il Parlamento europeo ha costituito una ‘Commissione d’inchiesta sui vaccini’ sia per verificarne in concreto ‘efficacia’ e soprattutto ‘sicurezza’, che per accertare la ‘correttezza’ e ‘trasparenza’ nei contratti di fornitura stipulati dalla Commissione UE con ‘Pfizer’, per la precisione tre contratti con un importo complessivo da 71 miliardi di euro.

E’ sull’ultimo dei contratti, il terzo e più pingue (31 miliardi di euro) che si sono accesi i riflettori della neo-Commissione, visto che risultano effettuati addirittura via ‘SMS’, per di più spariti, letteralmente volatilizzati: sms intercorsi tra il Ceo di Pfizer, Albert Bourla, e la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen.

In questi mesi, per ben due volte la presidente della Commissione, Kathleen Van Brempt, ha convocato Bourla, che ha rifiutato di presentarsi davanti alla Commissione stessa, inviando al suo posto la responsabile dei mercati esteri, Janine Small, la quale ha farfugliato poche parole: tra un “non so” e un “non ricordo”, appena un “non ne so niente dei contratti”, “eravamo in un momento di particolare emergenza”, “qualcosa bisognava pur fare”, “un qualche prodotto doveva uscire”. Parole che hanno lasciato letteralmente sbigottiti i commissari: uno dei quali, il membro olandese, ha commentato a botta calda “questo è il più grande scandalo nella storia dell’Unione Europea”, giocato sulla pelle dei cittadini e per di più con i loro soldi. E 71 miliardi di euro non sono proprio noccioline.

Passiamo ad Ursula von der Leyen, molto affettuosa nei messaggi inviati al ‘caro amico Albert’, il veterinario greco al vertice di Pfizer. Anche lei è stata convocata, e da mesi, per un’audizione davanti alla Commissione, per chiarire i troppi misteri e buchi neri nel terzo contratto d’acquisto. Ma anche in questo caso la Commissione, fino ad oggi, ha fatto un buco nell’acqua, perché lady Ursula ha fatto orecchie da mercante, non ha mai risposto alla precisa convocazione: insomma se ne è altamente fregata. Incredibile ma vero: la Presidente della Commissione UE, la regina di Bruxelles, se ne fotte di quel che la chiede una Commissione d’inchiesta costituita dal ‘suo’ Parlamento!!

 

Albert Bourla. Sopra, Kathleen Van Brempt

A questo punto sbotta Kathleen Van Brempt, di tutta evidenza stanca delle due ‘prese per il culo’.

Ecco le sue fresche dichiarazioni. “E’ compito della Commissione sul Covidtrarre lezioni dal modo in cui l’UE ha affrontato la pandemia, incluso l’approvvigionamento congiunto dei vaccini”.

E poi: “Il rifiuto, sia della Commissione europea (von der Leyen, ndr) sia da parte di Pfizer (Albert Bourla, ndr), di parlare della mancanza di trasparenza, mostra sprezzo per il ruolo del Parlamento UE. Per questo motivo, i coordinatori della commissione hanno deciso di chiedere il ritiro degli accrediti di lungo termine Pfizer”.

Di certo una bella botta sia ‘economica’ che soprattutto per la credibilità internazionale della star (sic) di Big Pharma.

Continua Van Brempt: “Stando ai report della Corte dei Conti europea, dobbiamo concludere che ci sono irregolarità nel modo in cui è stato negoziato il terzo contratto Pfizer”, quello di maggiore importo, ben 31 miliardi di euro.

Tutto ciò – evidenzia la presidente della Commissione d’inchiesta -“pone interrogativi sulla grave mancanza di trasparenza, a confronto con altri accordi d’acquisto, e sul coinvolgimento personale della presidente della Commissione nei negoziati”. Proprio perché il terzo “è l’unico accordo in cui la presidente della Commissione (von der Leyen, ndr) si è fatta personalmente carico delle trattative e per cui non è stata seguita la procedura ordinaria di negoziato. Inoltre, è il solo contratto sul quale la Corte dei Conti UE non ha ricevuto alcuna informazione riguardante le trattative preliminari, benchè essa abbia diritto di accedervi, in base ai trattati”.

L’ennesima anomalia del terzo, famigerato contratto ha infatti riguardato la mancata, rituale consultazione dell’apposito Comitato incaricato di sovrintendere su tutti i contratti stipulati, per verificarne, evidentemente, la correttezza e la congruità, e comunque ogni aspetto che un contratto di tale rilevanza finanziaria comporta. Il Comitato, va precisato, è composto sia da   esperti UE che da esperti delle singole nazioni che fanno parte dell’Unione. Ebbene, quel Comitato, sempre consultato, perché è obbligatorio farlo, in quell’occasione è stato letteralmente bypassato, totalmente ignorato. Una circostanza di una gravità eccezionale: che ha finito per rendere quella trattativa un fatto del tutto ‘privato’, ‘personale’ tra gli amici & compagni di merende Albert & Ursula.

Senza tener conto di un’altra clamorosa anomalia, un conflitto d’interessi alto come un grattacielo: Heiko von der Leyen, marito di Ursula, è infatti al vertice di ‘Orogenesis’, una società statunitense che si occupa di biotecnologie e lavora a stretto contatto gomito (e di business) con Pfizer. Di tutta evidenza, quindi, mai e poi mai lady von der Leyen avrebbe potuto firmare un contratto d’acquisto con l’amico Bourla, in affari con suo marito! E con quelle ridicole modalità!!

Anche su questo avrebbero voluto interrogare sia Albert Bourla che Ursula von der Leyen i membri della Commissione d’inchiesta sui vaccini. Ma non hanno potuto farlo, perché i due ‘testi’ hanno risposto NO alla convocazione.

Ai confini della realtà.

 

Heiko ed Ursula Von Der Leyen

Cosa succederà adesso? Oltre al provvedimento già preso – in sostanza di rompere ogni futuro rapporto di fornitura con Pfizer – cosa potrà fare la Commissione per recuperare il ‘maltolto’, per far sì che i cittadini europei vengano risarciti da Pfizer per la vera e propria TRUFFA perpetrata con i loro soldi e sulla loro pelle? Perché, a questo punto, non potrà non aprirsi il drammatico capitolo circa la totale ‘non sicurezza’ dei vaccini; e quindi degli ‘effetti avversi’ prodotti a migliaia e migliaia, come stanno documentando finalmente le statistiche, quelle vere, e non ‘taroccate’ come quelle somministrate a tutti europei (italiani ben compresi, con l’avallo del ‘Comitato Tecnico Scientifico’, altro burattino nella tragica sceneggiata), senza che alcuna autorità di controllo abbia detto una parola, sollevato una minima obiezione.

Anzi, EMA (l’autorità europea per i medicinali) è stata totalmente complice e collusa con Pfizer, come emerge dall’inchiesta Voce di qualche giorno fa e che potete rileggere cliccando sul link in basso.

Zitto e muto il nostro ‘Istituto Superiore di Sanità’, il massimo organismo per la tutela della salute degli italiani: non aveva proprio niente da dire? Così come la nostra ‘AIFA’, l’associazione delle aziende farmaceutiche: tutto ok?

Siamo davvero al cospetto di un’altra associazione, a questo punto: ma un’associazione a delinquere, finalizzata alla realizzazione dei massimi profitti sulla pelle dei cittadini.

Non è il caso che si svegli qualche giudice, forse anche a Berlino? O dobbiamo aspettare che intervenga la ‘Corte dell’Aja per i crimini contro l’umanità’?

Staremo a vedere.

 

P.S. A questo punto si starete già chiedendo. E dagli Stati Uniti, quali news? Ve lo raccontiamo domani. Così la suspense lievita…

 

 

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AGENZIA EUROPEA FARMACI (EMA) / ECCO COME ORGANIZZA LE TRUFFE SUI VACCINI

13 Febbraio 2023 di Andrea Cinquegrani


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