AGENZIA EUROPEA FARMACI (EMA) / ECCO COME ORGANIZZA LE TRUFFE SUI VACCINI

L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) nella bufera.

Si preoccupa infatti delle quisquilie (delle pinzellacchere, direbbe Totò) mentre – secondo una minuziosa ricostruzione effettuata dall’autorevole ‘British Medical Journal’ – se ne frega degli ‘effetti avversi’ prodotti dai vaccini, sempre più numerosi e letali in tutto il mondo e, quindi, anche in Europa.

 

LE PINZELLACCHERE DI ‘EMA

Partiamo, per alleggerire il clima, proprio dalle ‘pinzellacchere’.

E leggiamo in fresco dispaccio di agenzia. “EMA annuncia l’avvio di una revisione sulla sicurezza dei medicinali contenenti pseudoefedrina, principio attivo somministrato per via orale da solo o in combinazione con altri per trattare l’effetto ‘naso chiuso’ causato da raffreddore, influenza o allergia e i sintomi correlati alla congestione nasale come mal di testa, febbre, dolore e rinite”.

E viene aggiunto: “Il Comitato di farmaco-vigilanza Prc dell’ente regolatorio UE, nella sua ultima riunione del 6-8 febbraio, ha deciso di indagare – spiega EMA – dopo i timori relativi a rischi ischemici gravi associati all’assunzione di pseudoefedrina, potenzialmente pericolosi per la vita. Il Prc esaminerà le evidenze disponibili e deciderà se le autorizzazioni all’immissione in commercio per i medicinali con pseudoefedrina debbano essere mantenute, modificate, sospese o ritirate in tutta l’Unione europea”.

E tanto per rincarare la dose: “A motivare la revisione dei farmaci a base di pseudoefedrina – dettaglia EMA – è il possibile rischio di sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (Pres) e sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile (Rcvs), condizioni che interessano i vasi sanguigni cerebrali e che possono comportare un ridotto afflusso di sangue (ischemia) l cervello e causare in alcuni casi complicazioni gravi e pericolose per la vita”.

A questo punto qualunque cittadino immagina un organismo, come EMA, di grandissima efficacia e in grado di vigilare con estrema attenzione sulla salute di tutti i cittadini europei e quindi su tutti i farmaci in circolazione.

Compresi, ovviamente, i vaccini, visto il tanto zelo profuso per raffreddori e riniti allergiche. Anzi, prima di tutti i vaccini, data l’importanza strategica comunemente riconosciuta da scienza (sic) e politica (sic) per arginare e combattere con successo il Covid.

 

ECCO COSA FA EMA CON I VACCINI… 

Ma le cose non stanno proprio così. Anzi, stanno in modo diametralmente opposto. Perché l’EMA, al pari delle altre autorità di ‘controllo’ (sic) a livello internazionale (come la statunitense ‘Food and Drug Administration’) e l’AIFA a livello nazionale, oltre all’Istituto Superiore di Sanità (come abbiamo appena documentato in una nostra cover story) se ne strafottono della salute pubblica e sono lì solo a guardia dei mega-interessi di Big Pharma, in questo caso delle regine dei vaccini, ‘Pfizer’ e ‘Moderna’ uber alles.

Stanno infatti venendo alla luce caterve di e-mail, di messaggi, di comunicazioni (circa un migliaio) che documentano in modo inoppugnabile quanto EMA abbia bypassato totalmente norme & leggi, finendo per dare il suo ok a prodotti, come i vaccini, che non avevano nel modo più assoluto le carte in regola per poter essere immessi in commercio, e quindi somministrati a tutta la popolazione europea. E ciò è avvenuto solo per le pressioni esercitate dai politici, a loro volta compulsati (evidentemente a botte di tangenti) dalle sempre più fameliche aziende farmaceutiche produttrici dei ‘miracolosi’ vaccini, ‘Pfizer’ e ‘Moderna’ in testa (nei primi mesi c’erano anche ‘Astrazeneca’, ‘Johnson & Johnson’ e via di questo passo).

 

Leggiamo alcuni passaggi di un reportage firmato da un giornalista scientifico, Peter F. Mayer e quindi della maxi inchiesta griffata BMJ, autrice Serena Tinari (che poi potrete leggere nella versione integrale cliccando sul link in basso).

Mette subito nero su bianco Mayer: “Le procedure di approvazione dei vaccini Covid 19 sono state affrettate senza alcun test di efficacia e sicurezza. L’estrema abbreviazione, senza precedenti, dell’approvazione di un farmaco è stata elusa con il termine ‘procedura telescopica’. In realtà, sono state esercitate enormi pressioni sul personale dell’Autorità (EMA, ndr) da parte dei più alti esponenti politici, guidati dalla presidente della Commissione europea, la tedesca Ursula von der Leyen”.

Albert Bourla

E’ proprio il ‘giallo’ sul quale sta indagando da alcuni mesi la ‘Commissione d’inchiesta sui vaccini’ istituita a settembre dal Parlamento europeo e che ne sta già scoprendo di tutti i colori.

“Il più grande scandalo nella storia dell’Unione europea”, commenta il membro olandese della Commissione. La quale per ben due volte ha convocato a verbalizzare il Ceo di ‘Pfizer’, il veterinario greco Albert Bourla, che si è rifiutato, preferendo, ad esempio, partecipare al ‘World Economic Forum’organizzato a Davos per riunire – a metà gennaio – i Potenti della Terra.

Al suo posto, ha testimoniato la responsabile dei mercati esteri di ‘Pfizer’, Janine Small, che ha solo farfugliato – davanti agli sbigottiti commissari – poche frasi smozzicate: “non so”, “non ricordo”, “eravamo in piena emergenza”, “qualche prodotto bisognava pur tirare fuori”. Incredibile ma vero.

La Commissione deve far luce su due aspetti, di grande rilevanza: in primo luogo sulla REALE (e non solo millantata o sbandierata)

‘efficacia’ e, soprattutto, ‘sicurezza’ dei vaccini, soprattutto alla luce dei sempre più numerosi ‘effetti avversi’ segnalati in tutto il mondo e registrati dai ‘CDC’ (‘Centers for Deseases Control’) americani, oltre 10 milioni negli Stati Uniti dall’inizio delle campagne vaccinali, dai più leggeri ai più gravi, soprattutto a carico del sistema cardiocircolatorio (miocarditi, pericarditi, fino a ictus trombosi e infarti).

E poi anche sui ‘contratti fantasma’ stipulati da Ursula von der Leyen con il Ceo di ‘Pfizer’ addirittura ‘via sms’, per di più spariti, volatilizzati; e per un importo stratosferico, ben 71 miliardi di euro. Altro che ‘Qatargate’!

Ursula Von der Leyen

Riprendiamo con il resoconto di Meyer: “Circa 900 pagine di e-mail della seconda metà del 2020 provenienti dal Dipartimento Chemistry Manifacturing and Controls (CMC) ‘vaccini’ di Pfizer, responsabile della presentazione delle autorizzazioni all’immissione in commercio indirizzate ad EMA, sono state divulgate a diversi giornalisti. I documenti contengono anche la corrispondenza via e-mail tra alcuni investigatori e alti funzionari dell’EMA. La fuga di notizie è stata riportata dal ‘British Medical Journal’ che ha potuto confermare l’autenticità dei documenti”.

 

 

 

 

 

PARLA LA SUPER ESPERTA

Peter Meyer fa poi riferimento ad alcune approfondite analisi effettuate su quei documenti bollenti da Sasha Latypova sul suo blog ‘Substack’. Si tratta di una super-esperta nel settore farmaceutico, specializzata proprio nel ramo delle autorizzazioni concesse dalle un tempo rigide e ora molto ‘allegre’ autorità regolatorie di controllo: come sono appunto FDA negli Usa, EMA in Europa, MHRA nel Regno Uniti (e AIFA in Italia).

Sasha Latypova

Ecco come Meyer sintetizza il minuzioso lavoro di screening di Latypova. “Le tre agenzie regolatorie (FDA, MHRA e EMA, ndr) sono tutte impegnate a coordinare i tempi di approvazione prima che sia stata effettuata una revisione formale dei dati, prima che i comitati consultivi abbiano visto, discusso e votato i risultati degli studi clinici. Inoltre, interagiscono come se non fossero tre agenzie separate di nazioni sovrane distinte, responsabili nei confronti di contribuenti diversi e della supervisione del Congresso/Parlamento, ma semplicemente dipartimenti burocratici già fusi in un unico governo globale”.

Prosegue Mayer con parole che non lasciano troppo spazio agli equivoci: “Latypova spiega come sia possibile che una simile truffa vada in porto. ‘Per spiegare la seguente e-mail, è necessario conoscere la funzione dei relatori e dei correlatori. Il sistema esiste nel Parlamento e nelle Autorità. L’EMA è un organismo composto dalle autorità competenti dei singoli Stati membri, un tempo separate, che regolamentavano e autorizzavano i farmaci separatamente in ciascun Paese. Nella struttura europea, il gruppo di revisione tecnica e di co-revisione viene selezionato per un determinato prodotto. Nel caso dei Vaccini Covid-19, il team svedese guidato da Philip Josephson era il relatore e il team francese guidato da Jean-Michel Race era il correlatore”.

 

E-MAIL BOLLENTI

E poi, come in un thriller: “L’e-mail è indirizzata a Olga Solomon della Commissione europea ed Emer Cooke, direttore esecutivo dell’EMA ed ex dirigente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché amministratore delegato della più grande società di lobbying farmaceutico della UE, ne riceve una copia”.

Emer Cooke

“Tra l’altro, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha negoziato contratti di fornitura incredibilmente svantaggiosi per conto di tutti gli Stati membri della UE via SMS con il Ceo di Pfizer Albert Bourla. In questi contratti (da 71 miliardi di euro, bene rammentarlo, ndr), i Paesi dell’UE dovevano depositare beni statali come garanzia, rinunciare a tutte le leggi sul controllo di qualità, sulle importazioni e sulla protezione dei consumatori, nonché rinunciare alla propria sovranità nazionale: ovvero, non potevano modificare la legislazione sulla responsabilità attraverso i propri parlamenti”.

Insomma contratti capestro, preparati in modo ‘scientifico’ per favorire in modo smaccato gli interessi privati delle star di Big Pharma, of course ‘Pfizer’ e‘Moderna’ in pole position, e per penalizzare in modo che più autolesionistico non si può tutti i cittadini europei.

Ai confini della realtà: ma ben dentro i confini di un Parlamento europeo che più marcio e corrotto non si può!

Senza tener conto di un conflitto d’interessi più volte denunciato dalla ‘Voce’ e di cui nessuna autorità giudiziaria, di controllo oppure regolatoria pare fino ad oggi essersi accorto.

Stiamo parlando del gigantesco conflitto d’interessi che riguarda Heiko von der Leyen, marito della super commissaria UE: il quale è al vertice di una società statunitense impegnata nel settore delle biotecnologie, ‘Orogenesis’, che lavora a stretto contatto di gomito (e di lauti affari) proprio con ‘Pfizer’. Vi pare normale?

Finiamo il tour infernale sulla corruzione targata EMA, sulla pelle degli europei, e con i soldi degli europei, con alcune frasi contenute nel bollente reportage firmato da Serena Tinari (che potete leggere cliccando sul link in basso) per le prestigiose pagine del ‘British Medical Journal’.

“Gli scienziati dell’EMA incaricati di garantire la qualità della produzione – gli aspetti chimici, di produzione e di controllo della presentazione di Pfizerall’EMA – erano preoccupati per ‘le specie di mRN troncate e modificate presenti nel prodotto finito’. Tra i tanti file trapelati al BMJ, una e-mail datata 23 novembre da un alto funzionario dell’EMA delineava una serie di problemi. In breve, la produzione commerciale non produceva vaccini secondo le specifiche previste e le autorità di regolamentazione non erano sicure delle implicazioni”.

Scott Gottlieb

Vi lasciamo quindi alla più che istruttiva lettura dell’inchiesta di vero giornalismo investigativo di stampo scientifico, pubblicata da quel ‘British Medical Journal’ che in perfetta solitudine ha avuto il coraggio di editare rigorose inchieste al calor bianco su fatti & misfatti perpetrati sia dalla regina dei vaccini, Pfizer-BionTech, che dalla regina dei controlli (sic) a livello internazionale, la statunitense ‘Food and Drug Administration’ che in questi tre anni di pandemia ne ha combinate di tutti i colori, come documentato dal ‘BMJ’ e tante volte denunciato dalla ‘Voce’: una FDA ‘governata’ (sic) proprio in questi bollenti anni da due ‘commissari straordinari’ in perfetto conflitto d’interesse. Scott Gottlieb, che ha avuto addirittura la faccia di bronzo di passare – appena lasciata la poltrona FDA – ai ricchi stipendi della poco prima controllata ‘Pfizer’, sedendosi nel suo accorsato ‘board’; e Robert Califf, l’attuale commissario, per una vita consulente al soldo delle star di Big Pharma.

Ma siamo nella ‘libera’ e ‘democratica’ America che così tutela la salute di tutti i suoi cittadini. O meglio, delle sue ‘cavie’.

 

P.S. Per leggere articoli e inchieste della ‘Voce’ circa personaggi e società citate in questa inchiesta, basta andare alla casella CERCA in alto a destra che porta al nostro archivio e digitate, appunto, nome e cognome del personaggio o la società che vi interessa (ad esempio Albert Bourla oppure Scott Gottlieb, o ancora Food and Drug Administration).

 

 

 

 

LINK

The EMA covid-19 data leak, and what it tells us about mRNA instability

 


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