DA TRIESTE PARTE LA LOTTA / CONTRO IL GREEN PASS CRIMINALE E AMMAZZALAVORO  

Dai porti sta cominciando la ribellione contro il Green Pass e l’attacco ai lavoratori deciso dal governo Draghi.

Che per tamponare la falla ha cercato di piazzare un cerottino, ossia la richiesta ai titolari delle imprese di fornire tamponi gratuiti ai loro dipendenti, come prevede la fresca circolare firmata dal capo di gabinetto del Viminale, Bruno Frattasi.

Una mancia rispedita con sdegno al mittente da tutti i lavoratori, compatti nell’annunciare che “se non verrà ritirato l’obbligo del green pass nei luoghi di lavoro verranno bloccate le attività”.

 

RISPEDITA AL MITTENTE LA MANCIA

Durissimo, infatti, è il tono dell’ultimo comunicato diramato dal Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste: “Il 15 ottobre ci sarà il blocco delle operazioni all’interno del porto di Trieste. Siamo venuti a conoscenza che il Governo sta tentando di trovare un accordo, una sorta di accomodamento riguardante i portuali di Trieste e che si paventano da parte del Presidente (dell’Autorità portuale di Trieste, ndr) Zeno D’Agostino le dimissioni. Noi portuali ribadiamo con forza e vogliamo che sia chiaro il messaggio che nulla di tutto ciò farà sì che noi scendiamo a patti, fino a quando non sarà tolto l’obbligo del green pass per lavorare, non solo per i lavoratori del porto ma per tutte le categorie di lavoratori. Ricordiamo al Presidente D’Agostino che nel momento in cui lo Stato lo ha colpito, i portuali lo hanno difeso a spada tratta. Ora che i portuali hanno deciso di difendere loro stessi e le altre categorie di lavoratori, con le sue dimissioni dimostra di non voler lottare al loro fianco”.

Parole che non lasciano spazio ad alcun equivoco.

Stefano Puzzer. Nel montaggio in alto, la manifestazione dei portuali di Trieste e, a sinistra, Mario Draghi.

Non meno dure le parole di Stefano Puzzer, componente del Coordinamento dei portuali triestini: “Le manifestazioni di sabato sono andate benissimo. Senza provocazione. Siamo stati bravi noi lavoratori e tutti i triestini a non cadere nelle provocazioni”.

Sulla pezza a colori inventata dal governo per fronteggiare la protesta, osserva: “Credo che sia una trovata del governo per mettere in disaccordo le persone e far pensare che noi ci piegheremo senza che il decreto del Green Pass venga tolto. A noi non interessa nessun tipo di accordo con nessuno. La linea è quella e lo è dall’inizio: bisogna togliere questo Green Pass criminale e fine”.

Prosegue Puzzer: “Nelle fabbriche, fuori dal porto, la situazione è veramente triste: ci sono lavoratori che vengono minacciati di licenziamenti se non si fanno il vaccino. Lavoratori che non avranno i soldi per i tamponi. Noi, sentite le loro istanze, abbiamo detto che non possiamo pensare solo a noi. E’ iniziata una lotta insieme a tutti e per tutti. Lo abbiamo ribadito anche ieri al prefetto di Trieste. Ci hanno chiesto, perché prendiamo la responsabilità di chiudere il porto? Perchè è lo Stato che dovrebbe prendersi la responsabilità di togliere questo decreto sentendo le difficoltà che avranno le famiglie ad andare avanti e soprattutto dopo il 15 ottobre. Ci siamo presi carico di questa responsabilità in modo molto orgoglioso”.

Sul futuro della lotta, afferma: “Insieme agli altri lavori portuali avevamo in mente un coordinamento nazionale e ce lo stanno facendo fare in fretta. Era un nostro progetto già da tempo e dopo spero che si aggiungano le altre categorie. Perché chi decide deve avere un interlocutore serio e qualcuno del posto. Questo decreto lo ha fatto qualcuno che non è mai entrato in un porto. E’ privo di linee guida e quelle presenti sono tutte sbagliate. Cosa vuol dire fare un controllo a campione? Nelle aziende? Nei porti è impossibile: a Trieste entrano 500 camionisti e 100 marittimi al giorno. Abbiamo lavoratori che per due anni hanno lavorato in aree non sanificate e devono spendersi 300 euro al mese per andare a farsi un tampone. E poi il camionista e il marittimo   nessuno li controlla perché si blocca l’economia…”.

 

 

 

 

 

FINALMENTE IL SINDACATO!

Finalmente una presa di posizione chiara, decisa, senza tentennamenti.

Una autentica lezione di sindacalismo, quello vero, quello che difende in modo autentico i lavoratori, organizza lotte, pianifica una azione di resistenza e di contrattacco di fronte ai diktat governativi, tanto che giustamente Puzzer etichetta come ‘criminale’ l’attuale green pass ammazzalavoro.

E pensare che poche settimane fa il premier Draghi ha usato lo stesso termine, ‘criminali’, nei confronti di coloro i quali non accettano il vaccino, perché in questo modo – disse il capo dell’esecutivo – uccidono se stessi e gli altri.

Finalmente dal sindacato dei portuali, da Trieste e Genova, passando per Livorno e c’è da augurarsi tutti gli scali italiani, arrivano parole e azioni che il sindacato tradizionale ha ormai dimenticato da anni, che il PD non ha mai osato pronunciare, che le altre frattaglie di sinistra non si sognano neppure, che i 5 Stelle hanno perso strada facendo insieme a tutte le promesse fatte e mai mantenute di un domani migliore attraverso azioni concrete.

E’ arrivato il momento, come auspica Puzzer, di mettere in piedi – e subito – un coordinamento tra tutti i lavoratori che si oppongono alla logica del Green Pass, attraverso la quale il Governo ha deciso di fare piazza pulita di tanti, troppi diritti, finendo per calpestare il più elementare, e protetto dalla Costituzione: quello al lavoro.

 

IL GOLPE GREEN

E il Green Pass diventa lo strumento ad hoc, il lasciapassare per arrivare a licenziamenti di massa, riduzione drastica dei posti di lavoro, un’autentica mazzata non solo per centinaia di migliaia di famiglie che si vogliono sbattere sul lastrico, ma per tutto il tessuto economico e sociale.

Un Golpe, né più né memo. Chiamatelo, se preferite, ‘strisciante’ oppure  ‘bianco’, la sostanza non cambia. I padroni del vapore hanno deciso di calpestare la Costituzione e tutti gli italiani che non rigano diritto, proprio come faceva Benito Mussolini e imponeva quel regime fascista. Ci manca solo l’olio di ricino ma per il resto il menù è completo.

Non c’è neanche bisogno di dir qualcosa a proposito dei fascistoidi di oggi, meloniani e salviniani, le cui castronerie politiche si commentano da sole: di fronte all’unica proposta saggia tirata fuori da PD e frattaglie, quella di sciogliere senza se e senza ma Forza Nuova, cosa ti tirano fuori? Se si colpisce Foza Nuova allora bisogna colpire i centri sociali. Argomentando che i fatti di Roma organizzati dai mazzieri di Roberto Fiore equivalgono alle proteste dei No Tav.

Da ricovero nel più vicino presidio psichiatrico…

E a proposito dello scioglimento di Forza Nuova, Draghi aspetta le decisioni della magistratura. Ma cosa vuol dire mai, oltre tutto ben sapendo i tempi della giustizia di casa nostra?

Non ha il coraggio di prendere un provvedimento senza l’ok delle toghe?

Non sa che si tratta di un provvedimento che può e deve assumere il governo?

Che il Viminale ha già dormito per troppi anni?


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2 pensieri riguardo “DA TRIESTE PARTE LA LOTTA / CONTRO IL GREEN PASS CRIMINALE E AMMAZZALAVORO  ”

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