EMANUELA ORLANDI / IL VATICANO AFFOSSA

Tribunali fermi in tutta Italia per l’emergenza coronavirus, ma non in Vaticano che – incredibile ma vero – adesso trova il tempo per archiviare l’indagine avviata dagli uffici giudiziari della Santa Sede sulle ossa trovate nel cimitero teutonico e forse appartenute al Emanuela Orlandi.

Ecco le sconcertanti e gelide parole contenute in un comunicato stampa emesso dalle stanze vaticane. “Il procedimento relativo alla presunta sepoltura in Vaticano, presso il cimitero teutonico, dei resti di Emanuela Orlandi, è stato archiviato dal Giudice Unico dello Stato della Città del Vaticano che ha integralmente accolto la richiesta dell’Ufficio del Promotore di Giustizia”.

Un linguaggio criptico, algido, in perfetto stile massonico, che fa letteralmente a pugni con la tanto invocata trasparenza da parte di Papa Francesco.

Sarà stato mai informato, il Pontefice, di tale esito “giudiziario”? E non muove un dito, il santo padre che ogni giorno prega per la pace e la salute nel mondo e non risolve un mistero trentennale in casa sua?

Stando agli esami, effettuati dal Perito d’Ufficio, tale Giovanni Arcuri, ossa e frammenti risalirebbero ad almeno cent’anni, e dunque ben prima che avvenisse il rapimento di Emanuela.

Ma restano in piedi una serie di interrogativi grandi come una casa, a partire dall’esame di ossa e frammenti. Effettuato la scorsa estate in fretta e furia, appena due giorni per controllare ben 26 sacchi. E si è trattato di un esame puramente “visivo”.

Si chiede oggi Laura Sgro, avvocato della famiglia Orlandi: “Come è possibile basarsi su un esame così superficiale per stabilire che si tratta di ossa e frammenti centenari che non hanno quindi nulla a che vedere con Emanuela? I test genetici e con Carbonio 14 – denuncia ancora – non sono stati effettuati, ed ora la famiglia è libera di procedere autonomamente con gli approfondimenti. Non siamo soddisfatti e siamo molto perplessi rispetto al dichiarato spirito di collaborazione espresso dalla Santa Sede”.

I reperti sono adesso custoditi presso la Gendarmeria vaticana, in contenitori sigillati. La famiglia potrà effettuare i suoi contro-esami. Che però costano un occhio della testa, mentre la famiglia Orlandi non ha grosse possibilità economiche. E mai giustizia questa?

Non ha niente da dire l’attuale capo del tribunale vaticano, quel Giuseppe Pignatone che fino ad un anno fa era al vertice del porto delle nebbie – la procura di Roma – e appena pensionato è stato subito catapultato sulla poltronissima vaticana?

E come mai in Vaticano – per dirne solo una – nessuno ha spiegato il mistero dei documenti segreti circa la permanenza di Emanuela in una residenza londinese pagata dalla Santa Sede a metà anni ’90?

Vicenda che mostra come il Vaticano fosse ben a conoscenza di dove la ragazza si trovava: e ha affossato.

Allora come ora.


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