Universiadi 2019 a Napoli e in Campania, è ormai allarme rosso. A suonarlo sia il neo commissario Luisa Latella che il presidente del Coni Giovanni Malagò. La dead line è fissata per luglio: allora si saprà in modo definitivo se sarà possibile realizzarle. Nella migliore delle ipotesi, comunque, i progetti verranno ridimensionati.
Ecco le parole del commissario Latella, un ex prefetto al quale è stata da un paio di mesi consegnata la patata bollente, ossia decine e decine di lavori per la realizzazione o il rilancio di impianti e strutture: lavori previsti da almeno un paio d’anni e finiti nel gorgo delle solite emergenze.
“Tra luglio e agosto – osserva Latella – stabiliremo se si può andare avanti. E’ il nostro punto di rottura. Ma anche la Fisu dovrà decidere se le Universiadi si terranno o no in Campania”. Si tratta della Federazione internazionale degli sport universitari, in allarme già da alcuni mesi.
“Mi hanno dato 14 mesi per realizzare quello che andava realizzato in 5-6 anni”, commenta con amarezza Latella. “Comunque è ormai chiaro che non è più possibile, a questo punto, realizzare le opere al 100 per cento. Nel migliore dei casi ci sarà un taglio”.
Entro il 30 aprile 2019, quindi esattamente tra un anno, devono essere portati a termine i lavori che nella stragrande parte dei casi non sono stati neanche appaltati. 64 interventi, per la precisione, che interesseranno, oltre a Napoli, altri 23 comuni della Campania.
Ancor più duro Malagò, che ha fortemente voluto la nomina del commissario ma stigmatizza le lentezze politiche e burocratiche che ne hanno contraddistinto l’insediamento (sono passati infatti 3 mesi senza che si sia mossa una foglia). “O si fa a certe condizioni o il Coni non ci mette la faccia”, taglia corto il numero uno.
Che aggiunge: “La nave è molto in ritardo, per usare un’immagine cara a queste Universiadi. E’ sempre più una corsa contro il tempo. Su questo non voglio e non posso prendere in giro nessuno. Anche perchè voglio salvare tutto il salvabile. E forse, seppure con molto ritardo, alla fine la rotta è stata intrapresa. Ora non si può perdere più neanche un minuto”.
Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, mostra qualche appannamento nel suo storico decisionismo: “speriamo di farcela”. Speriamo che me la cavo?
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