LEGGE ELETTORALE – DOPPIO TURNO PER FAVORIRE ALTERNANZA ED EVITARE LARGHE INTESE

imposimato--La Consulta, bocciando il ballottaggio, ha partorito una legge elettorale proporzionale gradita al Governo Gentiloni-Boschi-Renzi. Il premio di maggioranza al partito che raggiunge almeno il 40% delle preferenze è un’utopia. Nessun partito sarà in grado da solo di raggiungere quella soglia. La Corte, con la sentenza del 24 gennaio 2017, ha trascurato che col referendum del 1993 gli italiani espressero la volontà inequivocabile di abbandonare il sistema proporzionale puro (quindi con seggi ripartiti tra piccoli partiti) utilizzato ininterrottamente in Italia dal ’48 fino ad allora. A motivare il desiderio di cambiamento, nel clima del dopo tangentopoli, c’era la certezza che fosse stato proprio quel sistema la causa di alcuni mali endemici del sistema politico italiano, quali l’instabilità dei governi, la complessità e la fragilità delle maggioranze, la corruzione e l’aumento della spesa pubblica e la minaccia alle istituzioni democratiche. Per venire incontro alle indicazioni referendarie, e alla necessità di cercare un compromesso con gli interessi delle formazioni politiche più piccole, il Parlamento varò la cosiddetta “Legge Mattarella”. Che però diede luogo anche essa a crisi continue. E venne partorito il Porcellum, ancora peggiore del Mattarellun.
Oggi, eliminato il ballottaggio, è stato vanificato lo strumento che poteva dare all’opposizione la possibilità di vincere le elezioni. La Corte Costituzionale aggiunge che “la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione”. Ma questo non va bene. L’effetto consiste nel fatto che la maggioranza illegittima resterà in eterno. Ammettendo le alleanze tra partiti, sarà possibile al PD, disposto a fare alleanze, di avere il premio, raggiungendo la soglia del 40%. La maggioranza uscita dal voto del 2013 resterà immutata, nonostante il fallimento totale delle promesse fatte e il persistere e l’aggravarsi delle diseguaglianze. E benché nel Paese essa sia diventata minoranza. E’ un sistema pericoloso, che può portare a confusione e al ritorno del fascismo. nato proprio dalla confusione e dalla frantumazione.
Il sistema elettorale a doppio turno, che non è incostituzionale, tanto che vige per le elezioni comunali e regionali, è caratterizzato dal fatto che si vota due volte. La prima con una elezione proporzionale alla quale partecipano tutti i partiti e i movimenti che abbiano raggiunto una certa soglia, la seconda con un sistema maggioritario.

In Italia abbiamo una enormità di partiti, che tendono ad aumentare, e questo crea ingovernabilità. Alle politiche del 2013, secondo il Viminale, si presentarono 215 tra partiti e movimenti. Il primo contrassegno depositato al Viminale fu quello del MAIE, movimento associativo italiani all’estero, seguito da tanti altri. Da ciò deriva che in Italia, se si va e alle elezioni con un sistema proporzionale puro, è garantita la ingovernabilità e l’instabilità della nostra democrazia. Una cattiva legge elettorale può fare saltare un intero sistema istituzionale e fare morire la libertà. E’ bene non dimenticare che la scelta della proporzionale pura fu nefasta per la Repubblica di Weimar, portando a Hitler e al nazismo.
Battiamoci per una legge elettorale a doppio turno per dare la possibiolità di alternanza ed evitare le larghe intese.


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento