Privatizzazione denaro pubblico e cure sanitarie – Riceviamo e pubblichiamo

Regione Toscana. Avete sentito parlare del PRINCIPIO DELLA LIBERA SCELTA? Forse molti di voi no, ed è un peccato. E’ un peccato perché riguarda tutti molto da vicino: riguarda quelle persone che hanno un familiare o un genitore non autosufficiente che ha bisogno di vivere in una struttura protetta. Riguarda gli anziani, soli e bisognosi di cure. Riguarda quel momento della vita di persone, genitori e figli in cui spesso il senso di solitudine pervade e prende spazio sugli altri sentimenti. Riguarda il percorso di inserimento di una persona non più autosufficiente in una strutturale protetta.

Perché attraverso appunto il Principio di Libera Scelta avremo il dovere e la “libertà” di poter scegliere “liberamente” a quale RSA   rivolgersi, indipendentemente tra strutture accreditate (pubbliche ) e accreditate (strutture che si, hanno stipulato una convenzione con il SSN, ma che è essenzialmente privata). L’UVM rilascerà un voucher ad un utente (il corrispettivo della quota sanitaria per gli aventi diritto), ovvero dei soldi con cui poter pagare una parte di retta in QUALSIASI RSA, CHE SIA CONVENZIONATA O ACCREDITATA (Privata-Pubblica). In sintesi la nostra libera scelta è potenzialmente volta ad arricchire enti privati. Ed è giusto che i soldi pubblici, che sono il frutto delle nostre tasse, siano lo stipendio di un ipotetico signor “X” e non vengano utilizzati per garantire lo sviluppo di infrastrutture e servizi che riguardano appunto il pubblico, quindi tutti noi? E’ giusto cercare di lucrare sulla salute delle persone?

Avete pensato quale potrebbe essere il risultato di una scelta del genere? Che se vengono tolti i soldi alle infrastrutture pubbliche (RSA comunali e potenzialmente anche ospedali) che offrono servizi ad un costo relativamente modico per il cittadino, avremo un drastico degrado di tali enti con tagli di personale (e già ad oggi abbiamo l’esternalizzazione con personale interno di cooperativa o ag. Interinale nonché liste di attesa interminabili) e potenziale mancanza di materiali. E’ giusto che i soldi vadano sempre nelle mani delle solite persone? E’ giusto che queste solite persone si arricchiscano con i soldi delle tasse di tutti noi? E’ giusto che i più ricchi si arricchiscano ulteriormente con i soldi dei più bisognosi? Siamo sicuri che il principio di libera scelta rispetti il diritto alla salute? Siamo sicuri che il principio di libera scelta in questo caso ci renda veramente liberi? Vi siete chiesti come mai vi è una bassissima diffusione di questa informazione nonostante la sua importanza?

L’UNIONE SINDACALE SANITA’ ITALIANA – AIT dice NO a tutto questo scempio.

 

USIS SIENA

Costantino Borgogni


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