PADOAN VEGAS E VISCO SUONANO I VIOLINI MENTRE IL TITANIC AFFONDA

La debacle della Borsa e la credibilità del governo sulle banche  non è figlia di un destino cinico e baro, ma della totale incapacità di prevenire la crisi sistemica da parte di Consob (che non ha vietato le vendite allo scoperto per arginare la speculazione in borsa) e Bankitalia, impegnata a ben retribuire le banche socie con 380 milioni di euro l’anno di dividendi, invece di fungere da garante neutrale del sistema bancario per assicurarne la stabilità e garantire il pubblico risparmio.

Adusbef e Federconsumatori che 15 giorni fa, per evitare la tempesta sulle banche, i cui valori di mercato sono andati a picco, avevano chiesto un provvedimento urgente per vietare le vendite allo scoperto e la evidente speculazione (come è stato provato oggi sul titolo MPS,  che grazie al divieto di short selling  ha ripreso quota), ritengono direttamente responsabili del disastro Bankitalia, Consob e ministro dell’Economia, la cui inerzia e sottovalutazione della crisi bancaria rammenta il naufragio del Titanic, con il governatore Visco, Vegas e Padoan, intenti a suonare da troppo tempo  i violini della stabilità del sistema bancario, come quegli orchestrali dell’inaffondabile bastimento, mentre si inabissava.

La maggiore responsabile del risparmio bancario bruciato è senz’altro di Bankitalia, che  ha raccontato decenni di grossolane bugie, in tutte le relazioni annuali del Governatore, su un sistema bancario stabile ed efficiente, nascondendo gli evidenti  buchi di sofferenze ed incagli (340 miliardi di euro) sotto il tappeto, con banchieri soci che erogavano prestiti allegri ad amici e compari, che non ha battuto ciglio mentre  l’Europa  approvava il bail-in, esproprio criminale del risparmio in vigore dal 1 gennaio 2016 di cui hanno fatto le spese 130.000 vittime col famigerato decreto del 22 novembre 2015. Vittime che, per avere diritto all’80% dei risarcimenti, devono passare sotto le forche caudine di inaccettabili arbitrati. Parliamo di quella stessa Banca d’Italia che aveva scelto come fedeli scudieri spiccia-faccende, per fallimentari operazioni di sistema, Zonin e la Banca Popolare di Vicenza.

Per restituire credibilità ad un sistema di vigilanza pieno di buchi, il Governo senza ulteriore indugio deve nazionalizzare la Banca d’Italia, sul modello presente nelle banche centrali di tutta Europa, eliminando quel gigantesco conflitto di interessi che ha generato il maggior disastro nella gestione –  talvolta criminale, come nel caso delle banche venete e di quelle in risoluzione –  del credito e del risparmio; rafforzare le quote del capitale di MPS, nominando amministratori che  sostituiscano competenza e schiena dritta alla fedeltà, in sostituzione di Fabrizio Viola.

Adusbef e Federconsumatori rammentano che esattamente 1 anno fa, nel silenzio totale delle distratte autorità di Vigilanza e delle Istituzioni italiane ed europee, denunciarono l’esposizione in derivati di Deutsche Bank, pari a quasi 55 trilioni di euro, a fronte di 522 miliardi in depositi, rimarcando politiche bancarie e monetarie di Europa e Bce, imposte con misure di austerità che hanno prodotto recessione, disoccupazione e miseria in vasti strati della popolazione, con l’unica finalità di salvare le banche e Deutsche Bank, la banca tedesca di Frau Merkel diventata un immenso Casinò, con l’Italia costretta a versare oltre 60 miliardi di euro al Fondo Salva-banche.

Invece dei fiumi di denaro a tasso zero regalati alle banche dalla Bce di Mario Draghi, che stanno alimentando i caveaux della Deutsche Bank, Adusbef e Federconsumatori rilanciano la proposta di un Tribunale Internazionale per crimini economici contro l’umanità, per accertare le gravissime responsabilità degli autori della crisi sistemica, che ha creato fame, miseria, disperazione per decine di milioni di cittadini, mentre banchieri e loro manutengoli del potere si sono arricchiti creando denaro dal nulla, stock option e buone uscite milionarie, anche se hanno distrutto valore.

 

Nella foto Visco e Padoan


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