Congresso LAV a Roma / Recuperare gli animali salvati

“L’impegno LAV per il recupero degli animali salvati” è il tema base del 39° Congresso nazionale della LAV, convocato a Roma (Auditorium di Via Rieti) per sabato 11 e domenica 12 giugno. Un’occasione per illustrare le attività dell’Associazione, i risultati raggiunti nel 2015 e i prossimi obiettivi, in un confronto con i soci e gli attivisti. Nel corso dell’annuale appuntamento l’Assemblea degli iscritti LAV sarà chiamata a rinnovare gli Organi associativi.

Schermata 2016-06-04 alle 09.46.29Il Congresso nazionale di quest’anno sarà preceduto da uno specifico evento di approfondimento: il Convegno “Stati Generali del recupero degli animali salvati non a fine di lucro” (venerdì 10 giugno ore 9.30 – 18.30, Auditorium di Via Rieti 13 – Roma), con la partecipazione di Centri e Santuari per animali, numerose Associazioni, esperti e rappresentanti di istituzioni e forze di polizia.

La prima parte della giornata di sabato 11 giugno sarà dedicata agli adempimenti congressuali, per poi aprire,  alle ore 12.00, la sessione dedicata alle attività LAV, con l’intervento dell’Istituto dei Tumori-Ospedale San Martino di Genova e dell’Università di Pisa su “L’impegno LAV per i metodi sostitutivi di ricerca alla vivisezione”.  Alla ripresa dei lavori, la relazione del presidente LAV Gianluca Felicetti e, a seguire, la presentazione del Documento di Programmazione delle Attività 2017 con i responsabili delle Aree Animali selvatici, Animali negli allevamenti, Scelta vegan, Moda Animal Free, Ricerca senza animali, Animali familiari, Animali esotici, Equidi, Osservatorio Zoomafia, Adozioni, A scuola con LAV, del Coordinamento Sedi Locali e dell’Ufficio Legale. A conclusione della giornata di lavori, un intervento di approfondimento su “Le investigazioni LAV nei luoghi di sofferenza degli animali”.

Domenica 12 giugno, subito dopo la ripresa del dibattito generale, due specifiche sessioni saranno dedicate ai temi: “L’impegno LAV nel recupero degli animali salvati” e “L’Associazione nelle cause legali nei Tribunali di tutta Italia”.

La LAV, da sempre impegnata in importanti azioni, sia nelle aule di Tribunale, che nei luoghi – strutture specializzate e rifugi – dove per gli animali tratti in salvo può iniziare una nuova vita, spiega: “abbiamo scelto di dedicare questo Congresso al tema del recupero degli animali salvati, perché l’affermazione dei loro diritti non può prescindere dalla disponibilità di strumenti legislativi e di strutture che rendano possibili azioni concrete per la loro liberazione”.

“La nostra Associazione non nasce con la specifica mission di accogliere animali abbandonati o sottratti ai proprietari dopo riconosciuti maltrattamenti, eppure questo è diventato uno dei nostri impegni più significativi, a seguito dei successi delle nostre azioni legali e delle leggi che abbiamo contribuito a cambiare in meglio – sottolinea la LAV – ci accade sempre più spesso, infatti, di essere nominati custodi giudiziari degli animali di cui abbiamo preso le difese in sede legale”.

Schermata 2016-06-04 alle 09.47.09Solo nel 2014 la LAV è diventata affidataria di 25 animali esotici salvati da un circo e ha acquisito la custodia di 123 cani e 53 gatti tratti in salvo dal canile e gattile “Rifugio” Parrelli, oltre a continuare a gestire 38 tra capre e pecore, 3 bovini, 3 scimmie Uistitì, 8 cavalli, 1 cinghiale, 1 suino e quasi 3.000 cani, provenienti sia dall’allevamento di beagle per la vivisezione “Green Hill” che da altri sequestri.

“Purtroppo – ricorda l’Associazione – benché, il Codice penale, Trattati internazionali e Leggi in materia di traffico di animali esotici, fauna selvatica, sperimentazione, animali d’affezione prevedano il sequestro e la confisca degli animali oggetto di violazioni così come il recupero degli animali non utilizzati e il loro affido, in Italia si riscontra una drammatica carenza di Centri di recupero e un non riconoscimento di quelli esistenti paragonati dalle Istituzioni a zoo od allevamenti, cioè il contrario di quello che sono effettivamente.  Il risultato è che il sequestro spesso non è sufficiente a porre in salvo gli animali, i quali, in assenza di strutture idonee per ospitarli, restano in custodia agli stessi autori dei maltrattamenti.”

“Per questi motivi – viene concluso –  la creazione di questi spazi è oggi una priorità da sostenere, sia attraverso azioni di sensibilizzazione e di pressione in sede istituzionale, sia agendo direttamente, come stiamo facendo in Toscana, dove abbiamo acquistato un’area verde di 23 ettari, un terreno che amplierà un preesistente Centro di Recupero per animali esotici e selvatici, e che accoglierà tutti gli animali che abbiamo già salvato e che salveremo dai maltrattamenti e dallo sfruttamento (GUARDA IL VIDEO)”.

 

 


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