TRUFFE AUTOVELOX / ANCHE DALLA CONSULTA UNO STOP. E VIA CON I CONTROLLI E LE TARATURE

Autovelox, la truffa continua ai danni dei cittadini, a macchia di leopardo in tutta Italia. A poco sono servite, fino ad oggi, le denunce delle associazioni dei consumatori per arginare un fenomeno che ormai “resiste” da svariati anni. Nè i servizi giornalistici (dalle Iene a Striscia la notizia passando per la Gabbia) che hanno documentato lo “scippo legale” attuato in maniera scientifica per prender soldi dalle tasche dei contribuenti. “Una facile via per far cassa – commentano all’Aci – da parte di molti comuni: fanno debiti, spese folli, buchi milionari e per tappare qualche falla ricorrono agli autovelox”. Spesso e volentieri taroccati.

Stanno spuntando, un po’ come i funghi d’autunno, nuove aggregazioni di resistenza alla tassa forzata via autovelox, dalla Lombardia alla Toscana, dal Molise alla Campania. “Alcuni cittadini – raccontano nella provincia di Campobasso – hanno deciso di farsi giustizia da soli, estirpando autovelox particolarmente letali, o meglio smaccatamente taroccati”. Estirpatori solitari oppure organizzati, eradicatori della porta accanto, un modo come un altro per ribellarsi allo stato esattore, allo stato scippatore, appunto, legalizzato, al solito in colletto bianco e inamidato.

Un numero crescente di proteste arriva dal casertano e dal basso Lazio. “Non si può passare nella zona di Minturno che becchi un autovelox – dicono a poca distanza dal ponte sul Garigliano, che separa il Lazio dalla Campania – non c’è una famiglia che non si veda recapitare a casa un verbale al mese e anche più. C’è sicuramente puzza di bruciato negli autovelox che infestano la zona. Sono di marca Velocar Red & Speed, che forse vuol proprio indicare che con gran velocità di vogliono fare rosso di multe e andare in rosso con i conti”. “Quasi tutti i verbali – aggiunge un’altra vittima sempre della zona – segnalano un’infrazione di pochi chilometri: sembrano verbali fatti in serie, vai a 99 all’ora, il massimo è 100, c’è una tolleranza del 5 per cento e perciò hai superato il tetto per 4 chilometri. Vi pare mai possibile che tutti viaggiano alla stessa velocità?”.

Pochi chilometri e siamo nella vasta area di Mondragone, che comincia subito a nord di Napoli e porta al litorale domitio, massacrato da abusivismo & camorra. A quanto pare qui il fenomeno non è la quantità dei verbali, ma la loro assoluta infondatezza. Letteralmente campati per aria, e non solo a base di autovelox. “Mi sono arrivati lo stesso giorno due verbali – racconta una delle tante vittime – fatti lo stesso giorno, giugno 2014, da un agente della polizia municipale, con lo stesso contenuto, scritti uno alle 9 e 24 e l’altro alle 9 e 25. E con una contestazione che non si riesce nemmeno a capire: il proprietario del veicolo, cioè io, ‘senza fondato motivo non ottemperava all’invito di fornire informazioni sui dati personali e sulla patente di guida di colui che in data di sei mesi precedete conduceva il veicolo’. Una totale follia. Nessuno mi ha mai fermato per chiedermi quelle cose. Siamo ai confini della realtà”.

Ma eccoci alle ultime denunce de “Lo Sportello dei Diritti”, da sempre in prima linea, con il suo presidente Giovanni D’Agata, per denunciare gli abusi da autovelox selvaggio. “Abbiamo sempre ribadito che gli autovelox devono essere sottoposti a verifiche periodiche di funzionalità e taratura. Ora anche la Corte Costituzionale ci dà ragione, dichiarando illegittima l’interpretazione dell’articolo 45 comma 3 del codice della strada che escludeva l’obbligo del controllo sugli autovelox: e ciò vuol dire che decine di migliaia di multe sono nulle. E cioè, tutti i verbali di accertamento della velocità effettuati attraverso apparecchiature per le quali non è possibile dimostrare la sottoposizione a periodiche verifiche tecniche e taratura sono semplicemente nulli”. Almeno un successo.

Ma disporranno mai i comuni, in concreto, verifiche e tarature?

 

 


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