MOBY PRINCE / DOPO 30 ANNI SPUNTANO “NUOVE” FOTO SATELLITARI…

A quasi trent’anni dalla tragedia del Moby Prince saltano fuori immagini satellitari inedite.

Sono parto degli archivi militari americani e francesi, decisamente un po’ lenti nell’elaborare quelle immagini.

Ai confini della realtà.

In questi trent’anni la giustizia italiana ha solo pensato a produrre inchieste e processi farlocchi. Dai quali non è emerso uno straccio di verità, nonostante ci fossero chiare prove di “traffici” inusuali, quella sera, nelle acque antistanti il porto di Livorno dove, con una perfetta visibilità, si verificò la tragica collisione tra il Moby Prince carico di passeggeri e la petroliera Agip Abruzzo di proprietà della SNAM.

Secondo gli inquirenti, invece, quella sera tra il 10 e l’11 aprile 1991, intorno alle ore 21, c’era una fitta nebbia, che avrebbe favorito la collisione. Niente di più falso, come invece emerso da non poche testimonianze e dalle rilevazioni meteo.

Tanto è bastato, comunque, per archiviare la scomoda “pratica” della tragedia del Moby.

Tre anni fa è partita una commissione parlamentare d’inchiesta, che ha prodotto qualche risultato concreto. Ad esempio, ha fatto luce proprio su quella inesistente nebbia killer. Ma poi la stessa commissione è finita in naftalina.

Adesso, a quanto pare, si starebbe rianimando un nuovo filone d’inchiesta da parte della sempre dormiente procura livornese. Filone che trarrebbe spunto proprio da quelle immagini satellitari, attraverso le quali viene documentato come la petroliera della Snam si trovasse in una posizione fuorilegge: e cioè in quel “triangolo” di mare davanti al porto di Livorno che doveva essere lasciato sempre libero, per via dei traffici marittimi massicci in entrata e in uscita.

Era ed è vietato rimanere in rada, in quelle acque. Ma la motonave Agip Abruzzo si trovava tranquillamente posizionata lì, quella tragica sera.

Si tratta di un elemento da non poco, visto che nel corso dell’inchiesta e anche al processo la circostanza non era emersa, ed anzi era prevalsa la tesi sostenuta dal comandante della Capitaneria di Livorno, Sergio Albanese, secondo cui l’Agip era posizionata in modo regolare. Tutto ok.

A scattare le immagini nel corso di alcuni mesi, prima e dopo la tragedia, sono stati due satelliti: uno americano e l’altro francese.

Il primo è il Landsat 5, che fa capo all’agenzia scientifica americana USGS, ossia l’equivalente del nostro ISPRA. Solo un paio d’anni fa, a quanto pare, ha provveduto a riorganizzare i suoi uffici e ad elaborare in modo decente le immagini (9 in tutto) di quasi 30 anni fa. Alla faccia dell’efficienza a stelle e strisce!

Le altre due (2) immagini sono parto del satellite francese Spot 2.

Come mai nessuno si sogna di chiedere ai due “satelliti” perché ci hanno messo trent’anni per “elaborare” le 11 fotografie?

Perchè nessuna procura ha mai avviato un’inchiesta sui colossali depistaggi che si sono verificati nel corso di questi anni?


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