LAMPEDUSA / TUTTI I SEGRETI DELLA SUPER BASE MILITARE

Dentro i segreti di Lampedusa.

Abbiamo per anni pensato che si trattasse solo dell’avamposto principale per gli sbarchi dei gommoni zeppi di immigrati. Ed invece si tratta di un punto nevralgico nello scacchiere logistico e militare degli Stati Uniti e dei loro alleati.

Pochi lo sanno, infatti, che “segretamente Lampedusa è stata trasformata in una vera e propria piattaforma avanzata nel Mediterraneo delle forze nazionali, Ue e Nato. Antenne, radar, centri di telecomunicazioni e per la guerra elettronica sono stati dislocati in ogni angolo dell’isola. Continuo ed esasperante è il via vai di mezzi navali, elicotteri, caccia e aerei da trasporto; finanche Frontex, l’agenzia per il controllo delle frontiere Ue, ha dislocato nello scalo lampedusano un grande drone per le operazioni di intelligence anti-migranti”.

La progressiva trasformazione dell’isola – avvenuta senza che i media di casa nostra abbiamo mai fornito adeguati ragguagli – arriva da un blogger pacifista, Antonio Mazzeo, da anni in prima linea nel denunciare l’invasività della presenza a stelle e strisce e quindi della Nato in Sicilia e dintorni (giorni fa abbiamo scritto di Sigonella).

La ciliegina sulla torta è di qualche giorno fa, il 2 maggio, quando è entrato in funzione un super radar nuovo di zecca, il Fixed Air Defence Radar, FADRper i suoi fans.

E’ ora acquartierato a Capo Ponente, presso la stazione della centrotrentaquattresima Squadriglia Radar Remotadella nostra Aeronautica militare, che tiene a sottolineare: “L’inaugurazione del Sistema FADRa Lampedusa segna la conclusione di un più ampio programma decennale che, insieme alla sinergia del mondo industriale nazionale, ha portato al rinnovamento tecnologico di 12 radar fissi a copertura dell’intero spazio aereo nazionale”.

E viene precisato: “La nuova struttura di sorveglianza dello spazio aereo, basata su sensori radar terrestri, rappresenta un elemento fondamentale del sistema di difesa aerea nazionale e della Nato, di cui sono parte integrante i caccia intercettori, altri sassetti aerei con sensori radar a bordo ed i centri di comando e di controllo”.

Ma non mancano dubbi e perplessità – oltre che sotto il profilo geopolitico e militare – sulla sostenibilità ambientale del sistema Fadr, nonché sui rischi per la salute dei cittadini.

A puntare i riflettori Massimo Coraddu, fisico e coautore di uno studio del Politecnicodi Torino sui rischi prodotti dal sistema satellitare Muosdi Niscemi.

Coraddu punta l’indice soprattutto sulla secretazione di buona parte delle informazioni tecniche sugli impianti e sulle emissioni elettromagnetiche.

“Sono del tutto scarne – commenta il fisico – le informazioni tecniche e di funzionamento del sistemaFadr, e non sono pubblici altri dati radiotecnici indispensabili per una accurata analisi delle emissioni. Né i militari né la società realizzatrice dell’impianto, poi, hanno fornito le previsioni sui livelli di irraggiamento del territorio circostante”.

Denunciano i promotori del Collettivo Askasuvadi Lampedusa: “La proliferazione di antenne che emettono onde elettromagnetiche ha avuto pericolosi effetti sullo stato di salute delle popolazioni e siamo al corrente dell’inspiegabile aumento di alcune patologie tumorali. Sono sotto gli occhi di tutti a Lampedusa gli effetti dell’inquinamento elettromagnetico sull’aviofauna e la realizzazione di installazioni radar e telecomunicazioni ha irrimediabilmente deturpato il territorio e il paesaggio”.

 

Nella foto uno striscione di protesta contro la base radar di Lampedusa


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