LUCIANO SCATENI / LA VULCANICA SAGA DEI “PERCHE’”

Un’intelligenza poliedrica, a tutto campo, quella di Luciano Scateni. Giornalista, pittore, scrittore, polemista, una vita per l’arte e per gli altri.

Adesso esce, per le edizioni Intra Moenia, un suo gustosissimo libro sui “Perché”, tre punti interrogativi di fila per inanellare domande e risposte mozzafiato, coloritissime, flash di creatività allo stato pure, calde come sfogliatelle, o come tanti schizzi di quel Vesuvio, rosso come poche altre cose ormai, che ha immortalato in tante sue opere. Rosso come quelle falci e martello che si diradano e rimpiccioliscono man mano in un altro suo straordinario quadro.

Perché lui è Luciano “il rosso”, prima animatore dell’edizione partenopea di Paese sera poi volto storico della Rai a Napoli dove ha lavorato per trent’anni e passa, uno dei pochi volti che riuscisse, in modo garbato, colto, ma battagliero e realmente informativo, a ‘bucare il video’, a comunicare con i cittadini. Per raccontare la Napoli vera, non quella da cartolina, la Campania martoriata dalla camorra e dalla politica corrotta.

Nelle foto alcuni disegni di Luciano Scateni

La colonna storica della “Voce”. Perché Luciano ne è stata l’anima più autentica in quei mitici anni ’70, quando l’allora quindicinale del Pci, nel 1972, iniziò le sue pubblicazioni. E lo è oggi, con i suoi commenti, con il suo stupendo “Racconto della Domenica” che da due anni arricchisce la Voce.

La produzione letteraria di Luciano è amplissima. Indimenticabile il suo commissario Santagata, un noir sociale, le umane e al tempo stesso epiche imprese di un commissario-psicologo alle prese con crimini piccoli e meno della Napoli impegnata ad arrangiarsi nel suo vivere quotidiano.

E poi “Diciassette”, uscito esattamente vent’anni fa, altro esempio del suo talento e della sua verve letteraria. Non a caso “Diciassette” si apriva con un aforisma (proprio il numero 17) coniato da Luciano: “Gli ultimi saranno i primi: e i penultimi?”.

Ed è tutto un aforisma, una battura continua, un gioco di parole che si snoda lungo le scorrevolissime pagine il fresco di stampa “??? – Un perché al giorno toglie la noia di torno”.

Ecco cosa scrive nell’introduzione: “Intorno ai tre anni i bambini scoprono il gioco del perché. Diventa un tormentone, assolutamente motivato. Ogni cosa che li circonda è il nuovo, l’inconosciuto, il magico, mistero e voglia di scoperta, curiosità. Cosa rispondere al ‘Perché papà ha la barba” o alla mamma incinta ‘Perché ha un pancione così grande’, quesito collegato all’altro ‘Come nascono i bambini’? Il gioco dei perché non si esaurisce con l’età adulta. Perché a preti e suore la Chiesa prescrive il voto di castità se Cristo ha raccomandato di crescere e moltiplicarsi all’intera umanità, religiosi non esclusi? Perché la teologia non ha risposte per gli egoismi che dominano la Terra, alla morte nei primi anni di vita di bambini nati con tumori incurabili, perché l’America democratica vota Trump e ne subisce il regime antidemocratico, perché l’Italia si lascia governare dalla Lega xenofoba e razzista. Perché Papa Francesco ha indugiato a lungo prima di intervenire con fermezza contro la piaga dilagante di abusi sui minori, responsabili preti e vescovi”.

Il libro, con contributi di Pino Imperatore e Lucio Rufolo, è corredato da una serie di disegni dall’imperdibile tratto di Luciano Scateni.

 

ECCO ALCUNE IMPERDIBILI PAGINE DEL LIBRO

 

 

 


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