PROCIDA ABUSIVA / IL MONASTERO CHE DIVENTA RESORT CON L’OK DI TUTTI

L’isola che non c’è, quella di Arturo, dipinta da Elsa Morante. Immaginate il lembo di terra più fascinoso e misterioso del golfo di Napoli, Procida. E immaginate ancora la parte più segreta, quello che fu un monastero benedettino, ora in macerie, con tanto di torre. E adesso immaginate delle ruspe appena al lavoro per farne un mega resort per liberare il corpo e la mente, roba da super vip, magnate russi o sceicchi di turno.

Il governatore Vincenzo De Luca. In apertura il promontorio di Procida con l'antica torre

Il governatore Vincenzo De Luca. In apertura il promontorio di Procida con l’antica torre

Tutto succede sotto gli occhi accondiscendenti del Comune di Procida, sotto la vigilanza della Sovrintendenza ai beni ambientali di Napoli e lo sguardo attento della Regione Campania, la più ambientalista e antiabusiva d’Italia, secondo l’ultimo Verbo griffato Vincenzo De Luca, ‘O Governatore. E nel più totale silenzio dei media. Ai confini della realtà.

Ma vediamo di ricostruire l’incredibile vicenda tassello per tassello.

L’INCREDIBILE PERMESSO

Partiamo dal momento clou. Ossia il “Permesso di costruire” rilasciato dal Comune di Procida poco più di un anno fa, il 26 luglio 2016. Ad ottenerlo è una cittadina nata a Milano e residente in Svizzera (Chalet Eglantine, Villars), una signora di nobile lignaggio, Maria Chiara Zerilli Marimò.  La pratica è relativa – così viene espressamente chiarato – a “tra antiche mura ex Cenobio Santa Margherita Vecchia, Reuse, Restore, Renew”, ed in particolare si riferisce ad “un immobile sito alla Via Marina di Chiaiolella, località Santa Margherita”.

Subito di seguito, nel ‘Permesso’, sono elencati i pareri favorevoli raccolti dalla richiesta della signora Zerilli Marimò Mazzanti Viendalmare, come direbbe Fantozzi. Più precisamente si tratta del “parere favorevole espresso dalla locale Commissione Paesaggio giusta seduta numero 16 del 29 luglio 2015”; del “parere favorevole espresso dalla Soprintendenza B.A.P.S.A.E. di Napoli e Provincia del 19 giugno 2016”; nonché della “autorizzazione paesaggistica numero 64 del 15 giugno 2016”.

Niente da notare nell’atto, se non che alla fine si parla di un “Territorio comunale vincolato paesisticamente”. Stop.

Vediamo di capire cosa sta succedendo. Partendo proprio dai giorni nostri. In seguito al “Permesso di Costruire” rilasciato un anno fa, i lavori sono cominciati a fine giugno, per poi ritualmente interrompersi nel mese di agosto. E il 4 settembre, adesso, sono ‘regolarmente’ ricominciati.

La Torre di avvistamento

La Torre di avvistamento

Nel ‘Permesso‘ si legge espressamente di “Reuse, Restore, Renew”, che tradotto significa “Riutilizzo, Ristrutturazione, Rinnovo”. Tre semplici parolette che chiunque può trovare digitando su google, per vedersi sfilare davanti una sfilza di sontuose magioni e di incantati ritrovi.

Sorge più che spontanea la domanda, così come si sono posti non pochi procidani, forse anche storditi dai rumori delle ruspe (per questo i proprietari, via facebook, hanno già chiesto perdono): ma che cavolo sta succedendo? Stanno facendo un mega resort? Sta nascendo una struttura ricettiva per super vip, una quarantina di mini maison extralusso, a 4 o 5 stelle? O cosa diavolo altro?

ARRIVA IL MESSIA POLACCO

Ma ecco che dall’Alto arriva una rassicurazione. Non è l’inquilino maximo ma il coniuge della proprietaria, e con lei titolare della società che sta eseguendo i lavori, ZERMA (in liquidazione da anni, per cui le costruzioni  sono con ogni probabilità eseguite dalla stessa proprietaria Zerilli Marimò): si tratta di un polacco milanesizzato, Riccardo Kulczycki, che sempre via facebook ricostruisce la storia del super storico cenacolo, della torre, dei ruderi annessi e soprattutto fa chiarezza sui progetti futuri. Da sorseggiare con calma, la sua story.

Ecco il cuore: “il permesso edilizio di recupero dei ruderi che ho ottenuto dopo anni di lavoro con la Soprintendenza di Napoli (e soprintendenti che cambiavano come i sindaci di Procida, dove ognuno diceva la sua e bisognava ricominciare il progetto da capo ogni volta che cambiavano), non è per un ‘RESORT‘ ma per la mia casa, per poter ospitare in modo degno e igienico gli amici che vengono a Procida per condividere insieme pratiche che da anni portiamo avanti (meditazione immobile e in movimento, pratiche energetiche, yoga, Aikido, danze di Gurdjieff e movimenti sacri ecc.)”.

Continua il Vate polacco-milanese: “Quest’estate ho ospitato 15 amici in condizioni precarie e con gli amici procidani abbiamo praticato in 25 spazi troppo piccoli e aperti alle intemperie. Il mio progetto, dunque, include anche un dojo più grande e chiuso nell’antica chiesa, una biblioteca e una cucina”.

Dojo e danze di Gurdjeff a parte, l’Asceta polacco-procidano ci porta per mano tra le magie delle sue pratiche fisiche e spirituali. Abbeveriamoci alla Sua Fonte: “Il cenobio di Santa Margherita rivive da tempo la sua tradizione spirituale, ma in una forma laica. Un aneddoto: un paio d’anni fa, un’amica procidana ha messo un annuncio su un sito invitando chi fosse interessato a venire a Santa Margherita per una meditazione mattutina e ha mandato una foto del dojo (spazio dove si pratica) con persone in meditazione, per mostrare il luogo. Il giorno dopo vedo che sul sito, al posto della mia foto, c’è una ragazza in bikini! L’annuncio è stato tolto. Comunico ora a chi è in risonanza, che esiste un luogo, a Procida, Santa Margherita, dove si può meditare l’antica preghiera e scoprire cosa sia la meditazione immobile e in movimento, e altre pratiche rivolte alla propria evoluzione interiore”.

Un particolare della torre di avvistamento

Un particolare della torre di avvistamento

Il Guru in salsa procidana, però, non ha pensato solo alle preghiere, oppure a piantare ulivi nei suoi sacri terreni, ma anche a stipulare, dodici anni fa, un bel contratto di acquisto – incredibile ma vero – con il Comune di Procida che senza batter ciglio gli vendeva per un piatto di lenticchie – circa 125 mila euro – una proprietà che ne vale dieci, cento volte di più, anzi forse di valore inestimabile: incredibile come poi la Sovrintendenza abbia potuto avallare il tutto.

E’ lo stesso Messia polacco a scendere dalle meditazioni ai fatti concreti per raccontare l’accaduto: “Il Commissario agli Usi Civici ha ratificato la transazione il 23 giugno 2005 e da allora il bene è definitivamente una proprietà privata. I creatori di opinioni fumose dissero che ‘il Comune ha svenduto Santa Margherita’ senza conoscere la realtà dei fatti, perchè il Comune ricevette l’equivalente di 250 milioni di vecchie lire come riscatto per 12,500 lire di enfiteusi all’anno, il che equivale a 20 mila anni di enfiteusi; e non ebbe da rimborsare tutte le migliorie effettuate dai vecchi enfiteuti”.

Incredibile ma vero: il Profeta polacco ammette la cifra risibile pagata e sottolinea anche il fatto di  “non aver nulla preteso” per tutte le ‘migliorie’ fatte, quattro ulivi e due pini. Ci manca solo una rivalsa nei confronti del Comune – e della comunità locale – poi il cerchio è chiuso. Alla faccia degli ‘usi civici’, della legalità e del minimo di buon senso. Mentre i procidani, come tutti gli italiani, continuano a essere spennati vivi dalle tasse e dalle gabelle di questa Regione che chiude gli occhi anche davanti agli abusi più clamorosi.

PROTAGONISTI E INTERPRETI DELLA SCENEGGIATA

Il sindaco di Procida Dino Ambrosino

Il sindaco di Procida Dino Ambrosino

Ma passiamo in rapida carrellata la catena di “attori” – e quindi di responsabili ‘attuali’ – della vicenda, che pur se cominciata in sostanza nel 2005 con la famigerata cessione, continua e prende sostanza proprio oggi, con le ruspe che hanno appena iniziato a rombare.

Partiamo dall’attuale sindaco di Procida, Dino Ambrosino. Che proprio un anno fa, per una situazione simile, e riguardante una proprietà denominata ugualmente ‘Santa Margherita’, 800 metri di superficie che dominano Terra Murata, decise di acquisire al Comune quel patrimonio ricevendolo dal Demanio. Proprio per itilizzarlo a fini pubblici e culturali. Come mai niente è stato fatto per il Cenobio?

Lo stesso sindaco, del resto, si proclama contrario a tutte le forme di abusivismo edilizio, come strombazza a tutti i convegni indetti sul tema. Parole al vento?

Il Sovrintendente, Paola Bovier, non perde occasione per intervenire sulle questioni procidane, e non fa mancare la sua presenza in tutte le occasioni istituzionali per decantare le bellezze del luogo e l’azione di tutela svolta dal suo prestigioso ufficio. Boh.

Last but non least la Regione che, attraverso il suo Governatore, Vincenzo De Luca, declama la leadership regionale in tema di ambientalismo, lotta a tutti gli abusivismi e le illegalità sul territorio campano. Un altro grosso boh.

Paola Bovier

Paola Bovier

Ma lorsignori, di fronte a una vicenda come quella del Cenobio di Santa Margherita e alle acrobazie della nobil coppia svizzero-polacca, che fanno? Sonnecchiano? Si appisolano? Oppure già dormono della grossa?

Da notare, en passant, che una recentissima sentenza del Tar di Salerno, su una questione ambientale di ben minor rilievo, ha tenuto presente il parere della Sovrintendenza che faceva riferimento ad “un’area di interesse paesistico-ambientale”.

Ecco cosa commenta un avvocato che da sempre si occupa di ambiente: “C’è Sovrintendenza e Sovrintendenza, come si vede. E ci sono scempi e scempi. Questo che sta succedendo sotto gli occhi di tutti a Procida è da Guiness dei primati, ma nessuno ne scrive, i mezzi di informazione se ne fregano. Eppure si rischia un nuovo caso Fuenti, e per giunta su una piccola isola, dove non si dovrebbe muovere un’aiola senza il consenso delle autorità e in particolare della Sovrintendenza, che invece chiude gli occhi, incredibilmente. Poi parliamo dei piccoli abusi dei terremotati. Vediamo la pagliuzza e non la trave. Anche e soprattutto istituzionale”.

 

 

 

A due giorni dalla pubblicazione dell’inchiesta abbiamo ricevuto una nota inviata dai legali dei coniugi Zerilli Marimò-Kulczycki. 

Li ringraziamo vivamente per la missiva che conferma totalmente quanto da noi scritto, non smentisce una riga e però chiede la rimozione di tutto l’articolo dal sito, da altri siti che lo abbiamo eventualmente ripreso, oppure la segatura – a mo’ di pianta – di una decina di corpose frasi, senza le quali il senso intero della stessa inchiesta andrebbe a farsi benedire. 

Piace constatare come venga ammesso che la “ristrutturazione dell’antico e preesistente immobile” è oggi in atto, per garantire degna ospitalità ai “molti amici” della coppia svizzero-polacca “per praticare joga, aikido e meditazioni, pratiche ben lecite che, invece, in questo articolo si è cercato di ridicolizzare”. Dimenticando, strada facendo, le danze di Gurdjieff. Ma fa lo stesso.

E fa soprattutto piacere constatare la conferma del prezzo pagato dai ducaconti – l’accostamento fantozziamo, vorremmo sottolineare, dovrebbe essere un onore – al Comune di Procida venga alla lira e all’euro confermato, 250 milioni di vecchie lire, più o meno 125 mila euro. 

A noi, francamente, pare un piatto di lenticchie per una torre, un cenobio, dei ruderi e un appezzamento di terreno da far invidia a chiunque al mondo, un “senza prezzo”, una rarità che i benedettini hanno lasciato ai procidani, alla comunità e che ora la coppia svizzero-polacca si ritrova in saccoccia. 

Di seguito, pubblichiamo per intero la missiva dei legali dei ducaconti, facendo presente che nessuna legge sulla stampa fa obbligo all’organo di informazione di pubblicare per intero una comunicazione, ma solo un numero limitato di righe. Qui si tratta di un breve racconto che, del resto, per buona metà non fa che replicare le nostre frasi. 

 

SCRIVONO GLI AVVOCATI

Il sig. Riccardo Kulczycki e la sig.ra Chiara Zerilli Marimò, ci hanno conferito incarico di chiedere la rimozione o modifica della relativa pagina WEB, nonché la sua deindicizzazione presso i più comuni motori di ricerca; in alternativa, sussistendo i presupposti per l’applicazione della disciplina di tutela della stampa (cfr. Cass. civ. Sez. Unite, 18-11-2016, n. 23469), i nostri assistiti chiedono, ai sensi e per gli effetti dell’art. 8 della legge n. 47 del 1948 “disposizioni sulla stampa”, la pubblicazione della rettifica riportata in calce alla presente.

I nostri assistiti contestano, in particolare, che nel Vostro articolo si riferiscano notizie e dati personali non corrispondenti in alcun modo alla realtà dei fatti e non solo.

Ma anche apprezzamenti e valutazioni del tutto prive di fondamento, ingiuriose e diffamatorie, onde separata querela in corso di deposito.

Il permesso di costruire del 26 luglio 2016 non solo è stato legittimamente concesso, ma non contiene affatto l’autorizzazione a costruire “sontuose magioni e incantati ritrovi”, come si legge nel Vostro articolo, che, pertanto, può suscitare soltanto allarmi ingiustificati nella pubblica opinione.

Invece, così come ha ampiamente spiegato, motivato e dimostrato il sig. Kulczycki con la lettere indirizzata al Direttore del Confronto in data 3 settembre u.s., il permesso non è per un “RESORT” (né mega, né mini) e neanche per “una struttura ricettiva per super vip”, ovvero per una quarantina di mini maison extra lusso a 4 o 5 stelle”, così come inopinatamente, e con molta superficialità si è insinuato nell’articolo del sig. Cinquegrani.

Invece questo permesso autorizza esclusivamente la ristrutturazione dell’antico e preesistente immobile, da destinare a uso abitazione dei coniugi Kulczycki – Zerilli che sono usi ospitare molti amici anche per praticare yoga, aikido e meditazioni, pratiche ben lecite che, invece, in questo articolo si è cercato di ridicolizzare.

Quindi non si è in presenza di un “incredibile permesso”, da esporre al pubblico ludibrio, insinuando una richiesta (questa sì incredibile…) di revoca.

Né corrisponde ad un minimo di seria ed approfondita informazione per il pubblico la storiella della “vendita per un piatto di lenticchie” di Santa Margherita.

Benvero sarebbe bastato leggere l’atto del 23 giugno 2005 per apprendere che trattasi della transazione di 35 anni di contenzioso, con la partecipazione del Commissario per gli Usi Civici ed il ritorno di ben 250 milioni di vecchie lire per il Comune di Procida.

Comunque non intendiamo qui sottolineare tutte le deformazioni dei fatti che l’articolo contiene (della diffamazione e delle ingiurie se ne occuperà il Giudice Penale), ma chiediamo fermamente ed in forza delle citate disposizioni di Legge:

  1. Che si provveda all’immediata rimozione – deindicizzazione dell’intero articolo “Procida abusiva/Il Monastero che diventa resort con l’ok di tutti”, dandocene conferma scritta.
  2. Che, altrimenti, si provveda alla immediata rimozione – deindicizzazione delle seguenti frasi:
  3. E adesso immaginate delle ruspe appena al lavoro per farne un mega resort per liberare il corpo e la mente, roba da super vip, magnate russi o sceicchi di turno.
  4. Subito di seguito, nel “permesso”, sono elencati i pareri favorevoli raccolti dalla signora Zerilli Marimò Viendalmare, come direbbe Fantozzi.
  5. Nel Permesso di legge espressamente di “Reuse, Restore, Renew, che tradotto significa “riutilizzo, ristrutturazione, rinnovo. Tre semplici parolette che chiunque può trovare digitando su google, per vedersi sfilare davanti una sfilza di sontuose magioni e di incantati ritrovi.

Sorge più che spontanea la domanda, così come si sono posti non pochi procidani, forse anche storditi dai rumori delle ruspe (per questo i proprietari, via facebook, hanno già chiesto pedono):ma che cavolo sta succedendo? Stanno facendo un mega resort? Sta nascendo una struttura ricettiva per super vip?una quarantina di mini maison extralusso, a 4 o 5 stelle? O cosa diavolo altro?

  1. ARRIVA IL MESSIA POLACCO. Ma ecco che arriva una rassicurazione. Non è l’inquilino maximo ma il coniuge della proprietaria, e con lei titolare della società che sta eseguendo i lavori, Zerma (in liquidazione da anni, per cui le costruzioni sono eseguite con ogni probabilità dalla stessa proprietaria Zerilli Marimò):si tratta di un POLACCO MILANESIZZATO., Riccardo Kulczycki, che sempre via facebook ricostruisce la storia del super storico cenacolo, della torre, dei ruderi annessi e soprattutto fa chiarezza sui progetti futuri.

Da sorseggiare con calma, la sua story.

  1. Continua il vate POLACCO-MILANESE
  2. Dojo e danze di Gurdjeff a parte, L’ASCETA POLACCO – PROCIDANO ci porta per mano tra le magie delle sue pratiche fisiche e spirituali.
  3. IL GURU IN SALSA PROCIDANA, però, non ha pensato solo alle preghiere, oppure a piantare ulivi nei suoi sacri terreni, ma anche a stipulare, dodici anni fa, un bel contratto di acquisto – incredibile ma vero – con il Comune di Procida che senza batter ciglio gli vendeva per un piatto di lenticchie – circa 125 mila euro – una proprietà che ne vale dieci, cento volte di più, anzi forse di valore inestimabile: incredibile come poi la Sovrintendenza abbia potuto avallare il tutto.

E’ lo steso MESSIA POLACCO a scendere dalle meditazioni ai fatti concreti per raccontare l’accaduto

  1. Incredibile ma vero: il PROFETA POLACCO ammette la cifra risibile pagata e sottolinea anche il fatto “di non aver nulla preteso” per tutte le “migliorie” fatte, quattro ulivi e due pini. Ci manca solo una rivalsa dei confronti del Comune – e della comunità poi il cerchio è chiuso. Alla faccia degli “usi civici”, della legalità e del minimo di buon senso.
  2. Ma lorsignori, di fronte ad una vicenda come quella del Cenobio di Santa Margherita e alle acrobazie della NOBIL COPPIA SVIZZERO-POLACCA, che fanno? Sonnecchiano? Si appisolano? Oppure già dormono della grossa?
  • Che si provveda, in ogni caso, alla integrale pubblicazione della presente nostra quale rettifica ex art. 8, Legge 8.2.1948 n.47.

 

I nostri assistiti si riservano, in mancanza di soddisfacimento delle richieste di cui innanzi nei termini di Legge e comunque entro e non oltre cinque giorni da oggi, il ricorso all’Autorità Giudiziaria anche in via cautelare, ed in ogni caso sia il diritto di querela, sia il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi.

Distinti saluti

 Avv. Antonio Scotti Galletta

 Avv. Nicola Scotti Galletta

 Avv. Marco Scotti Galletta


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